Ospedale unico, Ciarapica ci ripensa:
«Montecosaro può andare bene»

CIVITANOVA - Il sindaco questa mattina ha sentito i colleghi di Montecosaro, Morrovalle, Monte San Giusto, Porto Recanati e Potenza Picena per un incontro che ridefinisca la scelta fatta in conferenza dei sindaci che indicava Macerata come location per realizzare la nuova struttura
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Il sindaco Ciarapica

 

di Laura Boccanera

«E’ arrivato il momento di archiviare le polemiche e di scrivere una nuova pagina della sanità civitanovese alla luce di quanto emerso ieri sera». Dopo averci dormito su questa notte il sindaco Ciarapica è pronto a lavorare per portare a Montecosaro la sede dell’ospedale unico. Un cambio di rotta rispetto alle parole di ieri sera quando la difesa del nosocomio civitanovese, seppure ospedale di base dopo la costruzione del presidio di primo livello, è stata incondizionata. «Civitanova non si può permettere di perdere la sua struttura» ha concluso ieri sera il sindaco. Ma la notte porta consiglio e questa mattina il primo cittadino era al lavoro per rimescolare le carte sul tavolo e approfittare dell’apertura del governatore Ceriscioli a rivedere la localizzazione dell’ospedale. «Le nostre richieste non sono arrivate troppo tardi, come qualcuno ha detto ieri nel suo intervento, visto che a poche ore di distanza ho già contattato i sindaci di Monte San Giusto, Montecosaro, Porto Recanati, Morrovalle, Potenza Picena per delineare insieme una nuova proposta che blocchi la Pieve a favore di un sito nelle immediate vicinanze di Civitanova. Sono tutti favorevoli a partecipare ad un incontro promosso e organizzato dal comune di Civitanova, che convocherò a breve, e dopo il tavolo congiunto chiederò a Carancini di riaprire la conferenza dei sindaci per ridiscutere il posizionamento». Una posizione ben diversa rispetto a quella prospettata ieri sera tanto che tutti i consiglieri di opposizione e anche alcuni medici in sala avevano compreso una chiusura di Ciarapica nel riconsiderare il suo voto in conferenza dei sindaci: «forse alle 2 di notte mi sono espresso male – ha chiarito il sindaco – e sono stato frainteso. Intendevo solo chiarire e sottolineare che rimettendo in gioco il sito di Montecosaro, Civitanova sarebbe venuta meno, volevo sottolinearlo per essere sicuro che fosse chiaro a tutti, ma non sono contrario. L’apertura di Ceriscioli la colgo al volo, e non significa essere incoerente rispetto a prima, prima era o la Pieve o altro e io ho scelto altro. Montecosaro come localizzazione potrebbe andare bene, è vicina a Civitanova, sta sulla costa, era soluzione abbastanza condivisa, meglio ancora se poi l’attuale ospedale potesse essere riconvertito in servizi come lunga degenza. Volevo l’assicurazione che però in attesa della costruzione l’ospedale di Civitanova non fosse depotenziato. L’assise ieri ci ha dato un segnale chiaro e univoco, che va nella direzione di ridiscutere la scelta della Pieve come sede dell’ospedale unico della Provincia e queste indicazioni io le ho già recepite».

Romano_Carancini_FF-1-325x217Una scelta che ora potrebbe rimettere in discussione la soluzione maceratacentrica, sempre che il sindaco Carancini sia disposto a riconvocare l’assemblea dopo una votazione e una scelta che sembrava cosa fatta e che era una vittoria politica e amministrativa del primo cittadino del capoluogo. Intanto però l’argomento offre sponde per rivendicazioni di carattere politico: «invito a non dar credito alle menzogne cui ci hanno abituato da anni gli esponenti della sinistra locale – continua Ciarapica – che tentano di riportare dichiarazioni prive di fondamento, perché da parte mia non c’è stata né c’è nessuna chiusura a rivedere la localizzazione. Mi rifiuto di perdermi in polemiche sterili dopo aver ascoltato l’apertura che ieri ci ha dato il Governatore Ceriscioli, che ringrazio per la presenza al Consiglio, e preferisco mettermi al lavoro e informare i miei cittadini sulle prossime azioni impostate sin da oggi dalla mia giunta per aprire la strada ad un ospedale d’eccellenza a servizio del bacino costiero. Ritengo che accantonare la logica dell’algoritmo sia stato un segnale forte da parte della politica che si è resa conto di non poter delegare a stringhe di codice informatico questioni basilari per il territorio e nello specifico per la salute dei cittadini. Va detto però che sia l’utilizzo dell’algoritmo che i criteri per cui si è arrivati a questa decisione della Pieve erano stati condivisi senza polemiche dall’amministrazione Corvatta, che da sindaco non ha mai proposto un dibattito con i cittadini su questa questione così importante come ho fatto io convocando due Consigli comunali aperti in pochissimo tempo. Dopo quanto emerso ieri, non starò a guardare senza fare nulla di concreto, come invece ha fatto chi mi ha preceduto che ha avallato il criterio della baricentricità pura».



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