Banca Marche, il vice ministro:
“Presto i rimborsi agli obbligazionisti”

CIVITANOVA - L'annuncio di Enrico Morando a margine dell'incontro organizzato da Confartigianato Imprese Macerata: "L'operazione di ristoro sarà più generosa di quanto non sia previsto dalla legge di stabilità" - VIDEO
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Le dichiarazioni del vice ministro Enrico Morando a Civitanova
Il vice ministro Morando al convegno di Confartigianato

Il vice ministro Morando al convegno di Confartigianato

(Foto di Federico De Marco)

Novità per i titolari di obbligazioni subordinate di Banca Marche e delle altre 3 bad banks Etruria, Cariferrara e Carichieti, coinvolte nel salvataggio da parte del governo. Ad aprire uno spiraglio il vice ministro dell’economia Enrico Morando, a margine del convegno organizzato da Confartigianato Imprese Macerata per fare il punto sulla politica economica dell’esecutivo nazionale.

Ci sono delle vittime che vanno risarcite? «Non possiamo riassumere in una battuta una vicenda complessa e lunga – ha detto Morando – però  abbiamo una novità sul punto che riguarda il ristoro dei titolari di obbligazioni subordinate. Grazie a un accordo con la Commissione europea si potrà realizzare un’operazione di ristoro più generosa di quanto non sia previsto dalla legge di stabilità. La stabilità infatti  prevedeva che per accedere al ristoro tramite l’arbitro fosse necessario di attestare che nel rapporto tra banca e acquirente, al momento dell’acquisto c’era stata violazione da parte della banca dei vincoli e gli obblighi di correttezza fissati nel Testo unico bancario».

Il vice ministro con il senatore Morgoni

Il vice ministro con il senatore Morgoni

Ora saranno allargate le maglie del ristoro per permettere l’accesso a più titolari di subordinate: «L’ intesa è stata fatta  – ha detto Morando – e credo che nei primi giorni della prossima settimana saremo in grado di intervenire con legge». Il vice ministro prescrive anche la sua ricetta per evitare episodi del genere: «L’anticorpo è doppio, prima bisogna rafforzare patrimonialmente le banche.  L’altro è un esercizio ancora più attento della vigilanza ma prima ancora una gestione di ogni istituto di credito che risponda a criteri di correttezza e trasparenza. Perchè se siamo arrivati dove siamo arrivati c’è la prova che la gestione non è stata ispirata a questi criteri».

(Segue servizio completo sull’incontro)



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