Rifiuti, i sindacati ancora all’attacco:
«Aumenti e niente discarica?
Colpa di una politica immobile»
MACERATA - I rappresentanti di Cgil e Cisl dopo il punto del Cosmari tornano a puntare il dito sulle mancate scelte dei Comuni. E annunciano una mobilitazione per raccogliere le indicazioni dei cittadini sul miglioramento dei servizio in tutta la provincia

Il Cosmari di Tolentino
di Luca Patrassi
Botta e risposta in rapida sequenza tra Cosmari e sindacati. A tornare in argomento sono Cgil e Cisl, dopo il punto dell’azienda sull’emergenza rifiuti. «Prendiamo atto – scrivono Daniele Principi e Andrea Coppari per la Cgil e Rocco Gravina e Claudio Giuliani per la Cisl – delle precisazioni della presidenza e direzione del Cosmari , anche se è bene ribadirlo che il nostro grido di allarme era nei confronti dell’Ata e della classe politica locale che non è stata in grado di individuare il sito per la discarica e di approvare di conseguenza il piano d’ambito provinciale sui rifiuti, questi due strumenti fondamentali per la sostenibilità e la pianificazione futura dell’azienda. Gli aumenti a doppia cifra paventati e il ricorso a fermo sono il frutto di questo immobilismo che dura da oltre 15 anni e che ricadrà pesantemente sul bilancio familiare di tutti i nostri concittadini».
La richiesta di confronto con la direzione del Cosmari: «L’incontro con l’ azienda che ci è stato promesso a fine mese (e per il quale non abbiamo ricevuto comunicazione alcuna) servirà finalmente ad affrontare insieme le criticità che ormai ci sono da tempo evidenziate. le confederazioni Cgil e Cisl, con il mese di settembre, avvieranno, ad iniziare dai comuni più grandi, una campagna informativa , di ascolto e di raccolta delle idee e delle istanze di tutti i cittadini della provincia di Macerata. E per finire purtroppo sotto il sole cocente di questi giorni, non ci sono tanto le sigle sindacali, ma le centinaia di operatori del Cosmari che anche in queste condizioni estreme, quotidianamente esplicano questo servizio così fondamentale per la comunità».
l’unica strada è un termovalorizzatore
Ognuno dovrebbe fare il proprio lavoro e basta. I sindacati dovrebbero preoccuparsi di difendere i diritti dei lavoratori (loro iscritti), la gestione dei rifiuti spetta, in primis, alle amministrazioni comunali.
Diceva Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica: “Dove son troppi a comandare, nasce la confusione.”.
A Vienna con i rifiuti ci si riscaldano e illuminano grazie ai termovalorizzatori, ad Amsterdam lo hanno trasformato in una pista da sci. In Italia si preferisce ancora fare uso dei famosi ” grasciari” così li chiamavano a Portorecanati che chiaramente alla lunga, credo dovrebbero costare molto di più. Non conosco le motivazioni ma ci deve essere un grosso corto circuito che scatta al sentir parlare della diversa maniera di trattare il pattume, quello materiale si intende. Lo specifico perché in tempi passati c’era l’usanza di usare il materiale umano alla stregua della spazzatura usando forni ben funzionanti e si creavano meno problemi nella organizzazione raccolta/smaltimmento. E già c’era la raccolta differenziata, per esempio l’oro veniva accantonato una volta diviso dal rifiuto umano. Fa orrore pensare che nella ” civilissima ” Italia sono in molti che per strani motivi ideologici pur non contando un casso come persone, tornerebbero a questo sistema. Non ci credete, socializzate di più se ne volete sentire delle belle o brutte, dipende sempre…
Signor Micucci quello che lei dice è un dato di fatto allora mi chiedo perché da noi non lo si fa?Ho il sospetto che dietro ci siano interessi un po’ loschi se così vogliamo dire.
Nel gestire rifiuti o discariche,chiamatele come volete,non è da ora che c’è un giro losco,da anni che sono miniera d’oro…e io pago!!!…
I sindacati si limitino a tutelare i lavoratori ed i maceratesi a pagare quel 250% in più di costi per portare i rifiuti nel fermano.
Senza rosicare.
Parlare di termovalorizzatore a proposito della chiusura del ciclo dei rifiuti della provincia di Macerata è oltremodo fuori luogo. Mettiamo da parte pure per un attimo l’avversione delle comunità locali che dovrebbero essere coinvolte dalla localizzazione del sito (il ritardo nella scelta della discarica dipende proprio dalla incapacità degli attuali decisori politici di “superare” questo ostacolo).In realtà il termovalorizzatore è un impianto industriale che per essere economicamente sostenibile (ricavi almeno pari ai costi) dovrebbe trattare una quantità di rifiuti (la frazione di indifferenziato) che non solo non vengono prodotti dalla nostra Provincia, ma neanche dalla nostra Regione e quindi dovremmo importare anche altri flussi provenienti ad esempio dall’Umbria o dall’Abruzzo. Ed in questa situazione che ne sarebbe del necessario impegno a migliorare ancora la raccolta differenziata ed il riciclo ? Quindi quando sentite oggi un politico della nostra provincia che parla di termovalorizzatore sappiate che non sa bene di cosa parla oppure sta agitando un falso obiettivo per evitare la discussione sui progetti più sostenibili su cui non è capace di incidere.