Omicidio di Pamela,
fissata la Corte d’appello bis
Archiviata la seconda indagine
MACERATA - Il processo deve valutare l'aggravante della violenza sessuale che può incidere sulla pena finale. La decisione era stata presa dalla Cassazione, nessun dubbio per i giudici che ad uccidere la 18enne sia stato Innocent Oseghale. Sull'inchiesta sui presunti complici, il gip proprio oggi ha sciolto la riserva: archiviazione per i due indagati, ma atti in procura per valutare gli spunti emersi dalle carte presentate dai familiari in udienza

Innocent Oseghale in aula
Tra poco meno di un mese si aprirà a Perugia il processo bis in Corte d’assise d’appello per Innocent Oseghale. Il nigeriano, 33enne, è già stato condannato per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la Cassazione però ha disposto il rinvio in appello per quanto riguarda la contestazione della violenza sessuale.

L’avvocato Simone Matraxia
Per la difesa, che venga o meno contestata questa aggravante può cambiare sulla pena finale e anche parecchio. Oseghale in primo e secondo grado è stato condannato all’ergastolo, in Cassazione c’è però stato il rinvio per quanto riguarda la violenza sessuale. Invece per i giudici non c’è dubbio che sia stato il nigeriano ad uccidere la 18enne romana il 30 gennaio del 2018 a Macerata.

Pamela Mastropietro
Il nuovo processo è stato fissato per il 23 novembre del 2022 davanti alla Corte d’assise d’appello di Perugia. Oseghale è difeso dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi. Parte civile i familiari di Pamela, tutelati dall’avvocato Marco Valerio Verni che è anche lo zio della 18enne uccisa.
La scorsa settimana si era svolta a Macerata una udienza legata a presunti complici di Oseghale.
La procura generale di Ancona aveva chiesto l’archiviazione per due indagati ritenendo non fossero emersi elementi a loro carico. La famiglia aveva fatto opposizione, da qui l’udienza davanti al gip Claudio Bonifazi, che si era riservato di decidere. È di oggi la decisione del giudice: ha archiviato per i due indagati, però ha disposto l’invio alla procura di Macerata dell’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla famiglia e le memorie. La richiesta del giudice è che la procura valuti gli altri spunti che sono stati segnalati. «Prendiamo atto e rispettiamo la decisione per l’archiviazione degli indagati – dice l’avvocato Verni – ma apprendiamo con positività il fatto che il giudice abbia deciso di inviare gli atti alla procura, ex articolo 331 del codice procedura penale, perché vegano valutati altri profili di interesse».
(Gian. Gin.)


























