«Aumento della Tari, a Sclavi
è mancato il coraggio
di dare un segnale forte alla politica»

TOLENTINO - E' l’accusa della minoranza di centrosinistra targata Pd e Civico 22 dopo il respingimento della mozione “simbolica” presentata nell'ultimo Consiglio comunale, conseguente ai rialzi approvati dal Cosmari

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Massimo D’Este

di Francesca Marsili

«Il centrodestra vota compatto con la maggioranza l’aumento della Tari. Avremmo voluto che con coraggio Sclavi avesse dato un segnale forte alla politica tutta con un accorato appello a cambiare registro nella gestione del Cosmari». E’ l’accusa della minoranza di centrosinistra di Tolentino al respingimento della mozione “simbolica” presentata nell’ultimo Consiglio comunale con la quale si chiedeva al sindaco Mauro Sclavi di votare contro gli aumenti della Tari nell’ultimo passaggio utile in Ata 3 Macerata, dopo aver espresso il voto favorevole nell’assemblea del Cosmari, come quasi la totalità dei sindaci presenti, sull’aggiornamento straordinario del piano economico e finanziario della società. La mozione a firma Luca Cesini del Pd e Massimo D’Este di Civico22 chiedeva un disallineamento del sindaco di Tolentino, cioè che votasse sfavorevolmente la ratifica degli aumenti già decisi in assemblea del Cosmari, ma è stata bocciata sia dalla maggioranza che dalla minoranza di centrodestra. Anche perché la mozione è arrivata in Consiglio quando l’assemblea del Cosmari aveva già votato.

«Avrebbe assunto un valore simbolico significativo – evidenziano Pd e Civico 22 – soprattutto avrebbe fatto capire che ci sono ancora amministratori che stanno dalla parte di coloro che dovrebbero rappresentare». L’aumento della Tari è conseguenza di maggiori costi per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche di Pesaro e Fermo considerato che la discarica di Cingoli ha ormai esaurito la sua capacità ed in questi anni non si è trovata nessuna alternativa. In buona sostanza per coprire un disequilibrio rilevato dal Cosmari per circa 20 milioni di euro che verrà spalmato in tre anni. «L’aumento della Tari determinerà un miglioramento del servizio? Nemmeno per sogno – evidenzia il gruppo – il voto favorevole del sindaco di Tolentino ha avuto il senso di allinearsi agli altri al fine di coprire e giustificare gli errori commessi, rendendolo quindi corresponsabile di questa disastrosa situazione. E a pagare saranno i soliti noti, noi cittadini, tanti dei quali intenti a lottare quotidianamente per difendere i già precari bilanci familiari – evidenziano Cesini e D’Este -. Il sindaco Sclavi ha tentato genericamente di spiegare in Consiglio comunale le motivazioni di tale aumento senza tuttavia entrare nello specifico. Noi vogliamo essere più precisi».

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Luca Cesini

«Da almeno 5 anni i sindaci della Provincia stanno discutendo su dove ubicare il nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti senza trovare tra loro la quadra – sottolineano – Piuttosto che cercare soluzioni al problema, in questi anni i nostri rappresentanti locali hanno preferito utilizzare il loro tempo per garantire equilibri politici, finanche eleggere un presidente con un chiaro conflitto di interessi, l’ex sindaco Pezzanesi, costretto successivamente a dimettersi in conseguenza anche del pronunciamento dell’Anac in merito alla sua ineleggibilità, determinando in tal modo un vuoto di potere con inevitabili conseguenze negative nella gestione economica del ciclo integrato dei rifiuti». Il gruppo rimarca che le decisioni prese e votate dal 74,46% dei sindaci soci del Cosmari in questi ultimi giorni «sono per l’ennesima volta finalizzate a tamponare situazioni d’emergenza, create unicamente dall’immobilismo della politica». E proprio nell’ultima assise, nel corso della mozione, il sindaco Sclavi «ha espresso parole forti sull’immobilismo dei sindaci, troppo presi a suo dire, a garantire o meno poltrone di comando». La mozione bocciata sia dalla maggioranza che dalla minoranza di centrodestra, secondo il centrosinistra aveva proprio questo significato: «Noi avremmo voluto che con coraggio avesse espresso questi concetti nelle sedi opportune, che avesse dato un segnale forte alla politica tutta con un accorato appello a cambiare registro nella gestione del Cosmari. La nostra non è demagogia è pura e semplice constatazione dei fatti. Prendiamo atto dell’incapacità delle forze politiche di governo della città di proporre politiche di lungo respiro che vadano oltre il contingente, che non si limitino ad affrontare le emergenze. Le tanto sbandierate idealità – concludono i due consiglieri – e il decantato cambio di passo rispetto agli ultimi dieci anni di governo di centrodestra, i “sedicenti civici” al governo le hanno tranquillamente riposte in soffitta». 

 

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