
L’apertura dell’anno accademico
di Luca Patrassi
Il rapporto del Comune con Unimc è lo spunto di una riflessione critica da parte dell’ex dirigente comunale Luciano Gasparri. «Il rettore di Unimc John McCourt – scrive Gasparri -, in occasione della solenne inaugurazione dell’Anno accademico, ha duramente richiamato l’amministrazione comunale a prendere iniziative finalmente concrete, se si vuole che la città sopravviva alla traiettoria declinante che ha imboccato e non trascini con sé anche l’università.
In questi anni l’impegno del Comune deve essere stato largamente insoddisfacente se il rettore si è sentito in dovere di affermare pubblicamente quel che ormai vedono in molti. La città è in sofferenza, non è né attrattiva né stimolante. La chiosa lapidaria del rettore non ha lasciato spazi ad equivoci: per costruire la city University bisogna che il Comune faccia finalmente la sua parte e che ai bei propositi faccia seguire i fatti. E tuttavia l’appello di McCourt non ha suscitato alcun dibattito, nè prese di posizione».
L’attacco alla politica locale: «amministratori e politici locali presenti in sala probabilmente erano troppo intenti a postare le loro foto sui social per prestare la dovuta attenzione alle sue parole. Eppure il centro destra aveva approfittato delle relazioni non serene tra l’allora rettore Adornato e il sindaco Carancini (qualcuno ricorderà lo slogan “senza l’università il centro è un non luogo”) per proclamare con forza, anche nel programma elettorale, che avrebbe coltivato un rapporto privilegiato e fattivamente collaborativo con l’Università. Evidentemente così non è stato».
L’attacco all’amministrazione: «Macerata è disordinata e trascurata, anche (ma non solo) a causa della gestione largamente insoddisfacente dei cantieri cittadini, di opere iniziate dall’amministrazione Carancini e ancora non terminate, degli ascensori dei parcheggi in struttura che funzionano a intermittenza, dei tagli alle corse del trasporto pubblico urbano. La sciatteria con cui viene gestita la cosa pubblica ha finito per contagiare i comportamenti dei cittadini che prontamente si sono adeguati. Così si spiegano, per esempio, gli episodi ricorrenti di abbandono di rifiuti ed il crescente tasso di inciviltà che si registra tra gli automobilisti che parcheggiano impunemente dove meglio credono, perfino nei posti riservati ai residenti e nel sagrato di chiese simbolo come Santa Maria della Porta o San Giorgio. E che dire dei tabelloni elettorali che ormai sono diventati elementi permanenti di arredo urbano, dal momento che, da un’elezione all’altra, non vengono più rimossi e fanno una (non) bella mostra di sé per 365 giorni all’anno? E’ uno dei tanti esempi di incuria e di pressapochismo che connotano l’incedere sempre meno sicuro dell’amministrazione Parcaroli, anch’essa declinante verso la fine della consigliatura, con il sindaco che, incapace di proporsi apertamente alla sua maggioranza per ottenere il reincarico, ricorre all’aiuto di Salvini per farsi accettare da chi lo vuole sempre meno. La photo opportunity di Parcaroli con Salvini non restituisce l’immagine di una imposizione romana rispetto alle autonome scelte politiche della città. Piuttosto ci conferma quello che abbiamo visto troppe volte in questi anni di Parcaroli. Il sindaco è debole e inconsistente, talmente tanto che non ce la fa ad affrontare la sua maggioranza per chiedere la riconferma, come sarebbe lecito e, in qualche misura, anche logico e chiede aiuto dove può. Così prova ad aggirare l’ostacolo, con lo stile che gli è più congeniale, perché, per parafrasare il Manzoni, certe qualità se non le hai mica te le puoi dare».
Dopo che la Lube è stata spostata a Civitanova, ma qualcuno ha capito che oramai Macerata si regge SOLO grazie all'università o no? Se non si fa niente per rendere più attrattiva la città fra poco perdiamo pure l'interesse dei giovani studenti. Dopodiché di Macerata ne rimarrà solo il ricordo. E tra Carancini e direzione di Parcaroli non so chi è peggio.
Blablablabla Blablablabla Blablablabla Blablablabla Blablablabla Blablablabla Blablablabla
Un nome a caso....Carancini.....dove l'importante è far carriera !
Mi sa che sto tizio si deve togliere diversi sassolini dalle scarpe.
Tra un po' perderemo la provincia che diventerà Civitanova
Alessandra Mandozzi non me pare che loro stanno messi meglio
Pure una classe di Scuola dell'infanzia saprebbe gestire meglio la città
Ma non mi pare che MACERATA che e' in declino.
Le opere iniziate da Carancini?!?!?! Ma che si fumano in UniMC?!?!?
Via Trento e relativo debito. Le piscine con mutuo e mai costruite. E parlano
Marco Lattanzi proprio vero. Meglio fare una passeggiata al centro commerciale naturale di corso Cairoli
Marco Lattanzi si, e questi di adesso ci hanno messo il carico da 11 per peggiorare le cose.
Con questo commento del Rettore si aprono sicuramente la porta al nuovo Sindaco Tittarelli
Ecco qua...come si dice: l'istruzione deve essere laica e apolitica !!
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Bravo Gasparri, condivido!
Secondo me non e’ vero che MACERATA e’ disordinata.
Il buon senso di chi ha speso la sua vita lavorativa a servizio del Comune.
Verissimo. In effetti non riconosco più la mia città.
City University che stai sulla collina…
Non fa una piega. Lo stato di Macerata è ormai sotto gli occhi di tutti — tranne di chi continua a raccontarsi la favola del nuovo Rinascimento, del benessere che cresce, delle nuove aperture commerciali, della sanità modello mondiale e della sicurezza garantita per decreto.
E c’è chi si scandalizza con Nicola Gratteri per aver detto ad alta voce ciò che molti pensano.
Quando mancano i risultati, restano gli slogan. E quando mancano gli argomenti, si ricorre ai suffissi…spesso di proprietà…
Nel cuore spento della città si erge
il vuoto che non sa più nominarsi:
non tempio, non asse, non stella che urge,
ma torri di denaro e d’ostilità .
Cresce la mole, innumerevole e cieca,
senza misura che l’anima intenda;
la folla è un’onda che si moltiplica e spreca
in piani uguali, senza più l’attesa.
Non v’è più alto che guidi il cammino,
né centro dove il sacro si raccoglie;
solo la linea retta, il moto, il rumore.
È l’ultima pietra prima del declino,
quando l’uomo, ridotto a cifra e foglio,
si fa materia che il nulla più non sfugge.