Cento consorti sul filo di lana:
obiettivo raggiunto, ma sudato

MACERATA OPERA FESTIVAL - La sfida di trovare qualcuno disposto a contribuire pagando mille euro. Tra loro 63 privati, 32 aziende e 5 club service. La scommessa è stata vinta nel rush finale. Intanto tra tre giorni debutta l'Otello e la prossima settimana parte il Festival off
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Alcuni dei cento mecenati dello Sferisterio

 

maria stefania gelsomini

Maria Stefania Gelsomini

 

di Maria Stefania Gelsomini

È iniziato il conto alla rovescia, ieri sera, con la messa in scena dell’Anteprima giovani di Otello, il capolavoro verdiano che fra tre giorni debutterà allo Sferisterio. Mentre il moro di Venezia intonava trionfante l’Esultate!, dalle parti dell’Arena risuonavano ancora gli squilli di tromba per lo scampato pericolo. Quale? Non certo quello del naufragio della nave di Otello sbatacchiata dal temporale. Il fatto è, che solo a una settimana dall’inaugurazione della 52esima stagione lirica, lo Sferisterio ha potuto contare sui suoi cento mecenati nuovi di zecca, impresa rivelatasi tutt’altro che facile nonostante le entusiastiche previsioni di qualche mese fa. La data di scadenza per le adesioni (la campagna era partita sotto i migliori auspici a metà marzo) era stata fissata come si sa al 30 maggio, eppure il 7 luglio ne mancavano ancora dieci. Pur sulla spinta di ripetuti appelli, questa città ha fatto fatica a trovare, tra privati e aziende (più tra le aziende che tra i privati per la verità), cento finanziatori disposti a sborsare mille euro – che poi con il credito d’imposta dell’Art bonus diventano 350 – per sostenere l’attività lirica del Macerata opera festival. Dei cento nuovi consorti 63 sono appunto privati (comprese le università di Macerata e Camerino), 32 sono aziende (compresi alcuni studi professionali) e 5 sono club service (Rotary, Lions, Inner Wheel): carta canta, la risposta più massiccia è stata quella della cosiddetta società civile che costituisce, con quasi i due terzi, lo zoccolo duro della membership.

Maurizio Mosca con Francesco Micheli e Luciano Messi

Maurizio Mosca con Francesco Micheli e Luciano Messi

Le dichiarazioni istituzionali trasudanti ottimismo su una risposta del territorio “davvero incoraggiante” e su un “rapporto sempre più stretto con il tessuto sociale e imprenditoriale della città” sono suonate francamente eccessive, per non parlare dei comunicati stampa dai toni trionfalistici che hanno scandito quasi l’ingresso di ogni novello benefattore. La verità è che è stata una scommessa vinta sul filo di lana, e che si è corso il rischio concreto di fare una figuraccia. Ma tutto è bene quel che finisce bene, il risultato è stato raggiunto e così sia, almeno per quest’anno. E grazie anche al contributo straordinario – anche questo per niente scontato – di 200mila euro stanziati dalla Regione (che nella gestione delle risorse destinate alla cultura ha preso il posto della defunta Provincia) si sta tutti più tranquilli. Qualche riflessione seria sul reale attaccamento dei maceratesi alla lirica e allo Sferisterio comunque varrebbe la pena farla, e c’è da augurarsi che quando Francesco Micheli con la sua instancabile verve lascerà Macerata (c’è chi dice già dal prossimo anno), anche molti di questi mecenati non lasceranno lo Sferisterio, visto che le adesioni sono rinnovabili in maniera facoltativa di anno in anno.

Otello

Otello

L’idea di far risorgere all’alba del secondo millennio cento generosi nuovi consorti, lanciata da Maurizio Mosca lo scorso anno e presentata come “progetto totalmente innovativo”, rappresenta sì un unicum nel panorama teatrale italiano (anche perché, quale altra città ha lo Sferisterio?), però vale la pena ricordare, per diritto di cronaca, che l’idea di coinvolgere pubblico e privato non è poi così totalmente nuova. Già nel 1996, esattamente vent’anni fa, durante l’amministrazione Maulo (nell’era della sovrintendenza Orazi), l’Associazione Sferisterio aveva deciso di cambiare veste e di aprire le porte ai privati. Allora il consiglio comunale, nella seduta del 25 giugno 1996, approvò all’unanimità lo statuto per la costituenda Fondazione Sferisterio – teatro di Tradizione. In una sorta di giornalino pubblicato a cura dell’Associazione Sferisterio, redatto in italiano e in inglese, veniva definito come “grandioso, forse un sogno” quel progetto che “giaceva in cantiere da tempo ma che solamente ora può trovare luce, grazie anche alla recente approvazione del Decreto Legislativo sugli Enti Lirici e i Teatri di Tradizione che regola la trasformazione degli stessi in fondazioni di diritto privato”. “Un mutamento che permetterà un coinvolgimento crescente del settore privato – sempre confortato dalla presenza degli Enti pubblici – nelle iniziative che verranno intraprese. Pubblico e privato insieme… un prezioso bagaglio da poter dividere con le singole persone, con i cittadini, con gli amanti della lirica e della nostra Arena… tutti insieme, in uno sforzo comune verso lo Sferisterio, verso la realizzazione di un grande “palcoscenico europeo”. Sembrano parole di questi mesi, di questi giorni, eppure sono parole di venti anni fa. Come si donava allora? Lo statuto prevedeva, oltre alla presenza di Comune e Provincia quali soci finanziatori, l’istituzione del cosiddetto Albo dei sostenitori e benemeriti: le imprese, società, enti e associazioni potevano versare una cifra minima dai dieci milioni di lire in su, mentre i privati, le singole persone, potevano versare la cifra minima di 1 milione o donare un bene mobile o immobile di valore equivalente. Tra fine giugno e l’inizio della stagione lirica 1996, risultavano pervenute già più di 60 adesioni, versate su un conto corrente intestato all’Associazione Arena Sferisterio di Macerata presso la Banca delle Marche o consegnate direttamente al responsabile del Progetto Fondazione. Poi la storia è andata in un’altra direzione e oggi, dopo quasi due secoli, i nuovi mecenati sono tornati a vivere per il bene della musica e della città. Lunga vita ai cento consorti!

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L'Orchestrina Adriatica

L’Orchestrina Adriatica

 

FESTIVAL OFF: “ENEA MIGRANTE” E MUSICHE TRADIZIONALI DEL MEDITERRANEO – Manca una sola settimana al primo appuntamento dei martedì e dei mercoledì del Festival off, la serie di eventi collaterali che completano l’offerta culturale della 52° edizione del Macerata opera festival. Le due manifestazioni si sviluppano lungo tutta la durata della stagione lirica e propongono al pubblico letture, laboratori, mostre e concerti per approfondire il tema di quest’anno: Mediterraneo.
“Enea migrante” è il titolo delle tre suggestive letture, tratte dall’Eneide di Virgilio e dal libro Omero, Iliade di Alessandro Baricco, che si svolgono il 26 luglio e il 2 e 9 agosto, alle ore 21, presso il cortile di Palazzo Buonaccorsi. Organizzate in collaborazione con Adriatico Mediterraneo Festival, le letture sono accompagnate da interventi musicali. Si comincia quindi il 26 luglio con l’opera di Baricco letta da Antonio Lovascio, che si concentra sui personaggi di Elena, Pàndaro ed Enea, sulle note dell’oud di Gionni Di Clemente. Ad anticipare le letture dei Martedì, ci sono i laboratori per bambini realizzati con la collaborazione del corso di Psicologia dello sviluppo dell’Università di Macerata “OperAttivaMente”. I più piccoli vengono guidati in viaggio alla scoperta delle tre opere in cartellone, al cui termine segue una gustosa merenda offerta da Coldiretti. Al termine delle letture, invece, sono organizzate visite guidate a Palazzo Buonaccorsi, nella cui sala dell’Eneide sono presentate le installazioni coreografiche dell’Ermitage visual and perfoming art’s “I corpi poetici”, ideate da Paolo Londi.

I mercoledì animano il teatro Lauro Rossi, alle 21, con recital di grande levatura artistica gratuiti, grazie al contributo di Hera Comm, energy sponsor del festival. Si tratta di tre concerti che attraversano il Mediterraneo, portandone in scena le musiche più particolari. Il 27 luglio, Giovanni Seneca & Orchestrina Adriatica propongono “Suoni e canti del Mediterraneo”. Il filo conduttore del recital di musiche tradizionali mediterranee è la popolarità intesa come capacità di comunicazione nei confronti di un pubblico vasto ed eterogeneo. Si continua poi il 3 agosto con il recital organizzato con il contributo del Consiglio delle donne del comune di Macerata, “Mediterraneo, Onde sonore”, un viaggio armonico scritto da donne per raccontare l’anima di un femminile che attraverso il nostro mare ha saputo abbattere i confini della diffidenza tra le culture. I mercoledì si concludono il 10 agosto con “Nuits d’été”, spettacolo del pianista Michele D’Elia e il mezzo soprano Veronica Simeoni, che eseguono le arie più celebri dalle opere di Hector Berlioz, Jules Massenet, Camille Saint-Saens e George Bizet. I tre concerti dei mercoledì sono ad ingresso gratuito ed i biglietti sono prenotabili sul sito energia.sferisterio.it e in biglietteria, con la possibilità di fare una donazione per i Medici senza frontiere.

 

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