Nuova Banca Marche, Goffi:
“Si continua a negoziare”

CREDITO - L'ad anticipa i primi dati della semestrale: "Abbiamo finanziato 4.300 piccole e medie imprese e incrementato i volumi di raccolta di poco meno del 4% nei primi sei mesi dell’anno". Interrogazione in Parlamento presentata dai deputati Pd Paolo Petrini ed Emanuele Lodolini: "Il ministero delle Finanze faccia sapere quale iniziative metterà in atto per trovare la migliore soluzione in questa fase cruciale per la vendita"
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L'ad Luciano Goffi

L’ad Luciano Goffi

«Si continua a lavorare e a negoziare anche durante queste calde settimane agostane». A dichiararlo è Luciano Goffi, ad della Nuova Banca delle Marche a margine della presentazione di un nuovo modello di servizio per la direzione corporate che testimonia, secondo il dirigente «la ritrovata vitalità di Banca Marche che da novembre in poi con la sola iniziativa “Diamo credito alla ripresa” ha finanziato in tutti i comparti oltre 4.300 piccole e medie imprese e ha incrementato i volumi di raccolta di poco meno del 4% nei primi sei mesi dell’anno. Segno di un legame molto forte con i nostri clienti, il cui numero nel periodo è cresciuto con una media di circa 330 clienti in più ogni mese».
Intanto i deputati marchigiani del Pd Paolo Petrini ed Emanuele Lodolini, entrambi componenti della Commissione Finanze, hanno depositato un’interrogazione parlamentare per conoscere quali iniziative il Ministero dell’Economia e Finanze intenda intraprendere, nei limiti delle proprie competenze e nel rispetto di quelle della autorità di vigilanza, affinché venga individuata la migliore soluzione in questa cruciale fase di gestione della procedura di vendita relativa a Nuova Banca delle Marche Spa, Nuova Banca popolare dell’Etruria e del Lazio – Società cooperativa, Nuova Cassa di risparmio di Ferrara Spa e Nuova Cassa di risparmio della provincia di Chieti Spa.

Paolo Petrini

Paolo Petrini

«Il 12 maggio 2016 – ricordano i deputati – sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte non vincolanti da parte dei soggetti abilitati alla partecipazione; in linea con le aspettative, circa metà di coloro che avevano manifestato iniziale interesse – private equity in prevalenza, banche e compagnie assicurative – hanno sottoposto una propria offerta non vincolante. Lo scorso 22 luglio la Banca d’Italia ha reso noto che, nel rispetto dei termini previsti dalla procedura per la cessione delle good bank, sono pervenute tre offerte economiche impegnative, che verranno analizzate dagli Advisor (Societè Generale come advisor finanziario, Oliver Wyman per la consulenza strategia e Chiomenti per gli aspetti legali); ulteriori comunicazioni dell’Autorità nazionale di risoluzione seguiranno all’esito delle valutazioni».

«Secondo indiscrezioni di stampa – si legge nell’interrogazione fra le offerte economiche impegnative per l’acquisto delle quattro good bank rientrano quelle di due fondi, Apollo e Lone Star, il primo assistito nell’operazione da McKInsey, il secondo da Bain; in entrambi i casi sembrerebbe che la valutazione sia per un ammontare tra i 500 e i 600 milioni di euro, cifra decisamente inferiore a quanto atteso rispetto alle risorse impiegate per ricapitalizzare le quattro good bank. La terza offerta giunta all’Autorità nazionale di risoluzione per le good bank riguarderebbe solo le società di assicurazioni Bap di Banca Etruria, un’eventualità prevista dal bando emesso a gennaio dalla Banca d’Italia. Non avrebbe, invece, presentato un’offerta concreta, ma avrebbe scritto una lettera all’Autorità nazionale di risoluzione il fondo di private equity Apax, che si dichiarerebbe disposto a prendere eventualmente parte ad un piano di acquisto.
La situazione economica che verrebbe ad individuarsi, qualora si rivelassero fondate le anticipazioni stampa richiamate, – concludono i deputati marchigiani – risulterebbe problematica, in considerazione del fatto che quanto incassato dalla cessione dei quattro istituti servirà, infatti, all’Autorità di risoluzione per rimborsare il prestito ancora in essere con Intesa, UniCredit e Ubi».

 

Foto d'archivio

Foto d’archivio

L’attività di Nuova Banca Marche nel frattempo prosegue a pieno ritmo. Dal mese di agosto sarà operativo un team di specialisti che, sotto la direzione di Matteo Rusciadelli, si è strutturato per affiancare nelle loro strategie di crescita le imprese del territorio connotate da potenzialità di sviluppo e forza competitiva. Si tratta di un primo gruppo di 16 gestori corporate che avrà il compito di qualificare l’offerta di credito e di servizi evoluti nei confronti di 1.500 gruppi di grandi e medie imprese clienti della Banca. Un presidio rivolto, quindi, nella fase iniziale, all’attuale network di relazioni in funzione dell’ottima prossimità che la Banca è in grado di assicurare sui suoi territori core.

«Il modello  – spiega Banca Marche – è stato disegnato incorporando le migliori pratiche di industrializzazione del coverage alle imprese osservate sul mercato e intende irrobustire il livello di dialogo commerciale della Banca arricchendo il tradizionale accompagnamento di finanza ordinaria con fronti di servizio più estesi e consulenziali. Sono stati dunque potenziati il Desk internazionale e il Desk derivati e costituite le attività specialistiche centrali di Finanza strutturata e straordinaria, Finanza agevolata e Fondi europei, con l’obiettivo di offrire uno pacchetto completo di servizi alle imprese».

“Procediamo – ha sottolineato Goffi –  in linea con i programmi di rilancio annunciati con la nascita della Nuova Banca, che conferma il suo ruolo primario nell’economia dei nostri territori. E, secondo i programmi – conclude Goffi – procede anche il percorso che porterà alla privatizzazione della Banca.».

«Il nostro mandato – spiega il direttore corporate Matteo Rusciadelli – è quello di consolidarci come prima banca consultata per qualsiasi esigenza di finanza. Siamo market leader sui nostri territori di riferimento e il rilancio della struttura Corporate ci permetterà di allinearci alle migliori pratiche della concorrenza, di specializzarci per le aziende più finanziariamente sofisticate con proposte di servizio ‘full spectrum’ tagliate sartorialmente, ci tengo a sottolinearlo, sulle esigenze di ogni singola azienda cliente. Il nuovo modello di servizio – continua Rusciadelli – è molto ben accolto dalla nostra platea di grandi e medie imprese. Già oggi gestiamo una robusta pipeline di iniziative di accompagnamento alla migliore imprenditoria dei nostri territori di riferimento, confermando il naturale ruolo chiave di Nuova Banca Marche”. Il nuovo modello di servizio della direzione corporate si fonderà sulla figura del gestore, che sarà il punto di riferimento delle aziende clienti di ogni singola zona. I nuovi gestori, che sono stati selezionati nel contesto di un articolato percorso ad hoc, sono: Giuseppe Franco Scarsella (Abruzzo), Giuseppe Nico (Ascoli Piceno), Daniela Mancini (Civitanova), Roberto Pieroni (Macerata-Camerino), Roberto Gigli (Ancona), Paolo Lorenzini (Jesi), Michele Zepponi (Fano-Senigallia), Federico Radici (Pesaro), Vincenza Lorenzi (Urbino), Marco Pillinini (Bologna), Marco Pazzaglia (Romagna sud), Samuel Sanchini (Romagna nord), Christina Chiatti (Umbria), Maurizio Belloni e Amedeo Carissimi (Roma), Roberto Spadini (Emilia).

 

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