Emanuele Tacconi,
racconto dalla Costa D’Avorio:
“Tutto bene, grazie Rata”
MACERATESE NEL MONDO - L'inviato Onu si trova ad Abidjan, a pochi chilometri dalle stragi messe a punto ieri da Al Qaeda: "Ho preferito seguire Spal-Maceratese che andare al mare come faccio sempre"

L’Etoile du Sud, il grand bar preso di mira per primo da Al Qaeda (foto inviata da Emanuele Tacconi relativa all’attacco terroristico in Costa d’Avorio)
di Maurizio Verdenelli
Il lungo, angoscioso silenzio si è finalmente infranto. «Tutto bene: ho preferito guardare Spal-Maceratese anziché andare al mare» ci ha scritto, via e-mail Emanuele Tacconi, 51 anni, inviato Onu, premio ‘Maceratese nel mondo’ dal suo alloggio di Abidjan, capitale di quella Costa d’Avorio che ieri è stata insanguinata dalla furia terroristica venuta dal mare (leggi l’articolo). Un assalto a tre resort di lusso della vicina Grand Bassam, località turistica a 40 chilometri della capitale, rivendicati da Al Qaeda: 18 morti (dei quali, quattro o cinque europei, uno francese), due soldati uccisi, con sei terroristi (di un commando di dieci) armati di tutto punto così come ha riferito lo stesso presidente ivoriano Alessane Outtara. L’amore per la ‘sua’ Maceratese, che egli porta dovunque nel mondo, migliaia e migliaia di chilometri lontano da casa, la passione che l’ha fatto restare ‘incollato’ alla diretta della partita dell’anno (e i suoi biancorossi l’hanno ‘ricompensato’ con la splendida impresa di Ferrara) hanno letteralmente salvato Emanuele Tacconi dal pericolo mortale di trovarsi sulla spiaggia o in uno dei bar dei tre resort di Grand Bassam (l’Etoile du Sud e il Koral Beach sono stati crivellati dai colpi d’arma automatica) assaltati dai jihadisti.
Racconta Emanuele: «A Grand Bassam sono andato molte volte, per una giornata al mare (in Costa d’Avorio adesso è estate piena ndr). Di sicuro è un grande refrigerio l’oceano, seppure pieno di correnti lungo il litorale ivoriano. Tuttavia nulla al confronto della Maceratese ‘corsara’ in casa della capolista. Una vittoria che vale un campionato, anzi due. Mai mi sarei perduto quella diretta. Niente c’è al confronto della Rata: né le palme, né la sabbia dorata, né le onde cristalline, né il fascino dei grandi resort».
Il grande turismo è attratto dalla Costa d’Avorio? «Non più come una volta – risponde – Il turismo di massa internazionale rispetto a qualche anno fa pare abbia cambiato direzione. Comunque per gli europei, gli internazionali che risiedono nella capitale e per il turismo locale, le mete vicine di Assinie, Bassam e Grand Bassan dove si è concentrato l’attacco di Al Qaeda, sono le più comode da raggiungere anche per la classica giornata al mare. E così anche per me. Anche se d’ora in avanti starò con gli occhi più aperti del solito. Così come li ho avuti per la mia recente missione a Bamako, capitale del Mali, presa di mira dall’Isis dopo la strage di Parigi».
Sul pericolo terrorismo in Africa Occidentale (prima della rivendicazione di Al Qaeda, l’atto terroristico sembrava opera di Al Murabitu attivo in questa regione) è intervenuto oggi il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni. Che ha rilevato come il 70% degli attacchi jihadisti provengano dall’Africa Occidentale e come queste flusso passi in Europa attraverso la Libia. Ha detto il titolare della Farnesina che ha attivato per i fatti della Costa d’Avorio un’unità di crisi commentando: «Ecco perché l’Italia deve temere molto questa direttrice che porta terrore e morte nel Vecchio continente e pericoli al suo interno».







Non è ancora nemmeno in serie B e questa squadra fa già i miracoli, quando salirà alla ribalta del calcio internazionale sicuramente la Rata porterà anche la pace nel mondo.
Ciao Emanuele, un abbraccio!