Cosmari, danni per almeno 9 milioni
I sindaci approvano il bilancio

L'ASSEMBLEA - Buona parte del valore degli impianti andati in fumo potrebbe essere risarcita dall'assicurazione ma restano per il breve periodo i maggiori costi per la separazione delle plastiche. Il direttore Giampaoli: "Situazione grave ma in due giorni torniamo alla normalità". Già contattati alcuni impianti del fermano e dell'anconetano, la società vorrebbe riattivare un vecchio impianto di provenienza Smea. Buoni i risultati del 2014, ma per il 2015 pesano le incertezze causate dall'incendio di ieri. Rimandata la bonifica della vecchia discarica di San Severino. I sindaci bacchettano l'Ata e Pettinari per il ritardo del Piano d'Ambito
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Il presidente Graziano Ciurlanti durante l'assemblea

Il presidente Graziano Ciurlanti durante l’assemblea

di Marco Ricci

(Foto di Andrea Petinari)

Visi tesi, stanchezza, incredulità, mentre all’esterno della sala riunioni i Vigili del Fuoco di Macerata terminavano di mettere in sicurezza le aree andate in fumo la notte scorsa, si è svolta oggi pomeriggio l’assemblea dei sindaci del Cosmari. Convocata per l’approvazione del bilancio consntivo 2014 – di fatto l’ultimo bilancio dell’ex consorzio trasformatosi a fine dicembre scorso in srl – la discussione ha ovviamente risentito del devastante incendio che ha distrutto, tra l’altro, il nuovo impianto per le separazioni delle plastiche. Molto emozionata e provata dalla notte di allarme si è mostrata Nelia Calvigioni, il sindaco di Corridonia, sul cui territorio si è riversata la lunga nuvola nera di fumo. “Dietro i rifiuti c’è l’oro per qualcuno – ha detto la Calvigioni augurandosi piena luce su quanto accaduto– e voglio assolutamente che si arrivi alla verità”. Per quanto riguarda le cause dell’incendio non si è appreso nulla di nuovo. Ma se gli inquirenti ipotizzano un corto circuito, il presidente del Cosmari, Graziano Ciurlanti manifesta nuove incertezze, dopo aver spiegato che i vigili del fuoco lasceranno in serata il sito. “Per quanto riguarda le origini – ha detto citando un colloquio con il comandante  – non è ancora chiaro cosa abbia innescato le fiamme e da dove si sia sprigionato il rogo”. Venendo ai danni, una prima stima oscilla tra gli 8 e i 9 milioni di euro, tenendo conto dei costi per l’abbattimento delle aree danneggiate e la loro ricostruzione a nuovo. Numeri ingenti che non tengono conto dei danni prodotti all’attività aziendale e che non dovrebbero essere risarciti dalla compagnia assicurativa, con il Cosmari costretta per un periodo ancora non precisato ma non certo breve, anche per il sequestro dell’area deciso dalla Procura, ad esternalizzare la lavorazione delle plastiche e della carta.

Il direttore Giuseppe Giampaoli durante l'assemblea di questo pomeriggio

Il direttore Giuseppe Giampaoli durante l’assemblea di questo pomeriggio

“Siamo davanti a problemi enormi – ha spiegato il direttore del Cosmari, Giuseppe Giampaoli – ma confidiamo in un paio di giorni di riuscire a tornare ad un servizio normale”. La maggiore criticità riguarda il trattamento del multimateriale secco, mentre per la carta la soluzione sarebbe già stata raggiunta conferendo la raccolta del maceratese a due o tre operatori locali, tra cui la cartiera di Tolentino, a costi paragonabili a quelli del normale esercizio. Per il sacchetto blu le cose sono però diverse. “Ci sono pochi impianti per il trattamento di questi materiali e la spesa da sostenere sarà probabilmente maggiore di quella odierna – ha spiegato Giampaoli – Stiamo provando a rivolgerci a una ditta del Fermano e a una dell’Anconetano. Domani – ha proseguito – partirà un carico di prova verso Osimo”. L’impressione è che di fronte alle 37 tonnellate giornaliere di plastica raccolte, la soluzione non possa bastare. Così l’auspicio del direttore all’entrata in attività di un vecchio impianto di provenienza Smea. Una soluzione che permetterebbe al Cosmari di tornare a operare a pieno regime, risolvendo anche gli eventuali problemi occupazioni dei 25 dipendenti addetti all’impianto andato in fumo. La complicazione di questa soluzione deriva dalla necessità di ottenere per il macchinario in questione tutte le autorizzazioni necessario, oltre all’esigenza di una tettoia sotto cui lavorare. Giampaoli ha così chiesto il sostegno delle autorità amministrative competenti per un eventuale veloce disbrigo delle pratiche.

Il sindaco di San Severino Cesare Martini

Il sindaco di San Severino Cesare Martini

Se il Cosmari si è già attivato per il risarcimento dei danni con la compagnia assicurativa – i periti dell’assicurazione hanno lasciato il sito dopo le sette di sera – in assemblea nessuno si è nascosto, come detto, i più che probabili costi aggiuntivi nel breve termine dovuti ai danni provocati all’incendio, facendo di fatto saltare il piano economico-finanziario almeno per il 2015. Se è ancora prematura ogni valutazione esatta, così come è prematura l’ipotesi di aggravi sulle tariffe, il primo segnale sulle difficoltà imminenti è stato lo slittamento della bonifica della vecchia discarica di San Severino. La proposta di stralcio dei 150mila euro della posta di bilancio corrente è venuto direttamente dal sindaco di San Severino, Cesare Martini, il quale ha responsabilmente preso atto del momento rendendosi conto delle difficoltà che nell’anno in corso il Cosmari andrà ad affrontare.

i sindaci Calvigioni e Pezzanesi in assemblea

I sindaci Martini, Calvigioni e Pezzanesi in assemblea

IL BILANCIO 2014 – Il bilancio consuntivo del 2014, approvato all’unanimità con la sola astensione di Giulio Silenzi, vice sindaco di Civitanova, è stato illustrato dal presidente Graziano Ciurlanti il quale ha introdotto il suo intervento dichiarando di aver trovato una situazione rassicurante, definendo l’anno passato come un importante passaggio per la società. Non solo l’avvio della discarica di Cingoli, l’acquisizione di Smea, il cambio societario, lo spegnimento definitivo della linea di incenerimento, ma anche l’entrata a regime della raccolta differenziata a Macerata, Cingoli, Pollenza e Montecassiano. Oltre a parlare di un quadro di sostanziale sostenibilità economico-finanziaria, Ciurlanti ha sottolineato come il bilancio 2014 risenta fortemente, nel bene e nel male, di tutti questi passaggi. Da un lato l’aumento della produzione e dell’attivo patrimoniale, dall’altro la crescita dell’indebitamento passato da 27,5 ad oltre 36 milioni di euro, in particolare per l’aumento delle esposizioni verso le ditte che hanno portato alla realizzazione della prima tranche di lavori della discarica. Anche il costo del personale, con l’acquisizione di Smea, è salito dai 5.3 milioni di euro del 2013 agli 8 della gestione del 2014, un numero destinato a salire ulteriormente con la futura integrazione di Syntegra, Nel 2014 è in ogni caso raddoppiato il valore aggiunto prodotto dal Cosmari, con la differenza tra ricavi netti e costi esterni attestatasi a poco meno di 10 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 1.7 milioni. Il risultato operativo netto è stato di 27mila euro, con oltre 2.5 milioni andati in ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti e il Roe lordo salito al 3.2%.

I sindaci Gentili e Carancini

I sindaci Gentili e Carancini

“Il 2014 è stato un anno positivo – ha concluso Ciurlanti guardando alle prossime sfide – con alcuni punti di attenzione, tra cui il grosso aumento delle esposizioni verso i fornitori. In questi pochi mesi abbiamo cercato di riequilibrare questo debito con il ricorso a finanziamenti bancari a lungo termine, estinguendo quelli a breve termine. Nel 2015 abbiamo trovato un mutuo per l’impianto fotovoltaico e impostato una serie di gare a stralcio per importi singoli più limitati”. La prima gara per ottenere finanziamenti a lungo termine è stata vinta lunedì scorso dalla Banca della Provincia di Macerata che ha avuto la meglio su Unicredit, offrendo un mutuo decennale di 1.4 milioni di euro al tasso del 3.75%. Ma l’indebitamento a breve termine, cioè entro dodici mesi, resta ancora alto. A dicembre 2014 valeva qualcosa come 8 milioni di euro verso le banche, 13 milioni verso i fornitori e 5.6 milioni verso Syntegra. Per il futuro, se le conseguenze dell’incendio non rimetteranno tutto in discussione, è arrivata al Cosmari una manifestazione di interesse da parte di Iccrea, con l’ipotesi un contratto di finanziamento che potrebbe rimescolare le carte e che conterrebbe anche la liquidità necessaria per la realizzazione del secondo stralcio della discarica di Cingoli e la ristrutturazione della flotta di automezzi.

L'ingresso del Cosmari

L’ingresso del Cosmari

Una stilettata neppure troppo nascosta è arrivata dall’assemblea all’Ata e al presidente della Provincia, Antonio Pettinari da parte del presidente Ciurlanti e da alcuni sindaci presenti.  Il vulnus, la mancata realizzazione del piano d’ambito, quel piano che, oltre a stabilire le tariffe, dovrebbe fornire una visione di insieme per l’operatività futura del Cosmari, condizione preliminare per qualsiasi investimento e visione di lungo periodo. Peccato che siano però gli stessi sindaci che partecipavano oggi all’assemblea del Cosmari a partecipare all’assemblea dell’Ata di cui lamentano le inefficienze. “E’ vero che l’azienda ha ricevuto la concessione di quindici anni – ha detto Ciurlanti – ma il piano è necessario per politiche industriali di lungo termine. Già oggi, ad esempio, dobbiamo pensare a quando, tra sette anni, si renderà necessario un sito alternativo a Cingoli dove abbancare i rifiuti da destinare in discarica.” L’impressione, dunque, è che l’incendio di ieri notte sia giunto proprio nel momento in cui il Cosmari aveva raggiunto una certa completezza industriale e potesse adesso guardare al futuro senza troppe sorprese. Il rogo di ieri ha creato invece nuove incertezza e nuovi problemi da risolvere.

 

 

Vigili del fuoco ancora a lavoro

Vigili del fuoco ancora a lavoro

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