Disastro Cosmari,
cenere nelle case e negli uffici
Irritazioni e fastidi tra i residenti

Preoccupazione tra i cittadini di Corridonia e della frazione di Colbuccaro maggiormente interessate dal fumo che si è sprigionato durante l'incendio della scorsa notte. I maggiori dubbi riguardano le conseguenze sull'ambiente e la possibilità di ripercussioni sui raccolti e sulla salute di uomini e animali. Milva Sisti di Mr.Pane: "Dei clienti hanno avuto conati di vomito". Il barista Giovanni Mattiacci: "Alcuni mi hanno raccontato di avvertire uno strano prurito alla gola e una sensazione di pesantezza". La gioielliera Maria Luisa Cesoni: "Non mi fido, continuo a tenere le finestre chiuse". Il sindaco Calvigioni: "L'importante è accertare le cause reali"
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Incendio Cosmari_Foto LB (4)

Il fumo ha continuato ad alzarsi copioso fino a tarda sera

Milva Sisti

Milva Sisti, titolare di Mr.Pane a Colbuccaro

di Claudio Ricci

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Conati di vomito, irritazioni alla gola, cenere e residui nelle case, preoccupazione per la diossina nell’aria e per la pioggia che può portarla nel sottosuolo. A poche ore dall’incendio che ha devastato il Cosmari (leggi l’articolo) a Corridonia e a Colbuccaro, dove si è concentrata la prima nube di fumo levata dal rogo, non si respira solo l’odore acre della plastica bruciata ma anche la preoccupazione dei residenti. «Alcuni ragazzi sono venuti a fare colazione intorno alle 2,30 del mattino – raccontano Giacomo e Vilma Sisti titolari della panetteria Mr.Pane di Colbuccaro –  e dopo un po’ hanno iniziato a sentirsi  male avendo dei conati di vomito a causa del cattivo odore che proveniva dall’incendio a circa tre chilometri da qui. Hanno provato ad uscire ma fuori l’aria era ancora più irrespirabile e i conati si sono fatti più forti. Per fortuna non ci sono state conseguenze gravi. Alle 8 stamattina sopra l’impianto si alzava ancora la nube nera e nell’aria si sentiva nitidamente l’odore di plastica bruciata».

Giovanni Mattiacci

Giovanni Mattiacci, proprietario del Bar del Teatro di Corridonia

Inquietante lo scenario che si è visto davanti Giovanni Mattiacci proprietario del bar del Teatro a Pollenza: «Come ogni mattina mi sveglio all’alba per aprire il bar. Quando ho aperto le persiane ho visto sulla valle una fitta coltre di fumo e ho realizzato subito dall’odore che non si trattava di nebbia. Quando alle 6.20 è passata la fonica che avertiva dell’incendio dicendo di tenere finestre e condizionatori chiusi ho realizzato. Diversi clienti mi hanno detto che hanno lasciato le finestre aperte durante la notte e stamattina hanno trovato una sottile coltre di cenere e residui depositata su tutta la casa o negli uffici. Altri ancora anche adesso mi dicono di avvertire uno strano fastidio alla gola sentendo come una sensazione di pesantezza e prurito».

Le apprensioni non si fermano ai sintomi immediati e riguardano più in generale le conseguenze sull’ambiente nel lungo periodo:

Rosario Germani

Rosario Germani

«Le possibili precipitazioni sono il vero problema adesso – dice preoccupato Rosario Germani residente del centro di Corridonia – Basti pensare a tutte le colture e i campi che si estendono nella vallata fino al mare. Con la pioggia la diossina può infiltrarsi nel terreno e nelle falde acquifere e causare danni ingenti sui raccolti e sulla salute di uomini e animali».

Maria Luisa Cesoni

Maria Luisa Cesoni, proprietaria della gioielleria Cesoni

Più preoccupata la moglie, Maria Luisa Cesoni, titolare dell’omonima gioielleria in piazza Corridoni – «Non mi fido, anche se dicono che il pericolo è scampato io rimango nel negozio con le finestre e i climatizzatori chiusi. Per me il rischio ancora c’è e continuerà ad esserci. Sono molto preoccupata. Ora aspettiamo i risultati delle analisi ma a questo punto pretendiamo la verità e non la solita dichiarazione per calmare gli animi. Un plauso va fatto invece al nostro sindaco che è stato l’unico ad adoperarsi prontamente per informare la popolazione». Proprio Nelia Calvigioni commenta:

Nelia Calvigioni_Foto LB

Il sindaco di Corridonia, Nelia Calvigioni ha avertito la cittadinanza con la fonica mobile

«Ho cercato di avvertire la popolazione nel minor tempo possibile . Non è facile quando incidenti come questo accadono in piena notte. Intorno alle 5 sono partite due auto, una comunale e una privata che con il megafono hanno percorso la città e le frazioni. Ho postato le indicazioni su facebook, sia sul mio profilo che su “Città di Corridonia”. Grazie ai vigili del fuoco che con il loro lavoro straordinario hanno impedito che l’incendio si propagasse anche alle balle di rifiuti lavorati depositate vicino ai magazzini, evitando il peggio. Adesso attendiamo i risultati che Arpam, Asur e Forestale stanno effettuando in tutto il territorio comunale su suolo acqua e aria. E’ fondamentale ora accertare le cause reali e scongiurare la paura che il fatto possa essere doloso aprendo scenari inquietanti».

Enea Marinangeli, titolare della tabaccheria di piazza San Pietro

Enea Marinangeli, titolare della tabaccheria di piazza San Pietro

Discordanti le opinioni sull’operato del Comune: «Che senso ha far passare la fonica dopo le 5,30 del mattino –  dice Mattiacci – hanno dormito tutti con le finestre aperte e quello che doveva entrare a quel punto era già entrato». C’è chi invece ha realizzato il fatto solo grazie al megafonaggio:

Otello Marinangeli

Otello Marinangeli, papà di Enea

«Sono stato svegliato in piena notte da  questo forte odore di plastica bruciata – dice Otello Marinangeli, papà di Enea titolare della tabaccheria di piazza San Pietro – non mi sono preoccupato. Ho realizzato solo più tardi quando sono passati con le auto ad avvisare. Ho un orto poco fuori dalla città, verso Villa Fermani, ora laverò l’insalata e i pomodori in maniera più accurata».

Mauro Pellegrini

Mauro Pellegrini

Sono altre le preoccupazioni per Mauro Pellegrini, residente di Pollenza: «Gli interessi nel giro dello smaltimento dei rifiuti sono cospicui. Secondo me nella faccenda c’è qualcosa di poco chiaro e ho il preoccupante sospetto che possa essere un’operazione di carattere mafioso». Spazi pubblici, giardini e rischio per la salute dei più piccoli rappresentano ulteriori motivi di ansia.

Maria Vittoria Antinori

Maria Vittoria Antinori

«Non ho sentito fumo o odori preoccupanti – dice Maria Vittoria Antinori di Corneto, frazione di Macerata – anche se sono preoccupata. Ad esempio dove si sono depositate le tossine nell’aria sugli spazi aperti dove i bambini giocano ogni giorno. Io avevo i vestiti a stendere ma credo che li rilaverò per non correre rischi».

Laura Acciarresi

Laura Acciarresi titolare del negozio di cornici “La Gioconda” di Corridonia

Determinata ad altre azioni Laura Acciarresi, commerciante di Corridonia che domani in occasione della notte bianca aveva organizzato un laboratorio di pittura all’aperto con i bambini. «Ho deciso di non fare più l’evento invitando genitori e bambini a fare una passeggiata magari dove l’aria è più salubre e fresca – dice la titolare della corniceria La Gioconda –  Scopo del laboratorio era realizzare un murales di 10 metri usando esclusivamente colori naturali, nel rispetto della natura e della salute dei piccoli. Non lo faccio più proprio per rispetto nei loro confronti». Ma c’è anche chi si è goduto gli effetti speciali dello spettacolare incendio dal vivo.

Mirko Tasso

Mirko Tasso

«Ero con gli amici a giocare al bliardino  – dice Mirko Tasso di Colbuccaro – quando abbiamo sentito distintamente due esplosioni. Dopo un po’ abbiamo visto salire dal Passo del Bidollo una spessa nube dal forte odore di plastica bruciato e lì abbiamo realizzato che qualcosa non andava. Ci siamo spostati in auto e abbiamo scorto il rogo. Mai vista una cosa del genere».

Jacopo Montecchiari

Jacopo Montecchiari

D’impatto anche la visuale di Jacopo Montecchiari, anche lui giovane di Colbuccaro che racconta: «Ho visto l’incendio dalla superstrada mentre tornavo verso casa e ho sentito l’odore acre entrare in macchina. Anche passando da Passo del Bidollo ho avvertito una puzza irrespirabile».

 

 

 

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