«Divisione in zone non più adeguata,
il governo preveda almeno dei ristori»

IL GOVERNATORE Francesco Acquaroli pubblica un grafico su andamento dell'incidenza e dei ricoveri nelle Marche: «E' la fotografia di una situazione che fortunatamente, anche grazie alla campagna vaccinale, resta sotto controllo»
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Da lunedì le Marche saranno in zona arancione. Un provvedimento che Francesco Acquaroli, presidente della Regione continua a considerare eccessivo o comunque non adatto alla situazione reale in cui le Marche si trovano. «Più di mille parole, il grafico qui sopra  illustra la situazione dell’andamento della pandemia nelle Marche da metà novembre. La linea blu rappresenta il numero dei contagi, mentre la linea rossa quello complessivo dei ricoveri, sia in terapia intensiva che in area medica.

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Francesco Acquaroli

È evidente che a fronte di un aumento molto elevato di positivi registrati, non corrisponde un uguale aumento dei ricoveri nelle nostre strutture ospedaliere, consegnandoci la fotografia di una situazione che fortunatamente, anche grazie alla campagna vaccinale, resta sotto controllo».
Poi analizza i  numeri. «Pensate che i dati che ieri ci hanno portato in zona arancione sono il 21,1% di ricoveri in terapia intensiva (54 ricoveri su 256 posti letto) e del 32,9% in area medica (338 ricoveri su 1027 posti letto). Già con i dati di oggi abbiamo il 20,3% in terapia intensiva (52 ricoveri), e il 31,7% in area medica (325 ricoveri)».
Per questo Acquaroli continua a chiedere al Governo di cambiare strategia: «E’ ora di adeguarla a questa nuova fase, che a noi risulta chiara e inequivocabile. La zona gialla, e a maggior ragione la zona arancione, comportano un messaggio di allarme con delle ulteriori conseguenze sociali ed economiche.
Se il Governo ritiene di non rimuovere questo tipo di divisione in fasce di colore e di restrizioni, deve anche fronteggiarne le conseguenze che pesano su interi settori, come il turismo, le attività commerciali ed economiche, il mondo dello spettacolo e non solo. Come ho più volte ribadito, le Regioni non possono intervenire con provvedimenti contrari rispetto a queste decisioni prese dal Governo. Ritengo però urgente riprendere la discussione in sede di Conferenza delle Regioni per chiedere al Governo nuovi ristori in virtù delle restrizioni che impone».

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