Cosmari, la procura nomina 3 esperti:
da chiarire cause e conseguenze

TOLENTINO - Il sostituto Luigi Ortenzi vuole andare a fondo sul disastro avvenuto al consorzio di smaltimento rifiuti. I consulenti dovranno chiarire eventuali danni ad ambiente e persone
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L'incendio della scorsa settimana al Cosmari

L’incendio al Cosmari

di Gianluca Ginella

Disastro al Cosmari, la procura nomina tre esperti in materia ambientale per accertare le cause del rogo. La decisione è stata presa dal sostituto Luigi Ortenzi che vuole fare chiarezza su cosa sia avvenuto la notte tra l’8 e il 9 luglio scorsi e accertare se vi siano state conseguenze per l’ambiente e le persone. La cosa era stata esclusa dall’Arpam che aveva esposto una serie di dati nel corso di una conferenza stampa. Ma la procura, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di reato di incendio doloso (che contempla il più ampio dettaglio di ipotesi investigative), e disastro ambientale, ha deciso di svolgere accertamenti con dei propri consulenti. Il sopralluogo degli esperti all’azienda di Tolentino si è svolta ieri. Poi i consulenti si sono presi 90 giorni per rispondere ai quesiti posti dal pm: che si centrano sull’individuare le cause dell’incendio (sin qui l’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un corto circuito che si è generato su di un macchinario usato nel deposito bruciato, quello del multimateriale) e, appunto, su eventuali conseguenze per ambiente e per le persone.

I vigili del fuoco al Cosmari

I vigili del fuoco al Cosmari

La notte del rogo una grande nube nera si sollevò dal consorzio di smaltimento rifiuti e i venti la orientarono verso la zona di Corridonia. Nube che, alzandosi dal Cosmari, conteneva valori altissimi per quanto riguarda i metalli pesanti, come 6.850 nanogrammi per metro cubo di piombo, 870 nanogrammi di rame, 170 di arsenico, 108 di cadmio e antimonio. Ma le analisi dell’Arpam sull’aria nelle zone vicine (Pollenza), eseguite il giorno successivo, hanno riscontrato valori assolutamente nei limiti: antimonio (0,5 nanogrammi per metro cubo) e arsenico (0,5), mentre il cadmio era superiore (0,5 rispetto a una media nella zona che oscilla tra lo 0,05 e lo 0,56), il piombo aveva un valore di 4 nanogrammi (la media nella zona oscilla tra lo 0,88 e il 3,94). A causa dell’incendio al consorzio si è avuto un danno tra gli 8 e i 9 milioni di euro. in crisi anche i coltivatori della zona intorno al Cosmari, che dicono nessuno compra più frutta e verdura da loro per paura che i loro prodotti siano contaminati. Cosa, comunque, che è stata esclusa dalle analisi dell’Arpam.



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