Il direttore artistico Francesco Micheli e il sindaco Romano Carancini
Il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il sindaco Romano Carancini e il sovrintendente Luciano Messi
di Maria Stefania Gelsomini
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Ultime notizie prima della prima. Sotto il sole dell’arena Sferisterio, mentre i tecnici sul palco mettevano a punto le scenografie del Trovatore, si è tenuta la conferenza stampa che precede l’inaugurazione della cinquantaduesima stagione lirica dedicata al Mediterraneo. Il sindaco Romano Carancini, il presidente della provincia Antonio Pettinari, il sovrintendente Luciano Messi e il direttore artistico Francesco Micheli hanno voluto fare un riepilogo dello stato dell’arte, fornendo i dati aggiornati su biglietteria e innovazioni tecnologiche. L’aria che si respira è carica di adrenalina, c’è trepidazione, c’è entusiasmo, c’è grande motivazione, ma c’è anche la consapevolezza che la direzione presa è inarrestabile e che il futuro dello Sferisterio, sulla scia del lavoro che già è stato fatto, può essere solo nello sviluppo ulteriore del festival. Le due anteprime giovani di Otello e Norma, andate in scena lunedì e martedì, hanno fatto registrare un ottimo successo di pubblico, con quasi 1.900 spettatori a recita. In dirittura d’arrivo si mette l’accento anche sulla enorme fatica spesa, che però – come spiega Messi – non viene sentita come un peso ma come una fatica bella, una gioia. “Lo Sferisterio – dice Carancini – non è solo serate all’opera, ma motivo di riflessione per la comunità attraverso la lirica e le sue tematiche”.
L’esempio più lampante è la presenza dell’ex ministro dei Beni e Attività culturali Massimo Bray, autore della tanto attesa riforma dello spettacolo, ora direttore dell’Istituto Treccani e forse prossimo direttore del salone del libro di Torino, che domani alle 18 nelle sale del museo di Palazzo Buonaccorsi taglierà ufficialmente il nastro del Macerata opera festival con una lectio magistralis sul Mediterraneo e i temi della migrazione e dell’accoglienza. Altro esempio, il concerto domenica 24 allo Sferisterio di Goran Begovic e della sua Big band, con cui si apre il Festival off. Sia Carancini che Pettinari hanno sottolineato l’importanza dell’accoglienza: “la città deve essere accogliente, nel prossimo mese e mezzo abbiamo bisogno di persone sorridenti” è l’augurio del sindaco. “L’accoglienza è un modo di essere della città e del territorio”, la replica di Pettinari, “si è creata tra noi una sintonia costruita passo dopo passo e in questi anni è cresciuto non solo il progetto ma anche la squadra, attraverso confronti iniziali forti e scelte a volte discusse, ma ora siamo come una piccola grande orchestra”.
Buone notizie anche dalla biglietteria, in attesa di centrare l’obiettivo sold out: ad oggi per la prima di Otello sono stati venduti oltre duemila biglietti (per la prima di Rigoletto 2015 ne erano stati venduti 2.071), mentre per la prima di Norma oltre 1.800 (per la prima di Cavalleria rusticana e Pagliacci 2015 erano 1.831). Altra novità importante l’implementazione del controllo elettronico degli accessi: messo a punto, con la collaborazione dell’azienda locale Fidoka srl, un sistema di 9 impianti fissi e di 3 postazioni mobili che permetteranno tramite un cellulare la scansione del codice a barre dei biglietti, sia di quelli classici venduti in biglietteria, sia dei cosiddetti “print at home”, che permetterà un controllo della sala in tempo reale.
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Venerdì 22 luglio il maestro Riccardo Frizza dirigerà “Otello” l’opera che aprirà la 52esima edizione del Macerata Opera festival. Titolo di questa edizione è “Mediterraneo” tema attualissimo ai nostri giorni e centrale nell’ “Otello” di Verdi in cui Cipro e il Mar Mediterraneo sono protagonisti. La produzione in scena a Macerata, realizzata in collaborazione con il Festival Castell di Peralada, a Girona, si è aggiudicata il prestigioso premio Campoamor come miglior spettacolo del 2015. La regia e le scene sono affidate al talentuoso regista spagnolo Paco Azorín, I costumi sono disegnati da Ana Garay. Carlos Martos è il coreografo, mentre il disegno luci è di Albert Faura. Il cast vede nel ruolo di Otello, molto atteso, il tenore americano Stuart Neill, Roberto Frontali sarà Iago e, per la prima volta nel ruolo di Desdemona, il soprano Jessica Nuccio. “Otello”, penultima opera di Verdi, su libretto di Arrigo Boito tratto dalla tragedia omonima di Shakespeare, debuttò in prima mondiale nel 1887 al Teatro alla Scala. Circa trent’anni dopo, nel 1921, ancora Giuseppe Verdi, ma con “Aida”, inaugurò proprio lo Sferisterio di Macerata una struttura teatrale unica nel suo genere con 2800 posti e un’acustica apprezzata da pubblico e direttori d’orchestra. Il Maestro Frizza, grande esperto di repertorio italiano e con ben 20 titoli di Giuseppe Verdi all’attivo, torna a Macerata dopo aver qui debuttato nel 2007 con “Maria Stuarda” e aver diretto “Don Giovanni” nel 2009, “Attila” nel 2010 e “Così fan tutte” nel 2011. Reduce dal grande successo ottenuto all’Opera di Roma da “Linda di Chamounix”, dopo Macerata il Maestro Frizza sarà impegnato all’Opera Bastille di Parigi con “Lucia di Lammermoor”.
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Nel socialismo lirico realizzato la melomania accompagnerà il cittadino dalla culla alla tomba.
Date retta al sindaco. Siate allegri: La vita gli sorride.
Ma che c’entra l’accoglienza con la musica? Si cercano comparse per l’Aida? Si vuol devolvere parte degli incassi a qualche struttura? La migrazione è confusa con il turismo culturale?
Sia in Shakespeare che in Verdi l’azione si svolge a Cipro. Il problema è l’intera stagione dedicata ai “migranti”, con tanto di parte dell’incasso devoluto alle operazioni di recupero sulle coste della Libia. Il grosso delle spese pubbliche ormai vanno in propaganda a senso unico.