L’infermiera vaccinata a 61 anni:
«Non viene iniettato alcun virus»
V-DAY - Antonella Menco, di Appignano, lavoro in Chirurgia a Macerata e stamattina era tra i 20 operatori che hanno iniziato la campagna a San Severino: «Dobbiamo avere fiducia nella scienza per noi stessi e per i nostri cari. Non c’è alcun pericolo di ammalarsi di Covid. Io l’ho fatto affinché si possa riprendere a condurre una vita normale, lo stesso dovremmo fare tutti»

Antonella Menco
di Francesca Marsili
«Sto molto bene e sono felicissima di averlo fatto». Sono le prime parole pronunciate da Antonella Menco, infermiera 61enne che oggi si è vaccinata nel Maceratese, all’Hospice di San Severino. «Dobbiamo avere fiducia nella scienza per noi stessi e per i nostri cari», ha aggiunto. Nella giornata simbolo alla lotta al Covid-19 denominata Vaccine -day, 20 le dosi destinate al personale sanitario della provincia di Macerata, 200 in tutte la Marche. La Menco, infermiera nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Macerata, aveva volontariamente accettato di sottoporsi al vaccino rispondendo alla richiesta di adesione promossa dall’Asur. Il 23 dicembre la mail in cui le veniva comunicato di essere tra coloro che avrebbe ricevuto l’antidoto e alla quale doveva fornire il consenso proprio perché su base volontaria, nel giorno della vigilia di Natale la conferma che tra i primi sanitari che lo avrebbero ricevuto c’era anche lei. «Ho immediatamente risposto sì perché mi sentivo tra i fortunati e una grande opportunità – racconta la professionista a Cronache Maceratesi – Più si avvicinava il giorno più l’emozione saliva, non ero affatto impaurita, agitata sicuramente ma senza alcun timore». Questa mattina il primo passo verso quella che possiamo definire la più grande vaccinazione di massa della storia anche per la nostra provincia. Alle 9 circa di questa mattina le fiale contenenti il vaccino della Pfizer provenienti dall’hub dell’Inrca di Ancona e destinate al personale sanitario maceratese, sono arrivate scortate dalle forze dell’ordine all’Hospice di San Severino. Poco dopo le 10, come da programma all’infermiera originaria di Appignano, in un ambulatorio del primo piano del presidio, è stato somministrata la dose dell’antidoto.

Le operazioni all’Hospice di San Severino
«Dopo l’iniezione che mi hanno fatto al braccio sinistro sono restata in osservazione per 15 minuti – spiega la Menco – tra venti giorni mi verrà iniettata la seconda dose, il cosiddetto richiamo». Alla domanda se teme il manifestarsi di sintomi risponde con la consapevolezza di chi la professione sanitaria la svolge da oltre vent’anni: «Come tutte le vaccinazioni potrebbe dare qualche indolenzimento al braccio o forse un po’ di febbre o non avere alcun effetto, ma queste sono eventualità previste per tutti i vaccini». Una giornata simbolica quella di oggi che segna l’inizio di una fase in cui il protagonista non sarà solo il virus ma anche il suo vaccino, gli effetti e tutto il suo processo di distribuzione. Ma c’è un messaggio che più di ogni altro Antonella Menco tiene a lanciare e questo monito arriva da chi come lei il Covid ha cercato di combatterlo in prima linea, indirizzato a tutti coloro hanno una visione non corretta di questo vaccino, ai più scettici «E’ sicuro, attraverso il vaccino non viene iniettato nessun virus e non c’è alcun pericolo di ammalarsi di Covid io l’ho fatto affinché si possa riprendere a condurre una vita normale – conclude la donna – lo stesso dovremmo fare tutti».
https://www.cronachemaceratesi.it/2020/12/27/v-day-primi-vaccini-nel-maceratese-e-uguale-un-comune-anti-influenzale-foto-video/1481390/
«Io primo medico vaccinato E’ un’arma importantissima, invito tutti a farlo»















#Manu Consoli. Quello che lei dice sulla libertà di fare o non fare il vaccino, non è vera per tutti. Molti lavoratori, come l’infermiera di questo articolo, dovranno obbligatoriamente vaccinarsi. Le riassumo le affermazioni di alcuni giuristi, i quali asseriscono l’obbligatorietà del vaccino per i lavoratori dipendenti. Secondo loro, l’ammalarsi di covid al lavoro è paragonato ad infortunio sul lavoro e quindi il titolare d’impresa, che deve prevenire tutti gli infortuni, è tenuto a preservare i suoi dipendenti e in questo caso del Covid l’unico mezzo per prevenire la malattia del dipendente è il vaccino, da qui l’obbligatorietà dello stesso. Buona serata a tutti
Mi sono grossolanamente informato, chi è stato più bravo di me mi corregga.
Se mi vaccino :
Posso smettere di indossare la mascherina? No
Posso riaprire il mio ristorante per i vaccinati e lavorare normalmente? No
Sarò immune al covid? Forse, non si sa di preciso
Almeno non sarò più contagioso per gli altri?
Dipende, non si sa. (Dovrei fare la quarantena)
Se vacciniamo tutti i nostri figli la scuola riparte normalmente? No
Posso smetterla con le distanze sociali? No
Posso smettere di igienizzarmi ogni 5 minuti? No
Se vaccino me stesso e mio nonno, possiamo abbracciarci? No
Coi vaccini riapriranno i cinema e i teatri? No
I vaccinati potranno assembrarsi? No
Che vantaggio effettivo c’è allora a vaccinarsi? Il virus non ti ucciderà.
È certo che non mi ucciderà? No
Statisticamente il virus non mi ucciderebbe lo stesso.. Perché dovrei vaccinarmi? Sono giovane e non ho patologie.
Per tutelare gli altri.
Quindi se mi vaccino gli altri stanno tranquilli al 100% che non li contagio? No
Quando finirà ‘sta pippa? Non mi pare che il vaccino cambi le cose.
In estate probabilmente avremo un immunità di gregge.
Si ma dopo 2 cicli abbiamo avuto l’ immunità di gregge pure con la spagnola senza vaccini!