“No al Referendum”:
i democristiani annunciano la crociata

Il comitato contro la riforma costituzionale parte dal consigliere regionale Udc Luca Marconi e dal capogruppo recanatese Massimiliano Grufi: "Porterebbe ad una pericolosa concentrazione dei poteri a Roma". Rifondazione Comunista rende pubblica l'adesione alla cordata con Anpi, Cgil, M5S e Arci
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Luca Marconi_Foto LB (1)

Il consigliere regionale di Udc-Area Popolare Luca Marconi promotore del comitato dei democristiani per il no al referendum costituzionale

 

«L’appello è rivolto ai democristiani per il no ad una modifica della costituzione che, unita alla nuova legge elettorale, il cosiddetto “Italicum”, produce una miscela esplosiva a danno della vita democratica e della rappresentanza popolare». Parte da Recanati la crociata dell’Udc per il no al referendum costituzionale di ottobre. Promotori del comitato dei democristiani per il no sono il capogruppo in Regione dell’Udc-Area Popolare Luca Marconi e il capogruppo recanatese Massimiliano Grufi che avvertono: «Con il sì si aprirebbe anche una fase che porterà in pochi anni ad un neo centralismo statale con una forte concentrazione dei poteri a Roma. L’Udc Recanati avvia sin da subito un proprio Comitato aperto a tutti coloro che vogliono ragionare nel merito della questione e non in forma strumentale e partitica o contro qualcuno. A settembre – informano i cattolici che in Regione e nel governo provinciale (agli sgoccioli) sono alleati del Pd – si farà una prima iniziativa pubblica per ragionare insieme e cercare di mobilitare i cittadini della provincia di Macerata perché partecipino numerosi alla consultazione referendaria».

rifondazione comunistaIntanto anche il Partito della Rifondazione Comunista rende pubblica la propria adesione al comitato provinciale anti-riforma lanciato da Anpi, Cgil, Arci e M5S nei giorni scorsi (leggi l’articolo): «Aderiamo sin dal primo incontro avvenuto la scorsa settimana al comitato per il no – informa la segreteria provinciale – Appare essenziale garantire la massima partecipazione sia delle forze politiche e associative sia soprattutto dei cittadini in vista di un appuntamento probabilmente tra i più importanti nella storia del nostro paese. Contrastare in ogni modo le politiche liberali del governo Renzi risulta essere prioritario per garantire una prospettiva anzitutto per le giovani generazioni (costrette o ad emigrare o ad essere disoccupate o ad essere sottoposte a contratti di lavoro di stampo “medievale”) così come per la popolazione più matura, che paga sulla propria pelle il costo di una crisi economica funzionale solo alla grande finanza internazionale (la vicenda Banca Marche insegna). La stessa “controriforma” costituzionale mira esclusivamente ad escludere i cittadini dalle scelte fondamentali che il nostro paese è chiamato a fare. Per questo il Prc è impegnato a promuovere e sostenere la nascita di comitati per il no su tutto il territorio provinciale»

 



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