Taddei sul referendum:
“Affrontiamo le questioni nel merito”

DIBATTITO - Il segretario della Cgil risponde al senatore Mario Morgoni, promotore del sì: "Ci si aspetterebbe una campagna informativa e non l'affannarsi in creazioni di schieramenti contrapposti"
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Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil Macerata

Daniel Taddei, segretario provinciale della Cgil Macerata

 

«E’ davvero con rammarico ed un velo di tristezza che rilevo un’ulteriore occasione persa per spiegare ed argomentare le ragioni e la validità della riforma costituzionale. A quattro mesi dal referendum consultivo ci si aspetterebbe una campagna informativa da parte degli autorevoli esponenti del partito di governo e non l’affannarsi in creazioni aprioristiche di schieramenti contrapposti».

Botta e risposta al vetriolo sul referendum costituzionale. Il segretario generale della Cgil di Macerata Daniel Taddei torna sulle parole del senatore e promotore del sì Mario Morgoni che ieri aveva risposto alle parole dell’esponente sindacale e del presidente dell’Anpi Lorenzo Marconi sostenitori del no, in merito alla forma e al contenuto della riforma (leggi l’articolo). «Ci piacerebbe affrontare le questioni nel merito – scrive Taddei – Viene superato il bicameralismo perfetto, come anche la Cgil auspica, oppure lo si riconsegna più pasticciato creando anche conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato? E’ garantito l’equilibrio tra i poteri costituzionali? Se sì, come, visto che la terzietà degli organi di garanzia, il presidente della Repubblica e la Corte costituzionale, non è più assicurata dalle nuove modalità di elezione previste dalla sovradimensionata maggioranza prodotta dal premio. Produce semplificazione? Gli attuali articoli 70 e 72 disciplinano il procedimento legislativo con 198  parole. La riforma sostituisce i due articoli con 870 parole».

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Il senatore Mario Morgoni promotore del sì

«Vengono ridotti considerevolmente i costi della politica? – chiede ancora il segretario Cgil – Oppure la riduzione solo di un quinto dei costi del Senato poteva essere ampiamente aumentata riducendo il numero di senatori e di deputati della Camera? Come può la nuova legge elettorale garantire la sovranità popolare se alla singola lista che supera il 40% dei voti viene dato un premio di maggioranza, di 340 seggi su 630, cioè il 55 % del totale? Il voto bloccato sui capilista e le candidature plurime per gli stessi capilista sono un’assunzione di responsabilità oppure consentono al leader del partito di controllare in ampia misura la scelta dei parlamentari da eleggere, per la maggioranza blindata dal premio? Questi sono solo alcuni dei tanti quesiti che potrebbero interessare i cittadini per esercitare un voto consapevole libero da condizionamenti stereotipati e da ricatti improbabili. La Cgil, sia a livello nazionale che provinciale, esercita quotidianamente la democrazia tra i propri iscritti nelle centinaia di organismi deputati, confrontandosi continuamente con i cittadini nelle sedi, nelle assemblee e nelle piazze. Rappresentando le decine di migliaia di iscritti che la sostengono a livello locale, ha deciso di rimanere fortemente radicata nel territorio affrontando al fianco dei cittadini le difficoltà giornaliere e le incertezze future. Su questo non accettiamo lezioni».



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