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Rigopiano, si allarga l’inchiesta:
23 avvisi di garanzia
C’è anche l’ex prefetto

TRAGEDIA – Coinvolto il vice comandante della Municipale di Fermo, che ha ricoperto l’incarico di sindaco di Farindola. Tra le vittime c’erano Marco Tanda, 25enne di Castelraimondo ed Emanuele Bonifazi, 31enne di Pioraco
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I soccorsi a Rigopiano. Nelle foto da sinistra Marco Tanda ed Emanuele Bonifazi

 

Si allarga l’indagine per individuare le responsabilità della tragedia dell’hotel Rigopiano. Sono 23 gli avvisi di garanzia notificati dalla procura di Pescara. A riceverlo anche il vice comandante della polizia municipale di Fermo Massimiliano Giancaterino e l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo. Tra gli indagati il presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e numerosi dirigenti pubblici. La tragedia di Rigopiano si è consumata lo scorso 18 gennaio, quando una valanga si è abbattuta sull’hotel provocando la morte di 29 persone. Tra le vittime c’erano Marco Tanda, 25enne pilota di Ryanair di Castelraimondo ed Emanuele Bonifazi, 31enne di Pioraco che lavorava nell’hotel. Tra i reati ipotizzati dalla Procura guidata dal capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia ci sono quelli di omicidio e lesioni plurime colpose per tutta la catena dei soccorsi, che va dagli indagati della prefettura al Comune di Farindola. Per gli altri indagati sono ipotizzati anche i reati di falso e abuso edilizio. Collegato all’inchiesta c’è anche il nome Giulio Honorati, 52 anni, anconetano di nascita, capo della polizia provinciale di Pescara.

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