Ospedale unico, Ceriscioli:
«Location rivedibile»
Ma Ciarapica non vuole Montecosaro

SANITA' - Durante il Consiglio comunale aperto, il governatore delle Marche non ha escluso la possibilità di una diversa localizzazione a patto che sia una scelta condivisa da tutti i sindaci dell'area Vasta, ma il sindaco dice no: «devo tutelare i cittadini e il nosocomio di Civitanova». Scambio di accuse con Silenzi: «sei un cavilloso» dice il sindaco al consigliere Pd, «tu sei stato uno sprovveduto» ribatte il democrat
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I vertici dell’Area vasta durante il Consiglio aperto di ieri sera

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Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli con Massimo Palazzo e Alessandro Maccioni

 

di Laura Boccanera

«Un’altra soluzione sulla localizzazione non è un problema, qui in Area vasta 3 c’è stato un contributo dei sindaci importante, è chiaro che in ogni momento, prima della firma di un contratto con una ditta,  c’è la possibilità con gli altri sindaci di considerare un’altra soluzione, per la Regione non è un problema, a patto che, come c’è stata ampia convergenza sulla scelta fatta, ci sia una vasta convergenza anche su un’alternativa con i sindaci dell’area vasta». Il presidente della Regione Luca Ceriscioli ieri ha aperto uno spiraglio sulla possibilità di riconsiderare l’algoritmo che dava la Pieve di Macerata come destinazione dell’ospedale unico dopo la votazione dei sindaci di includere anche Camerino nel parametro della baricentricità che ha spostato l’asse a ovest rispetto alla costa. Una scelta, quella della localizzazione che non è ancora definitiva e che se la conferenza dei sindaci volesse rivalutarla avrebbe la disponibilità della Regione. Queste le parole di Ceriscioli ieri sera al consiglio comunale aperto sulla sanità che si è concluso poi con il discorso del sindaco poco propenso a riconsiderare la scelta dal momento che, la localizzazione su Montecosaro della sede dell’ospedale unico comporterebbe la chiusura dell’ospedale di Civitanova. Con l’ubicazione alla Pieve invece Civitanova rimarrebbe sostanzialmente come un pronto soccorso, chiudendo però comunque la gran parte dei reparti. E’ attorno a questo l’inghippo generato anche negli incontri della conferenza dei sindaci e che alla fine ha fatto prevalere il criterio maceratacentrico. Ieri sera al consiglio comunale aperto erano presenti il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il direttore area Vasta 3 Alessandro Maccioni, il direttore dell’ospedale Massimo Palazzo. Tanti i medici in sala ad ascoltare, il professore Riccardo Centurioni responsabile dell’ematologia, Giovanni Ribichini responsabile dell’ U.O.C medicina trasfusionale, Nadia Mosca, direttore amministrativo, Mimmo Sicolo, primario del pronto soccorso. Tanti anche i politici, la consigliera regionale Fdi Elena Leonardi, il sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli e il consigliere regionale Pd Francesco Micucci.

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il sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli

Il consiglio si è aperto con la riproposizione del percorso che ha portato alla localizzazione della Pieve riepilogato dal presidente del consiglio comunale Claudio Morresi. Poi la parola è passata al presidente della RegioneLuca Ceriscioli che ha spiegato il processo che ha portato all’avvio delle consultazioni: «nessuna città marchigiana ha più di 150mila abitanti e giustifica un ospedale di primo livello – spiega il presidente – pertanto l’ospedale unico dovrà essere l’ospedale di un bacino e non solo di una città. Da qui l’aver demandato la scelta ai sindaci e l’utilizzo di un algoritmo per stabilire come individuare la localizzazione. Chiaramente la scelta di considerare Camerino nel baricentro ha un suo peso, per noi va bene la scelta fatta dai sindaci, ma se avessero scelto un altro parametro sarebbe andato bene lo stesso.  L’avvio del processo per l’ospedale unico non significa che smetteremo di investire negli ospedali esistenti. Una funzione delicata come quella degli ospedali non si può interrompere perché stiamo pensando a una struttura nuova quindi continueremo ad investire. Il decreto 70 non è un arbitrio politico di parte, ma è un provvedimento che garantisce più servizi, più sicurezza per i pazienti, più efficienza. Un’altra soluzione sulla localizzazione non è un problema, qui in Area vasta 3 c’è stato il contributo dei sindaci importante, è chiaro che in ogni momento, prima della firma di un contratto con una ditta,  c’è la possibilità con gli altri sindaci di considerare un’altra soluzione, per la Regione non è un problema, a patto che come c’è stata ampia convergenza sulla scelta fatta, che ci sia una vasta convergenza anche su un’alternativa con i sindaci dell’area vasta». Si sono poi succeduti gli interventi dei consiglieri comunali e degli ospiti in sala: tra questi quello del sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli: «non smentisco il percorso fatto dall’assemblea dei sindaci – ha detto – non si può tornare indietro. La riforma Balduzzi ha un senso, ma non si deve arrivare a spogliare i territori. Quello che si può riformare va riformato e questo è il mio impegno in tutte le sedi in cui potrò fare valere la mia voce».

consiglio-comunale-aperto-sanità-6-325x217 Più critico invece il consigliere Silenzi, protagonista al termine del consiglio di un acceso scambio di vedute col sindaco Ciarapica: «arriviamo tardi a questa discussione – tuona Silenzi – l’arte oratoria di Carancini ha fatto sì che a quella votazione non ci si rendesse conto di cosa si stesse facendo. Quando siamo intervenuti ci si era già espressi ed era troppo tardi. Andava discusso prima, nelle commissioni, nel consiglio comunale – e poi sul finale, rivolto a Ciarapica – sei stato uno sprovveduto».  L’ex sindaco Tommaso Claudio Corvatta ha ricordato le strategie fatte durante il suo mandato per candidare Civitanova e ha accusato l’attuale amministrazione di mancanza di marketing, ma ha difeso la scelta di accorpare gli ospedali a favore della qualità dei servizi e oggi a freddo tira le somme: «Questa notte, in piena notte, nonostante il mandato di tutto il consiglio comunale e la disponibilità dimostrata dal presidente Ceriscioli, Ciarapica si è rifiutato di riconsiderare le sue decisioni sull’ospedale unico. Si è rifiutato anche solo di provare a coinvolgere gli altri sindaci sulla scelta che porterà l’ospedale unico della provincia 30 minuti da Civitanova. Secondo lui il pronto soccorso ed i servizi di minima di medicina e chirurgia che sono previsti rimanere a Civitanova non sono un impoverimento rispetto alla situazione attuale. Nemmeno l’esempio di quello che è successo all’ospedale di Recanati gli è servito da insegnamento». Il consigliere Ghio ha poi prospettato lo scenario tra 15/20 anni: «Critico la regione nel delegare la scelta ai sindaci e trasformare un parere in una scelta. Un sindaco non è chiamato ad avere una visione del territorio, cosa che la regione invece ha l’obbligo di fare, la costa crescerà e la popolazione dell’entroterra cala, quindi dove dovrà sorgere l’ospedale unico? Non certo all’interno della provincia. Mi auguro si possa rivedere la scelta ma questo non per una questione di campanilismo ma per equità del territorio futuro». «L’Ospedale di Civitanova tornerà ad essere l’infermeria che era al suo inizio –  ha detto l’ex presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna  – e questo va impedito. L’algoritmo era dopato, è evidente, va ridiscusso subito. Si ritorni alla ragionevolezza e si cancelli quello che è stato un giorno infelice, una scelta sbagliata che va rimossa».
A chiudere il dibattito il sindaco che ha rimarcato la scelta fatta in conferenza dei sindaci e la decisione di non voler rivedere la localizzazione se fare l’ospedale a Montecosaro significa chiudere Civitanova: «devo tutelare e proteggere i civitanovesi – ha chiuso Ciarapica – nessun sindaco può permettere che venga chiuso l’ospedale della sua città anche se ne sorge uno a 8 chilometri. Se apre Montecosaro Civitanova chiude, è un fatto certo». Gli animi si accendono, Silenzi contesta che Civitanova rimarrà poco più di un pronto soccorso, con meno servizi e minore qualità per riduzione di interventi e gli ricorda le votazioni fatte: «Giulio sei un cavilloso – sbotta Ciarapica – e tu sei stato uno sprovveduto – ammonisce Silenzi, e infine il sindaco chiude con l’interrogativo: «noi di Civitanova siamo d’accordo a far chiudere Civitanova? Posso capire i sindaci di Morrovalle, Monte San Giusto o Montecosaro, ma io penso che Civitanova non si possa permettere di far chiudere l’ospedale».

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