Spazio pubblicitario elettorale

Inchiesta sui complici di Oseghale,
«discordanze importanti nelle indagini»

MACERATA - La procura generale ha chiesto l'archiviazione, la famiglia di Pamela ha fatto opposizione e oggi si è svolta l'udienza in tribunale. Il giudice si è riservato di decidere. L'avvocato Marco Valerio Verni: «Ringraziamo gli investigatori per il grande lavoro fatto ma secondo noi manca qualcosa»

- caricamento letture
AlessandraVerni_Pamela_FF-2-650x434

L’avvocato Marco Valerio Verni

 

di Gianluca Ginella

«Non è che facciamo opposizione su tutto, comprendiamo che qualcuno ci possa vedere come dei rompiscatole, non è così, ci sono aspetti dell’indagine su Pamela che riteniamo debbano essere approfonditi e questo chiediamo come famiglia», così l’avvocato Marco Valerio Verni dopo l’udienza che si è svolta in tarda mattinata davanti al gip Claudio Bonifazi.

La questione è l’opposizione della famiglia alla richiesta di archiviazione della procura generale di Ancona che dopo aver riaperto le indagini sull’omicidio della 18enne romana non ha ritenuto, alla luce di quanto emerso, vi fosse necessità di proseguire.

pamela-mastropietro-evidenza

Pamela Mastropietro

Due le persone che erano state indagate per omicidio. Per il delitto di Pamela Mastropietro, uccisa a Macerata il 30 gennaio del 2018, era stato condannato all’ergastolo il nigeriano Innocent Oseghale. Il processo era arrivato in Cassazione che ha poi rimandato alla Corte d’appello di Perugia per valutare non l’omicidio (Oseghale è ritenuto il colpevole del delitto) ma la questione se ci sia stata violenza sessuale. Una aggravante che pesa sulla definizione finale della pena e potrebbe, come hanno detto i difensori dell’imputato a suo tempo, far saltare l’ergastolo. L’udienza a Perugia non è ancora stata fissata. Oggi invece la vicenda trattata riguardava presunti complici del nigeriano.

Dopo la richiesta di archiviazione, la famiglia ha fatto opposizione. Ad assistere la mamma, il papà, la nonna e il nonno della 18enne uccisa, è l’avvocato Marco Valerio Verni, zio della ragazza. «Abbiamo chiesto si faccia luce su alcune discordanze importanti emerse dalle indagini che hanno riguardato non solo gli odierni indagati ma anche altre persone indagate e poi archiviate in passato – dice Verni -. Abbiamo chiesto ulteriori accertamenti perché queste contraddizioni importanti e decisive vengano sanate. Addirittura c’è una discordanza su un accertamento su di un notepad dove un consulente della procura generale dice una cosa e i carabinieri del Ros ne dicono un’altra. Non abbiamo certezze ma come familiari cerchiamo giustizia, non sappiamo chi abbia ragione tra questi consulenti ma lo vorremmo sapere». Detto questo, aggiunge Verni: «Riconosciamo il grande lavoro fatto dalla procura generale, che ringraziamo, ma secondo noi manca qualcosa in più». I due indagati sono assistiti dagli avvocati Federica Nardi (oggi sostituita dal legale Massimo Pistelli) e Giuseppe Lupi. Il giudice Bonifazi al termine dell’udienza, durata due ore, si è riservato sulla decisione (che verrà comunicata nei prossimi giorni, non ha stabilito un termine).

Articoli correlati






© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X