Zona arancione,
i dem accusano Acquaroli:
«Gestione sanitaria insufficiente»

SANITA' - I cinque segretari provinciali del Partito Democratico sono critici con la giunta regionale: «Campagna vaccinale debole e ospedali in difficoltà. Auspichiamo un totale cambio di rotta»
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Angelo Sciapichetti, segretario provinciale del Pd

 

Le Marche da oggi tornano in zona arancione ed i cinque segretari provinciali del Partito Democratico non esitano ad attaccare la giunta Acquaroli. «Se è vero, come sostenuto dal presidente Acquaroli, che ciò non è dovuto al numero dei contagi bensì a quello dei ricoveri, non è difficile comprendere – scrive il coordinamento dei 5 segretari provinciali, tra cui Angelo Sciapichetti per il Maceratese – come tale situazione sia stata determinata da chi in questi mesi ha preferito strizzare l’occhio ai movimenti no vax anziché promuovere la campagna vaccinale in modo soddisfacente e non ha fatto nulla di concreto in termini di gestione sanitaria. Infatti, tra gli ammalati ricoverati nei nostri ospedali c’è un’altissima incidenza di non vaccinati. Invece di attaccare il governo o di commentare, come se fossero telecronisti, ogni cosa che accade, Acquaroli e i suoi assessori dovrebbero farsi un esame di coscienza circa il loro operato che ha portato a esercitare sugli ospedali una pressione divenuta ormai insostenibile e, in alcune zone della regione, drammatica. Tutto ciò a discapito di altri servizi sanitari indispensabili».

«Pertanto, a farne le spese saranno ancora una volta medici ed infermieri continuamente frustrati dalla politica sanitaria della giunta regionale; i cittadini che non si vedono più garantire le prestazioni ordinarie; le attività economiche che rischiano di subire ulteriori perdite – concludono i dem -. Auspichiamo un totale cambio di rotta da parte della giunta regionale: al momento siamo primi per occupazioni delle terapie intensive e tra gli ultimi con le vaccinazioni. Speriamo che l’accaduto possa incentivare i marchigiani che non hanno ancora ricevuto la prima dose a rivedere le proprie scelte».

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