“Figli di un dio minore”,
le voci dai campi profughi
MACERATA - Partecipato incontro nella sala consiliare condotto da Maurizio Verdenelli con i testimoni degli orrori della guerra. Le storie raccontate da Lorenzo Bianchi (Premio Saint Vincent di Giornalismo), dall'inviato Onu Emanuele Tacconi e da Andrea Barchiesi

L’intervento del sindaco Romano Carancini
L’inferno, andata e ritorno. Per sapere in conclusione da questi viaggiatori sul limitare del nulla che l’inferno è molto più vicino di quello che si pensi. Per due ore e mezzo un’affollatissima sala del Consiglio comunale (sold out, solo posti in piedi nell’anticamera) ha seguito con il fiato sospeso il ‘racconto’ a più voci da parte di quei ‘viaggiatori’ nella notte, al confine del caos dove la vita umana vale poco più di niente. Il tema: ‘Figli di un dio minore’; le voci, quelle di Lorenzo Bianchi (Qn, Il Resto del Carlino); Emanuele Tacconi, il testimone maceratese nei campi profughi siriani in Turchia ed infine la voce del giornalista maceratese Andrea Barchiesi, inviato di guerra, autore di ‘Sempre meglio che sparare’.
Con loro il sindaco di Macerata, Romano Carancini, la vicesindaco Stefania Monteverde (in sala anche gli assessori Marika Marcolini, Alferio Canesin) e la vicepresidente della Provincia, Paola Mariani. Che dopo i saluti hanno ‘interrogato’ i cronisti, anch’essi come buona parte del pubblico, prendendo parte attivamente al dibattito. La poesia, nella recitazione dell’attrice Roberta Sarti, assieme con le immagini ‘di un altro mondo’ che scorrevano sul grande schermo della sala del Consiglio, è stata protagonista anch’essa di una serata intera di domenica condotta dal giornalista Maurizio Verdenelli (già inviato de ‘Il Messaggero’) prefatore insieme con Lorenzo Bianchi del libro di Emanuele Tacconi ‘I Martiri bambini’ (Ilari editore, 2014). Una pubblicazione che ‘Macerata Racconta’ –in sala il direttore artistico Giorgio Pietrani insieme con altri personaggi della cultura e della politica, tra i quali Massimiliano Bianchini – aveva presentato all’Università lo scorso anno in anteprima (con Andrea Angeli, portavoce Nato ad Herat e Giuseppe Bommarito, avvocato e giornalista) nel contesto della stessa manifestazione indicata ormai come la maggiore del settore nelle Marche.

Maurizio Verdenelli, moderatore dell’incontro
Ed Emanuele Tacconi, che era stato premiato il giorno prima, ‘Maceratese nel mondo’: «Da ormai 4 anni, bambini, donne, vecchi e uomini in fuga dalla Siria sono all’interno di campi che pur attrezzati, restano sempre tali: quale meraviglia se alla fine si sono messi in marcia alla ricerca di un futuro? Non era forse prevedibile tutto ciò?». Bianchi: «L’Isis si avvale di finanziamenti enormi, interni ed esterni».
Molte immagini sono scivolate via sullo schermo della sala del Consiglio, mentre la voce di Roberta commuoveva, leggendo brani tratti da Gibran, Achembe, Hikmet, Leopardi, Guevara, Anna Frank ed infine Gian Mario Maulo. Sullo schermo le foto di Emanuele di quei bambini dei campi profughi, pieni di gioia e festanti anche solo per le povere cose loro date e le dita a V (Victory). Ma ora… a distanza di quasi due anni da quel reportage dell’inviato Onu (Tacconi è stato dal 2012 all’inizio del 2014 al confine con la Siria)? E poi le immagini, portate da Lorenzo (Bianchi), invece drammatiche, un pugno nello stomaco. Come quel neonato che divide lo spazio della culla con una pistola vicino alla testolina seminascosta da una cuffia candida come tutto il resto.
Una serata (organizzata da ‘La Bottega del Libro’) che ha emozionato e fatto riflettere. «Finalmente non solo atti amministrativi…»” ha detto alla fine, con un sorriso la professoressa Monteverde, mentre tutti quei maceratesi scendevano le scale del Palazzo con il cuore più vicino a quei ‘figli di un dio minore’ appena al di là dell’Adriatico.
(Foto di Luciano Carletti e Maurizio Meldolesi)



Massimiliano Bianchini e Venanzo Ronchetti

Paola Mariani


