«Rifiuti, è la seconda volta che andiamo
col cappello in mano a Fermo:
la politica non potrà toppare ancora»

COSMARI - La dg Brigitte Pellei, il presidente Giuseppe Giampaoli e il consigliere di amministrazione Manuele Pierantoni hanno fatto il punto e risposto ai sindacati. «Un aumento sì, ci sarà ma non del 250%: siamo ai livelli di un 14% nel 2023 e del 5% nel 2024. L’ampliamento della discarica di Cingoli ci consentirà di agire per altri 4/5 anni. Ma va presa una soluzione definitiva. Entro il prossimo novembre saranno individuati cinque siti tra i quali scegliere»

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Brigitte Pellei, Giuseppe Giampaoli e Manuele Pierantoni

di Luca Patrassi

La voce del Cosmari contro i sindacati. Conferenza stampa nella sala riunioni del Consorzio a cura della direttrice generale Brigitte Pellei, del presidente Giuseppe Giampaoli e del consigliere di amministrazione Emanuele Pierantoni.

Ha aperto l’incontro il presidente Giuseppe Giampaoli: «C’era già un incontro programmato per fine agosto con i sindacati. Ritardo incredibile nell’individuazione della discarica, questo qualcuno dovrà pur dirlo. Noi abbiamo fatto più del dovuto redigendo il piano di emergenza che è stato approvato all’unanimità. L’ampliamento di Cingoli ci consentirà di arrivare al 2029, di avere una sicurezza. Nel frattempo dovrà essere individuata una nuova discarica, entro il prossimo novembre saranno individuati cinque siti tra i quali scegliere».

La bagarre sui costi e sulle tariffe: «Un aumento sì, ci sarà ma non del 250%: siamo ai livelli di un 14% nel 2023 e del 5% nel 2024. Dal 2025 ci sarà invece una riduzione che ora stimiamo prudenzialmente del 3/4% ma destinata a crescere. Non è una operazione indolore, però è il male minore. Nell’accordo fatto con Fermo c’è la possibilità di ampliare i quantitativi di smaltimento in modo da non andare a Pesaro. L’ampliamento della discarica di Cingoli ci consentirà di agire per altri 4/5 anni. E’ chiaro che la politica non potrà toppare un’altra volta, va individuata una soluzione definitiva. E’ la seconda volta che andiamo con il cappello in mano a Fermo: il 250% di aumento non esiste».

Giampaoli insiste nell’attaccare i sindacati: «Dicono che abbiamo ceduto a Fermo 25mila tonnellate di sostanza organica, non è così. L’accordo prevede che in due anni, fino a fine 2024, Asite mette a disposizione la loro discarica a un prezzo simile a quello pagato da Ascoli sempre per smaltire a Fermo.

L’accordo tra le Province è stato ampliato: Fermo ha una carenza di sostanza organica, ha chiesto un aiuto a Macerata che ha detto no, se non per un tempo limitato. Come Cosmari possiamo dare 25mila tonnellate nel triennio, la metà di quello che produciamo noi: in questo caso la tariffa sarebbe 102 euro a tonnellata. Non ci sono obblighi. Il Cosmari non ha abbandonato il biostabilizzatore, lo farà». Ancora Giampaoli: «Lo scambio è reciproco, faremo l’impianto per riciclare i pannolini e Fermo si è detta disponibile a conferirli da noi.

Il mancato finanziamento del biodigestore con i fondi Pnrr: il progetto è stato approvato ma non finanziato, abbiamo iniziato un percorso di revisione del progetto che non è costato mezzo milione di euro ma 300mila euro. Non abbiamo abbandonato il piano biodigestore». Le polemiche sul cambio di dirigenza: «Nessuna ripercussione: abbiamo approvato il piano che riguarda il personale e per quanto riguarda i mezzi stiamo avviando un rinnovo del parco autoveicoli per 15 milioni. Spero che le fake news diffuse dai sindacati siano state causate dal caldo di agosto, attaccarci in questo momento è sorprendente. Sul piano di emergenza c’è l’impegno della Provincia di individuare il nuovo sito, prima parte Cingoli e prima usciamo da Fermo. I tempi sono stretti, bisgona partire subito».

La direttrice Brigitte Pellei: «Un percorso fatto in collaborazione con le Province nel momento in cui si rischiava di non avere più la disponibilità per smaltire i rifiuti. L’azienda va avanti giorno per giorno, il Cda viene convocato settimanalmente, la governance è molto presente in una situazione di criticità.

Ho incontrato i sindacati più volte, abbiamo concluso un accordo triennale, ho anche fatto delle progettazioni con loro, discusso sulle idee. Non è che il giorno dopo possiamo attuare tutto, c’è un percorso, ci sono delle progettualità che sono state messe in campo che non possono cambiare da un giorno all’altro. E’ stato un periodo molto concitato, si tratta di un mese, ci sono persone che si dimettono per problematiche nazionali, non interne al Cosmari». «Non c’è solo il biodigestore, questi progetti hanno bisogno di tempi burocratici, attese per avere i pareri degli Enti competenti. Non siamo immobili».

C’è chi mette a confronto il costo attuale di 42 euro a tonnellata per la parte organica con i 102 che si verseranno a Fermo. Dice Giampaoli: «Non è un costo rapportabile, il costo dei rifiuti per i Comuni è formato da varie voci». Quanto ai dubbi su una politica che in 15 anni non è riuscita a muovere mezzo passo per l’individuazione della nuova discarica, Giampaoli se la cava, senza schiantarsi, con un triplo salto mortale con avvitamento senza rete: «Il presidente della Provincia è stato molto chiaro, si è impegnato, c’è una preoccupazione da parte dei Comuni sulla scelta finale ma bisogna arrivare a un punto di sintesi, sono scelte che non possono essere rinviate. Il termovalorizzatore se si farà e comunque non al Cosmari, non risolve la questione discarica».

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