«Ok tutela delle produzioni locali
ma la legge tenga conto
del paniere dei prodotti»

AGRINSIEME, il coordinamento a riunire Cia Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera in merito alla proposta normativa al vaglio del legislativo
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IMG_4885-400x240«Esprimiamo apprezzamento e condivisione per l’impianto generale della proposta di legge sulle piccole produzioni locali, ma riteniamo che la proposta si debba coordinare con gli altri schemi legislativi depositati. La promozione e salvaguardia delle piccole produzioni locali è fondamentale per contrastare lo spopolamento delle aree montane e collinari, ma anche per tutelare la biodiversità, contrastare il consumo di suolo e contribuire alla conservazione delle tipicità enogastronomiche territoriali. Senza contare poi la necessità di salvaguardare il reddito dei produttori agricoli, puntando a valorizzare un’agricoltura di piccola scala e sostenendo il ritorno alla terra e il ricambio generazionale nel primario».

Questo l’avvio di una nota firmata dal coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo in audizione informale in Commissione Agricoltura della Camera sulla proposta di legge <Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale>.

«Fin dalla sua costituzione, infatti, Agrinsieme si è attivamente impegnato per la valorizzazione e la promozione delle produzioni agricole locali, che rappresentano un volano di sviluppo del Paese nonché un insostituibile elemento di coesione economico e sociale dei nostri territori», ha aggiunto il Coordinamento, sottolineando però la necessità di continuare a lavorare sul testo, limandone alcune storture che rischierebbero di creare disparità applicative e vanificare la ratio del provvedimento, andando al contempo ad appesantire la mole burocratica sulle spalle degli agricoltori.

«In ogni caso, ribadiamo il nostro apprezzamento per l’impianto generale del testo e per l’intento in esso previsto di dare agli imprenditori agricoli e ittici, ivi compresi gli imprenditori apistici come da noi richiesto, la possibilità di valorizzare alcune produzioni primarie e trasformate delle proprie aziende e di somministrarle o venderle direttamente in piccole quantità allo scopo di contribuire all’integrazione del proprio reddito, secondo un approccio inedito e pienamente condivisibile che valorizza e regolamenta una opportunità legata alla multifunzionalità e alla pluriattività delle imprese» ha rimarcato Agrinsieme.

«Il tutto secondo un quadro legislativo arricchito di principi e prescrizioni, ivi comprese le relative sanzioni per le inadempienze, che sarà completato da indicazioni previste a livello locale in regime di sussidiarietà – ha concluso il Coordinamento, invitando infine a – valutare con attenzione il paniere dei prodotti oggetto della norma e i dettagli quantitativi, scongiurando il rischio che dalle piccole produzioni locali vengano escluse le carni suine trasformate, quelle avicunicole fresche e trasformate, i prodotti lattiero e caseari, il miele e i prodotti dell’alveare, il pane e i prodotti da forno, le conserve e le confetture vegetali, i succhi di frutta, le farine e vegetali essiccate, l’olio d’oliva».

 



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