Referendum,
comitato per il no di Fdi-An

DIBATTITO - Il portavoce Massimo Belvederesi annuncia la costituzione di un gruppo provinciale contro le ragioni della riforma: "La minaccia del premier sullo sbando del Paese in caso di sconfitta del sì ha dell'assurdo"
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Il portavoce provinciale di Fdi Massimo Belvederesi

No alla riforma costituzionale, si unisce il comitato di Fdi-An. Il coordinamento provinciale del partito di Giorgia Meloni ha istituito un apposito comitato in vista del referendum costituzionale di ottobre. Dopo la presentazione del patto anti-Renzi costituito in provincia da Anpi, Arci, M5S e Cigil (leggi l’articolo) si allarga dunque il fronte del no.  «La minaccia che il presidente del Consiglio Renzi sta lanciando da giorni: “ Se passa il no l’Italia è allo sbando” ha dell’assurdo – dice il portavoce provinciale di Fdi-An Massimo Belvederesi – ancor di più alla luce dei risultati delle amministrative appena  trascorse, dai quali si evince piuttosto un Pd allo sbando. Il risultato del referendum viene  utilizzato come merce di scambio per la sopravvivenza del governo. La modifica della Carta Costituzionale non è un tabù per Fdi, perché più volte l’abbiamo auspicata ma dovrebbe essere un momento serio di riflessione e di coinvolgimento improntato alla ricerca di un nuovo assetto istituzionale per rilanciare l’Italia nel terzo millennio e riportare fiducia nella politica»

Di qui una serie di critiche al progetto di legge proposto da Renzi e dal ministro Maria Elena Boschi: «Non supera il bicameralismo perché lo rende più confuso – continua Belvederesi – con conflitti di competenza tra Stato e  Regioni. Non diminuisce i costi totali del senato ma solo di 1/5, allora perché non sopprimere tutta la struttura del Senato e non solo i senatori. Rafforza il potere centrale a danno delle autonomie. Perché non modificare le Regioni a statuto speciale o addirittura cancellare le regioni. Distrugge la possibilità del cittadino di partecipare direttamente alla vita politica innalzando da 50mila a 150mila le firme necessarie per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare. Non è legittima perché prodotta da un parlamento eletto da una legge incostituzionale . Non garantisce la sovranità del popolo perché insieme all’Italicum consegna ad una minoranza parlamentare la sovranità totale: Chiunque voglia partecipare e portare il proprio contributo sostenendo questa battaglia, ci può contattare sulla nostra pagina Facebook provinciale e verrà ricontattato e coinvolto».

Il vice presidente della quarta commissione sanità, Elena Leonardi

Elena Leonardi, consigliere regionale di Fdi

«Saranno i sindaci e gli amministratori locali la prima fila dei comitati referendari – commenta il consigliere regionale Elena Leonardi – non si limiteranno a dire no alla riforma di Renzi ma racconteranno la riforma che noi vorremmo. Fdi da tempo chiede di inserire nella nostra Carta costituzionale dei principi fondamentali quali l’elezione diretta del capo del governo, un tetto massimo alle tasse in Costituzione e anche ridefinire i rapporti tra l’Italia e la Ue per difendere l’interesse nazionale».



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