False vaccinazioni al Paolinelli:
infermiere in carcere, altri 49 indagati
«300 euro per un Green Pass»

ANCONA - Indagini della Squadra Mobile partite lo scorso dicembre. Tra i reati contestati a vario titolo: corruzione, falso ideologico e peculato. In quattro ai domiciliari, tra cui un civitanovese, con l'accusa di essere gli intermediari dell'operatore sanitario. Il guadagno complessivo contestato è di 18mila euro. Sarebbero state almeno 50 le certificazioni indebite rilasciate
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Il centro vaccinale Paolinelli di Ancona

 

di Federica Serfilippi

False inoculazioni per ottenere il Green Pass: 50 indagati, tra cui un civitanovese finito ai domiciliari. Infermiere finisce a Montacuto. L’indagine è esplosa questa mattina, quando le pattuglie della polizia sono arrivate, attorno alle 8, al centro Paolinelli di Ancona. Da una delle Volanti è scesa una persona ammanettata. Si tratta di E.L., 50enne infermiere residente a Falconara, prelevato dalla propria abitazione e condotto al centro vaccinale dove sono stati effettuati una serie di accertamenti da parte da parte del personale della questura.

L’operazione in corso fin dalle prime ore della mattina, è frutto di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona e condotta dalla Squadra Mobile che ha portato all’emissione di 50 misure cautelari in ordine ai reati continuati di corruzione, falso ideologico e peculato commessi in concorso da altrettanti indagati, coinvolti in numerose vicende corruttive, finalizzate all’indebito rilascio di Green Pass. L’ordine di custodia cautelare in carcere è stata emessa nei confronti di un infermiere professionale addetto alle vaccinazioni proprio presso il Paolinelli di Ancona; oltre alla misura degli arresti domiciliari nei confronti di 4 persone ritenute intermediari nei fatti corruttivi e nel rilascio indebito del Green Pass. Sono 45 i destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria: si tratta di persone a cui sarebbe stato indebitamente rilasciato il Green Pass. Alcuni destinatari sono ancora in via di identificazione.

Le false inoculazioni risalgono allo scorso dicembre. vaccino_Pfizer-DSC_1219--650x433Sembra che l’infermiere avesse il compito di far finta di somministrare il vaccino solo a determinate persone. Stando a quanto emerso fino ad ora, un falso Green Pass con tanto di inoculazione simulata del vaccino, veniva a costare dai 300 euro in su. Questo era infatti il compenso che intermediari e infermieri si dividevano e che nel tempo di appena un mese ha fruttato 18mila euro per un totale di 50 vaccinazioni false. Proprio la somma di 18mila euro è stata sequestrata dalla procura. L’infermiere, tramite gli intermediari che facevano da procacciatori, a partire dal primo dicembre ha iniziato a effettuare le simulazioni che permettevano così, ai richiedenti, di essere ugualmente inseriti nella piattaforma del Ministero della Salute e ottenere la Carta Verde anche se non vaccinati.

Molti dei finti vaccinati sono stati identificati mentre altri sono in via di identificazione. Per loro la pena prevista al momento è quella dell’obbligo di firma o di dimora. Il tutto avveniva all’interno del centro polifunzionale Paolinelli e la prima falsa vaccinazione scoperta dagli inquirenti nell’operazione denominata “Euro Green Pass”, è del primo dicembre scorso. Secondo gli inquirenti, in base alla visione del sistema di video-sorveglianza, anziché iniettare la dose, l’infermiere lo rendeva inservibile, disperdendolo nel cestino dei rifiuti. Quattro invece sono gli indagati, 3 di Ancona e uno di Civitanova Marche, per i quali sono stati richiesti gli arresti domiciliari. Non sono emerse complicità di altri componenti del personale sanitario. Anzi, sarebbe stato un medico a sporgere denuncia in questura dopo aver notato comportamenti sospetti dell’infermiere vaccinatore. 

(Ultimo aggiornamento alle 12)

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