Santucci: “Manutenzione aree verdi,
con un occhio di riguardo agli amici”
MACERATA - La candidata di Città Viva critica 3 determine con cui i lavori sono sono stati affidati a Meridiana
Da Marina Santucci, candidata consigliere alle elezioni comunali del 2015 riceviamo:
All’inizio, probabilmente, del secondo capitolo della “nuova storia” di caranciniana memoria, ho ritenuto stimolante sbirciare nell’albo pretorio del Comune per trovare qualche spunto; nessuna nuova storia, però, ho trovato, ma sempre la solita solfa.
In particolare, tenendo presente che il codice dei contratti pubblici concede l’affidamento diretto di lavori fino ad un limite massimo di 40mila euro (al di sopra del quale è necessaria una gara ad evidenza pubblica), che trovo?
Trovo tre determine di maggio 2015 (n.603, 605 e 586 , tutte adottate tra l’11 ed il 13 maggio) con cui si affidano 62 mila euro di lavori più iva alla solita Meridiana, in affidamento diretto, più altri 10 mila euro di soldi pubblici, sempre iva esclusa, per la “manutenzione della zona di verde B” a un altro giardiniere.
Gli aspetti curiosi sono diversi: una prima determina suddivide il verde di Macerata in tre zone (A, B e C) e, con il requisito di somma urgenza, affida un non meglio definito “taglio dell’erba” per le zone A e C a Meridiana ( quanti sfalci? In che periodo? Non è dato sapere) e la zona B ad un giardiniere di Treia.
Sembrerebbe finita qui, invece una seconde determina affida, sempre a Meridiana , altri 8.070 euro più iva di lavori per il parco di Fontescodella (che, dunque, sembrerebbe non appartenere a nessuna delle zone suddette, già affidate); anche qui si parla genericamente di “manutenzione ordinaria”, non è previsto un programma di interventi e si può solo presumere che gli stessi riguardino il 2015. non finisce qui , perchè una terza determina ci informa che a Macerata non solo esistono le zone di verde A B e C più il Fontescodella – che per quantità e qualità, sulla carta, di interventi dedicati, dovrebbe essere un gioiello ed invece è sempre al limite del degrado – (fatto tuttavia sempre salvo, in più, l’affidamento a Risorse Cooperative di altri fondi per gestire il centro di educazione ambientale e la messa a disposizione, gratuita, della sede alla stessa cooperativa che lì opera per attività commerciali), ma c’è la necessità di affidare a Meridiana ulteriori 30mila euro e 600 euro ( sempre iva esclusa) per la manutenzione ordinaria di non meglio specificate aree a “maggior utenza” sparse per la città. Anche in questo terzo caso nessuna traccia di una programmazione degli interventi.
In definitiva: circa 72 mila euro più iva di lavori affidati direttamente, con tre atti distinti ( e probabilmente eludendo il codice dei contratti che vieta fittizie dilazioni e spartizioni dello stesso appalto di lavori o forniture per non superare la soglia dei 40 mila euro oltre la quale è obbligatoria una procedura ad evidenza pubblica, quindi perlomeno una comparazione dei servizi e dei prezzi ), con opacità (non è dato sapere quali siano le “zone” di verde in cui è organizzata Macerata, ma scopriamo che oltre a quelle, ossia la A, la B e la C occorrono soldi in più per Fontescodella e altri soldi per altre aree, non specificate, ma chiamate “a maggior utenza”), con tre determine che sono state fatte adottare subito prima delle elezioni, a “scanso di equivoci”.
Sarebbe auspicabile qualche controllo in più ( magari dell’autorità dei contratti o della Procura o della Corte dei Conti). Appare abbastanza facile capire quale possa essere uno dei pilastri del consenso che, nonostante tutto, questa amministrazione ha avuto e continuerà ad avere, ossia la gestione, più che della cosa pubblica, delle risorse pubbliche con un occhio di riguardo agli amici.

Santucci, purtroppo piove sempre sul bagnato. C’è un intreccio inestricabile tra alcune cooperative sociali e politica locale, non solo a Macerata, ma anche in provincia. Non cerchi di capire, da anni tutto ciò è praticato alla luce del sole e nessuno interviene più, nonostante in passato si siano registrati episodi vergognosi per talune cooperative che come si dice hanno i loro protettori a cui non si può dire di no.
Sostengo che le cooperative di servizio nei comuni vanno chiuse tutte, senza se e senza ma. Il Comune deve tornare a gestire direttamente queste attività. Se poi guardiamo alla pulizia in generale …… da chiudere immediatamente.
Bravissima Marina! E’ importante che QUESTE cose vengano portate alla luce!!!
Nicola Lalla – Segretario Generale Prov.le COISP Macerata
La democristianità al potere!
Ma hanno determinato proprio sotto campagna elettorale???
Ma guarda che -curiosa- coincidenza…
Voto di scambio???
non c’è la volontà di sradicare la poitica del ‘clientelismo’, nonostante sia risaputo, si continuano a votare le stesse persone………
bene! vada in procura!!!
Le cooperative sono sempre state tante a Macerata e la “Terra di Mezzo” non l’hanno inventata i romani, ma i Maceratesi. Si tratta di una terra che i nostri antenati chiamavano “terra de mese o de meso”. Una sorta di “Meso-potamia” che solo pochi potevano frequentare; era fertilissima e si potevano raccogliere 10 “cullei” di vino per ogni “iugero” per non parlare dei grandi raccolti di grano del tipo “alica”. Con quel grano gli antichi Piceni di casa nostra facevano il miglior pane di tutto l’Impero. Chi conquistava quello spazio vinceva sempre le elezioni e si garantiva un potere assoluto sulla città, ma il segreto era fare le cooperative giuste.
BRAVISSIMA MARINA SANTUCCI !!!!
ATTENDIAMO LA REPLICA PUNTUALE DI CHI HA FATTO QUESTE DELIBERE…..
SPERIAMO DI NON ATTENDERE TROPPO
Qualcuno che controlla? Certo, sicuramente controlla chi sa che le cose DEVONO andare a questo modo!!