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Perimetrazioni a Camerino,
«Tenuti in ostaggio per anni,
grave aver perso tanto tempo»

SISMA - Alcuni residenti lamentano il fatto che l'amministrazione solo qualche giorno fa abbia deciso di cambiare rotta per il centro storico. «Molti di noi avrebbero già potuto iniziare i lavori»
martedì 9 Aprile 2019 - Ore 17:12 - caricamento letture
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La proposta di perimetrazione unica del centro storico di Camerino

 

«E’ grave che per accorgersi che si stava seguendo la strada sbagliata ci sia voluto tutto questo tempo, mentre molti di noi avrebbero potuto iniziare i lavori». Lo scrivono in una lettera aperta all’amministrazione comunale alcuni residenti nel centro storico, dopo la notizia che l’amministrazione ha deciso di ridurre da quattro ad una le perimetrazioni in centro storico. La maggioranza ha presentato un emendamento lo scorso 4 aprile in consiglio comunale. La zona perimetrata parte dalla piazza dell’ex tribunale e costeggia la città comprendendo il tempio di San Francesco, l’ex complesso universitario di San Filippo, il vecchio ospedale, piazza Umberto I e parte di via Pieragostini. I privati tramite aggregati volontari potrebbero già avviare progettazione ed esecuzioni dei lavori di riparazione dei danni dal sisma, senza attendere i tempi delle perimetrazioni. Scrivono i cittadini: «Accogliamo positivamente il dietrofront dell’amministrazione durante il consiglio comunale del 4 aprile che ha tolto il vincolo delle perimetrazioni per gran parte del centro storico. Così anche le nostre case potranno iniziare il lungo percorso della ricostruzione. Non possiamo, tuttavia, non porci alcune domande: Perché solo oggi? Perché per più di un anno avete tentato di convincerci che le perimetrazioni erano l’unico mezzo per procedere alla ricostruzione della città? Oggi non lo è più? Quali sono i motivi?».

Il dubbio che assilla il piccolo gruppo di proprietari di abitazioni in centro è che si sia perso tempo: «Noi residenti ci siamo sentiti “tenuti in ostaggio” per tutto questo tempo senza avere informazioni e senza alcun tipo di certezza per il nostro futuro, quando questo passo poteva esser fatto tranquillamente due anni fa. Bastava semplicemente tendere l’orecchio verso la cittadinanza che già due anni fa segnalava questa possibilità. Prendere decisioni non è mai facile. Riteniamo – continuano -, che esse devono essere frutto di studio e valutazione tenendo ben presente che gli effetti si ripercuotono sulla vita delle persone». La lettera si conclude chiedendo all’amministrazione perchè le frazioni sono rimaste perimetrate: «Qual è la scelta giusta? Quanto dovranno aspettare i nostri concittadini per avviare i lavori? Stanno perdendo tempo anche loro o ci sono motivi validi? Speriamo che quest’ultima decisione sia il frutto di una seria valutazione della problematica e che non sia un’improvvisazione dell’ultimo minuto». Sulla modifica delle perimetrazioni, di cui è giunta in Comune il 18 marzo la bozza definitiva dall’ufficio speciale ricostruzione, il direttivo del comitato Concentrico per la tutela e la salvaguardia del centro storico è andato a chiedere i documenti in Comune, che non gli sono stati dati. Scrive il direttivo: «Una foto di scarsa qualità è al momento l’unica traccia dell’emendamento alle perimetrazioni proposto dalla maggioranza al consiglio comunale del 4 aprile. La documentazione ufficiale riguardante il centro o i quartieri o le frazioni non è disponibile, nemmeno e soprattutto all’ufficio tecnico, come ieri verificato».

Perimetrazioni, il Comune cambia rotta



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