«Pignataro si dimetta e si candidi»:
il consigliere commenta su Facebook
e scatena la polemica

CORRIDONIA - Il capogruppo in Consiglio di Pensare Corridonia nell'occhio del ciclone. L'amministrazione prende le distanze. Il sindaco Paolo Cartechini: «E' un'opinione personale, è grande per essere messo in castigo. Non ci saranno conseguenze amministrative»
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Mauro Vecchietti

«Credo sia arrivato il caso che Pignataro si dimetta e si candidi alle prossime elezioni». Così Mauro Vecchietti, capogruppo in Consiglio di Pensare Corridonia ha commentato su Facebook l’articolo di Cronache Maceratesi “Spaccio tra gli studenti, minorenni scoperti con la marijuana. «Droga anche a ragazzi under 12 anni»”. E a Corridonia scoppia la bufera politica.
Subito l’amministrazione ha preso le distanze dall’affermazione dell’esponente politico di centrosinistra che sostiene l’amministrazione. «
Si è espresso a titolo personale – sottolinea il sindaco Paolo Cartechini – e non certo a nome dell’amministrazione. Ognuno dice quello che crede più opportuno, non è condivisibile ma è solo un’opinione particolare di un singolo consigliere. Noi riteniamo che il lavoro del Questore sia encomiabile». Conseguenze per l’uscita del consigliere? «Non ha l’età per stare in castigo – precisa il sindaco –  è un’opinione personale e questo rimane. Non ha conseguenze sulla vita amministrativa. Con i social tutti abbiamo facoltà di parlare e purtroppo molti sparano».

«Credo che sia il caso che Pignataro si dimetta e si candidi alle prossime elezioni. Il suo è un programma politico, non una semplice azione di polizia. Le sue parole vanno oltre. Tra l’altro s’illude che con repressione e proibizionismo si possa combattere la droga. In realtà non hanno mai risolto una ceppa». Questo il commento completo. L’opinione personale del capogruppo Vecchietti  non è apparsa sulla sua bacheca Faceboook ma su una pagina pubblica e vista da migliaia e migliaia di persone. E il consigliere non è nuovo a questo genere di esternazioni visto che già in passato a commento di un altro articolo sulla chiusura di 4 negozi di cannabis light, aveva scritto su Facebook: «Ancora. Ma perché non li lasciano lavorare. Questo è accanimento».

Il consigliere Vecchietti non è certo il primo rappresentante politico a scatenare la polemica attraverso l’uso dei social network. Tra le prime, in ordine cronologico Antonella Sglavo, assessore a Civitanova alla quale una gaffe su Mussolini costò nel 2013 le dimissioni. Più di recente impossibile non ricordare il caso del vice sindaco di Citanova Fausto Troiani che aveva scritto post sul Papa, sull’ex ministro Cecile Kyenge e sulla ex presidente del Consiglio laura Boldrini. Troiani siede ancora in Giunta ma è finito sotto accusa.

(a.p.)

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