La vicenda sul sangue e plasma finisce sotto la lente dell’Istituto superiore di sanità e apre un fronte politico che scuote le Marche. Il Partito Democratico delle Marche parla di «fatti di estrema gravità» dopo la classificazione di “incidente grave” legata a presunte criticità nello stoccaggio, mentre dalla maggioranza arriva la difesa del percorso istituzionale e della commissione tecnica in corso.
Il Pd regionale non usa mezzi termini: la vicenda rischia di incrinare la fiducia in un sistema che si regge su solidarietà e sicurezza. «Serve chiarezza immediata, accertando responsabilità e garantendo trasparenza», viene sottolineato, con un’attenzione particolare al rischio di ripercussioni sul mondo delle donazioni. Un patrimonio, quello della raccolta di sangue e plasma, che per il Pd resta da proteggere anche con misure drastiche. Viene infatti evocata la necessità che «vengano sospesi dalle attività i responsabili delle azioni che hanno comunque arrecato un grave danno d’immagine e discredito all’intero sistema di raccolta, lavorazione e distribuzione di sangue e plasma».
La posizione politica si intreccia però con la linea istituzionale tracciata dalla giunta. In merito alla commissione d’inchiesta proposta dalle opposizioni, che ha ricevuto il via libera dell’Ufficio di presidenza e quindi pronta all’esame dell’Aula entro 30 giorni, l’assessore Calcinaro invita a mantenere il confronto sui binari tecnici: «Il consiglio regionale è sovrano, c’è una commissione di verifica tecnica composta da figure super partes, tra le migliori nei vari settori della sanità». E ancora: «Spero che l’attenzione sia rivolta a ciò che emergerà da quel lavoro, perché si tratta di un organismo indipendente e qualificato che sta operando con grande intensità». Sui venti di bocciatura da parte dell’aula: «Bisogna chiederlo al consiglio, ma una commissione così autonoma difficilmente può produrre valutazioni deboli o parziali».
Plasma, Calcinaro frena le opposizioni: «Aspettiamo la commissione tecnica»
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