Rifiuti, Ata nel mirino di Cgil e Cisl:
«Aumenti del 250% sulle tariffe
Politica distante dai cittadini»

MACERATA - Secondo i sindacalisti maceratesi il trasporto di indifferenziata e organico a Fermo porteranno il Cosmari in una situazione di non sostenibilità finanziaria: l'esempio delle decisioni adottate per Civitanova

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Cosmari_assemblea_pubblica-8-300x200-1Sindacati a muso duro sul fronte dei rifiuti, a muoversi sono la Cisl ( con il segretario confederale Rocco Gravina e il segretario regionale Fit Claudio Giuliani) e la Cgil (con il segretario provinciale Daniele Principi e il segretario Funzione pubblica Claudio Coppari). «Dopo l’immobilismo dell’Aato3, l’ Ata 3 – rilevano in premessa Cgil e Cisl – non poteva essere da meno. La classe politica del nostro territorio continua a dimostrarsi lontana anni luce dagli interessi dei cittadini, con il risultato di un aumento esponenziale per le tariffe (oltre il 250%) e di possibili gravi conseguenze sul Cosmari».

La recente riunione dell’Ata: «Quanto avvenuto nell’assemblea del 3 agosto e l’assenza all’assemblea stessa di molti Sindaci sono l’ennesima dimostrazione dell’inefficienza dei politici locali nel farsi cura degli interessi dei cittadini che dovrebbero rappresentare, dell’assenza di visione nel programmare il futuro, dell’incapacità di prendere decisioni. Alla necessità sempre più stringente di azioni virtuose si continua a rispondere con l’irresponsabile gioco del rimando continuo e dello scaricabarile delle responsabilità tra Ata e Regione Marche». I sindacalisti affrontano anche il merito della questione: «Oltre il danno, la beffa: dal resoconto dell’assemblea apprendiamo infatti che saremo costretti a portare a Fermo non solo l’indifferenziata – vista la nota problematica discarica – ma anche una grossa parte della raccolta del rifiuto organico, essendo fallito il progetto (e il finanziamento tramite Pnnr) del tanto decantato biodigestore, gia’ peraltro costato solo di progettazione fattibilita’ oltre 500mila euro di soldi pubblici, di cui qualcuno dovrà essere chiamato a rispondere». A rischio i conti del Cosmari secondoi Cgil e Cisl: « Il conferimento a Fermo di oltre 25mila tonnellate annue della raccolta dell’umido – votata da tutti i sindaci presenti (tranne Tolentino e Montecassiano che si sono astenuti) – oltre ad un ulteriore aumento dei costi, rischia di costituire anche una seria ipoteca sulla sostenibilità economica futura del Cosmari, con tutte le possibili conseguenze sulla gestione di un servizio cosi’ strategico per il territorio e sul personale dipendente. Senza considerare la potenziale esposizione a ricorsi da parte di aziende che potrebbero gestire tale tipologia di rifiuti a costi molto più contenuti. In assenza di adeguata programmazione come potrà l’azienda gestire il futuro, elaborare un piano industriale, acquistare mezzi, organizzare il personale?».

L’esempio di Civitanova: « In questo quadro preoccupano anche i rapporti con l’attuale dirigenza del Cosmari, la quale sembra aver perso ogni forza propulsiva, in un susseguirsi di decisioni scarsamente comprensibili: valga ad esempio l’assurda modifica della raccolta pannolini attuata nel Comune di Civitanova Marche prevedendo il porta a porta, presa senza nessun confronto con le organizzazioni sindacali e nessuna sperimentazione, non tenendo minimamente conto dell’impatto sui lavoratori in merito a salute e sicurezza. In questa come in altre situazioni sarebbe stato invece utile potenziare controlli e sanzioni dei comportamenti illegittimi, magari attraverso l’utilizzo degli ispettori ambientali: alle decisioni che richiedono coraggio si sceglie invece puntualmente la via di non rischiare di minare il consenso elettorale, scaricando le conseguenze sui lavoratori. Lo stesso rispetto delle relazioni sindacali viene infine da tempo calpestato, con un sistematico rifiuto di confronto, nonostante le reiterate richieste di incontro inviate per segnalare l’urgenza di affrontare le molteplici criticità che si sono sommate». Cisl e Cgil chiedono un confronto: «Chiediamo con forza che questa situazione di stallo si sblocchi e che finalmente le parti, ognuna per le proprie responsabilità, assumano le decisioni corrette per il futuro di un servizio strategico del territorio. Come Organizzazioni Sindacali rappresentative chiediamo di essere coinvolte, mettendo a disposizione le competenze per condividere percorsi virtuosi, mirando alla massima sostenibilità economica e ambientale, nell’interesse del territorio, della cittadinanza e dei lavoratori del Cosmari».

(L. Pat.)

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