Il bombardamento del 3 aprile 1944
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«Il primo bombardamento avvenne il 3 aprile. Era una giornata piuttosto fredda; alle 2 del mattino era entrata in vigore l’ora legale. Verso le 9,30 suonarono le sirene dell’allarme aereo, così come era avvenuto nei mesi precedenti, (circa 400 volte) senza conseguenze. Fu per tale ragione che, in quella circostanza, non si diede il dovuto credito alle sirene. Gli aerei attaccarono la città alle 9,45 con direzione sud-nord, sganciando le bombe da un’altezza di circa 450 metri. Sei aerei puntarono sul palazzo della Prefettura e cinque sulla Casa del Fascio. Poco dopo un altro squadrone attaccò la Caserma Castelfidardo, il Palazzo Conti, il Distretto Militare e la Caserma Corridoni. Degli obiettivi prefissati, fu centrata soltanto la Caserma Castelfidardo, mentre gravi danni furono causati in Corso Cavour, Via S. Maria della Porta, vicolo della Rota, via P.M.Ricci, via della Nana, corso Cairoli e piazza Nazario Sauro.
Pochi minuti dopo le 10, arrivarono altre due formazioni di 6 aerei che, sorvolando le Casermette, sganciarono il loro carico di bombe, di cui soltanto tre centrarono il bersaglio. In totale si ebbero 110 morti. Una vera e propria strage si verificò in via della Nana e nelle immediate vicinanze. Molti morirono sotto le macerie delle case e dei negozi; altri, nel tentativo di raggiungere le campagna, caddero uccisi in corso Cairoli e lungo la scalinata di via del Pozzo. In quella zona, i morti furono una quarantina; la famiglia più colpita, fu quella degli Scisci, con 8 morti». Così il bombardamento del 3 aprile 1944 viene raccontato nella puntata speciale di Maceratando, il podcast a cura di Roberto Cherubini. Il consueto appuntamento della domenica arriva oggi proprio per ricordare l’ottantesimo anniversario della tragedia. Con due poesie di Giordano De Angelis e una testimonianza inedita di Luciana Pistocco, mamma di Roberto Cherubini che all’epoca aveva quasi due anni ma tante volte ha sentito il racconto di quelle ore.
Luciana Pistocco
Il podcast si basa su un’opera monumentale del compianto Franco Torresi e cioè i volumi “La città sul palcoscenico” che raccontano la città negli anni dal 1884 al 1944. Franco Torresi è stato un ricercatore ed uno storico minuzioso che in tantissimi anni di lavoro ci ha regalato anche quest’opera che rappresenta un patrimonio enorme per Macerata.
Fatele vedere al posto del telegiornale marche.
Ricordiamo anche chi sono stati i colpevoli dei bombardamenti
Eva Bartolazzi La guerra è "bella" come quando la squadra di calcio del cuore vince in trasferta, vero? Noi siamo stati i primi ad usare le armi chimiche in Abissinia, l'iprite o gas mostarda. Poi facciamo i monumenti e intitoliamo strade a Rodolfo Graziani e lo chiamiamo eroe. Invece a Macerata bisogna ricordare chi sono stati i colpevoli dei bombardamenti. Ebbé!
Saranno stati gli stessi che "ristrutturarono" Cassino? Come liberano loro,guarda....
Roby Sopranzi esatto però non si può dire
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Lo sport preferito dagli americani dopo il football.
mia mamma quando c’e’ stato il bombardamento sulla citta’ di MACERATA era piccola.
Certo che i liberatori angloamericani le cose le facevano meglio dei Russi in Ucraina e degli Israeliani a Gaza: 120 morti (e non 110) e 200 feriti il 3 aprile 1944 a Macerata, che non era un obiettivo militare… Avevo quattro anni ed in braccio a qualcuno, in mezzo a tanta gente addolorata che commentava. Ricordo un grande fumo al centro di Macerata ed uno più piccolo alle Casermette.
Molta gente comincia a dire che entreremo in guerra a causa dell’Ucraina. Io spero di no. Ma considerando a cosa si sono ridotti i nostri politici, dall’estrema Sinistra all’estrema Destra, se così vogliamo ancora chiamarli, non mi aspetto nulla di buono. Con tutti i morti e le distruzioni di case e monumenti artistici del caso.