«Viale più bello, fruibile e sicuro
Pensiamo ai cittadini, non ai tuttologi»
MACERATA - L'assessore Narciso Ricotta replica all'architetto Silvano Iommi che ha criticato il progetto per via Martiri delle Libertà. Sulla questione dei pini da rimuovere: «C'è la relazione tecnica dell'agronomo e il parere favorevole delle associazioni ambientaliste»

I lavori in viale Martiri della Libertà
«L’amico Silvano Iommi oramai è diventato un tuttologo che pontifica passando dalle luci dello Sferisterio ai lavori su viale Martiri della Libertà. Io non sono un tuttologo come lui e infatti il progetto l’ho fatto fare ai tecnici del nostro Comune (senza bisogno di spendere per incarichi esterni) che sono ingegneri ed architetti esperti che professionalmente meriterebbero più rispetto dal loro collega tuttologo». Così Narciso Ricotta, assessore ai Lavori pubblici di Macerata e quasi pronto alla corsa alle primarie del centrosinistra, replica all’architetto Iommi che sulle pagine di Cronache Maceratesi ha criticato aspramente il progetto di restyling di viale dei Martiri della Libertà (leggi l’articolo).

Narciso Ricotta nel suo studio legale, una nuova foto postata su facebook
Iommi, tra le altre critiche, ha sostenuto anche che si trattasse di mera manutenzione ordinaria. Oggi Ricotta risponde punto per punto, omettendo però un aspetto sollevato dall’architetto. Cioè che l’abbattimento dei pini fosse dovuto principalmente ai lavori per la rete fognaria che avrebbero comportato il taglio delle radici superficiali delle piante rendendole quindi pericolose e da abbattere. «Siccome Iommi è un tecnico – dice Ricotta -, dovrebbe conoscere il significato delle parole e che la definizione di manutenzione ordinaria è contenuta nel testo unico dell’edilizia e non comprende l’intervento che si andrà a fare che, invece, prevede la modifica e sostituzione della pavimentazione pedonale, nuovi impianti di illuminazione, ridisegno delle piazzole di sosta e inserimento di nuovo arredo urbano.
Iommi parla di utilizzo di travertino per la pavimentazione delle aree pedonali ma ciò non è vero: la pavimentazione è prevista in pietra arenaria, ma Iommi non lo sa perché parla da tecnico senza essersi sentito nemmeno in obbligo, in detta veste, di leggere prima il progetto allegato alla delibera che lo approva e, quindi, facilmente consultabile sul sito del Comune. Anche per la questione dei pini – prosegue Ricotta -, l’amico Silvano ignora, non avendo letto, la relazione tecnica agronomica allegata al progetto e redatta dal nostro agronomo (il Comune di Macerata è uno dei pochi della regione ad avere tra i propri dipendenti un agronomo, tanta è l’attenzione al patrimonio arboreo cittadino), laddove sono ben indicate le motivazioni dell’abbattimento legate alle condizioni dei pini. Detta relazione e le conseguenti scelte sono state oggetto anche di un confronto e piena condivisione con le associazioni ambientaliste locali quali Legambiente Macerata, Gruca Onlus e Associazione per l’Ambiente la Cultura le Emergenze Aiace, come da relativo verbale. Iommi potrà seguitare a chiamare detti lavori come vuole – conclude Ricotta -, io però sono convinto che renderanno il viale più fruibile, più sicuro e più bello e che questo è quello che vogliono i cittadini a cui l’amministrazione sta dando una risposta».

Egregio Assessore, l’amico Silvano Iommi non è un tuttologo, ma un architetto , ex assessore all’urbanistica, storico, depositario della storia della nostra città.
Ha quindi tutto il diritto di esprimere un’opinione, e lei il dovere di portargli rispetto come professionista.
Ridondante inoltre, assessore, il riferimento al fatto che i lavori siano stati fatti senza spendere soldi all’esterno, perchè un ufficio tecnico comunale ha fra i propri compiti proprio la progettazione.Si tratta, quindi, di un botta e risposta tra professionisti e se io fossi in lei accoglierei le critiche di Iommi tanto da convocarlo per un caffè per un incontro e uno scambio di opinioni fra tecnici. Assessore Ricotta, la conosco come uomo mite, aperto ed intelligente, con questa sortita appare saccente e chiuso e quasi sarcastico.. temo abbia assorbito le abitudini di chiusura e malmostosità d’animo di chi, per troppo tempo, ha male amministrato questa città e che lei ha in animo di sostituire, a questo punto temo con un approccio simile che non mi sarei augurata.
Le chiedo infine che rilevanza hanno i pareri delle associazioni che lei cita, specie GRUCA ONLUS, certo non fra le maggiori associazioni di architetti urbanisti in italia, ma che si occupa a livello non professionistico di tutto un po’ ( tuttologi, a dirla come direbbe lei).
L’architetto Iommi non è un cittadino, peraltro amante di Macerata, peraltro non arrogante?
Aveva detto che doveva fare la rotatoria vicino al monumento ai caduti che ogni mattina e’ un macello come traffico nel periodo scolastico.
Ah, Assessore Ricotta ci parli di Aiace. Da cittadina curiosa quale sono sono andata a vedere il loro sito, che però è vuoto di contenuti e sopratutto non pubblica i dati su amministratori e bilanci. Di gruca Onlus vedo che invece ha curato diversi progetti in città, quindi direi un’ assiciazione habitué presso l amministrazione comunale di Macerata… ma nessuna esperienza specifica su manutenzione urbana o , la chiami come vuole lei, rigenerazione urbana.
LANFRANCO PAOLOANTONI MI SEMBRA ABBIA COLTO NEL SEGNO. COSA CENTRANO LE PANCHINE SU UN VIALE DI INTENSO TRAFFICO?
SARANNO DISTRIBUITE ANCHE MASCHERE ANTIGAS PER SEDERSI?
Ricotta vi guarda dall’alto del suo nuovo look, con il piglio del vincitore. Prima sembrava sempre reggobbato e con i vestiti di tre misure più grossi. Moh sembra un modello, altro che Chenedì!
Le panchine saranno fatte, considerando l’emergenza climatica, con i tronchi degli alberi abbattuti?
Narciso Ricotta dà di “tuttologo che pontifica” all’architetto Iommi ma non cerca un confronto vero sulle questioni di fondo e gli spunti offerti. Meglio precisare e puntualizzare; bisogna pungolare senza allontanare, dentro un approccio ecumenico che richiama la solita strategia avvolgente; e infatti sta scritto per due volte: “l’amico Silvano”… Nel merito, a creare qualche equivoco ci si sono messi dei virgolettati relativi alla conferenza stampa del Comune. Ad esempio, il sindaco Carancini: “utilizzeremo travertino e arenaria per creare delle aree pedonali…”, mentre in effetti nella relazione tecnica dell’intervento, a proposito dei percorsi pedonali, si dice che saranno delimitati da “cordoli in travertino” e che consisteranno in un “selciato in elementi di arenaria”. E poi l’assessore Ricotta che parla di “800 alberi al Sasso d’Italia” (e lo stesso si scrive nel comunicato ufficiale del Comune), mentre la relazione dell’agronomo scrive di una piantumazione di “circa 400 soggetti” nella “zona sottostante al piazzale del Sasso d’Italia, acquisita a seguito di convenzione per l’intervento IDEC 22”. Sulla questione della porta alla città, la relazione tecnica parla del viale come “principale via di accesso dal lato occidentale, fino alla realizzazione della attuale SS 77, via Roma”. Riepilogando, si prevede l’abbattimento di 29 pini (ne resteranno 4) e di 11 tigli (6 di questi saranno sostituiti in loco), sia per ragioni legate alla realizzazione di opere pubbliche sia per la presenza di malattie e problemi alle piante e di un pericolo per la pubblica incolumità. La relazione del dottore agronomo Mario Bongarzoni, al di là del merito, è utile per un ragionamento e una riflessione complessiva sul verde urbano e sul suo rapporto con l’uomo e con servizi e infrastrutture della città. Piantare alberi in città o creare degli spazi verdi richiede competenze scientifiche, studi e progetti precisi, risorse e manutenzioni da prevedere e programmare.