I tifosi chiedono la pace tra società e Comune:
“Non esiste giocare in una città che non sia Macerata”

GRANA HELVIA RECINA - L'appello dei supporter di curva, gradinata e tribuna della Maceratese: "Basta con questo muro contro muro sullo stadio. Non è nostra intenzione stabilire da quale parte stia la ragione ma chiediamo alle parti interessate, società e amministrazione comunale, di evitare di proseguire su questo muro contro muro perché la quasi centennale storia societaria merita rispetto"
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La tifoseria della Maceratese in una gara della scorsa stagione all'Helvia Recina

La tifoseria della Maceratese in una gara della scorsa stagione all’Helvia Recina

 

Tifosi Maceratese_foto LB (8)

I supporter della Curva Just

 

Viste le recenti vicende legate all’utilizzo da parte della Maceratese dello stadio Helvia Recina (leggi l’ultimatum dato dal Comune alla Maceratese) il tifo organizzato di curva, gradinata e tribuna in tutte le sue componenti interviene in materia:La Maceratese è patrimonio della città e come tale va considerato, tutelato e sostenuto. Non è nostra intenzione stabilire da quale parte stia la ragione ma chiediamo alle parti interessate, società e amministrazione comunale, di evitare di proseguire su questo muro contro muro“. I tifosi biancorossi hanno delle richieste precise sia nei confronti della società che dell’amministrazione: “Alla Maceratese chiediamo un’adeguata organizzazione consona alla categoria che con tanti sforzi si è raggiunta e che si deve mantenere il più a lungo possibile. All’amministrazione comunale chiediamo di tutelare la Maceratese visto che diffonde nel territorio nazionale il nome ed i colori della città di Macerata, senza dimenticare che lo stadio Helvia Recina fu costruito esclusivamente per ospitare la squadra di calcio cittadino“. I supporter spiegano le difficoltà delle ultime settimane per seguire la propria squadra del cuore: “Ci siamo dovuti sobbarcare 768 km per vedere la partita di esordio nella prestigiosa competizione Tim Cup che si sarebbe dovuta giocare a Macerata con il sostegno di moltissimi altri tifosi, che invece, loro malgrado, si sono trovati impossibilitati a seguire la squadra di fronte all’onerosa ed imprevista trasferta. Sarebbe stato necessario utilizzare il buon senso di avvertire in tempo la città che lo stadio sarebbe stato inutilizzabile per un certo periodo, evitando esternazioni poco felici come quelle lette sui media.

I tifosi della Maceratese in gradinata all'Helvia Recina

I tifosi della Maceratese in gradinata all’Helvia Recina

Forse sarebbe il caso di rivolgere delle scuse agli sportivi e invece si “minaccia” di non prolungare la convenzione. Da tifosi e sportivi rimaniamo basiti da una situazione del genere e non possiamo minimamente immaginare di giocare il prossimo campionato in una città che non sia Macerata“. Il tifo organizzato, in blocco, rivolge delle domande: “Da cittadini chiediamo: nel caso in cui la convenzione non venga rinnovata, a cosa sono serviti gli investimenti della scorsa estate e il rifacimento del manto erboso di questi mesi? Era veramente necessario utilizzare tutte quelle risorse frutto dei sudori dei contribuenti? Nelle nostre trasferte non abbiamo mai visto un bunker come il nostro Helvia Recina. Come mai questa problematica emerge solo ora con il campionato e gli altri impegni sportivi alle porte? Non ci sono stati molti mesi per dirimerla? La quasi centennale storia di questa società merita rispetto e per tale motivo chiediamo ad entrambi, attuale proprietà ed amministrazione comunale, di lavorare per un fine comune: onorare al meglio la gloriosa Ss Maceratese 1922 folle amore nostro e tutti allo stadio, tutti per la Maceratese“.

 

Maria Francesca Tardella e Romano Carancini allo stadio nel corso di una partita della Maceratese

Maria Francesca Tardella e Romano Carancini allo stadio nel corso di una partita della Maceratese



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