Concedono terreni per campi fotovoltaici,
rischiano di finire sul lastrico
IL CASO - Un incubo per i proprietari di aree agricole ai quali l'Agenzia delle entrate ha chiesto il pagamento di cifre enormi per le tasse. Ad alcune famiglie è stata sequestrata la casa. Una sentenza della Commissione tributaria ha condannato l'ente: "Richieste illegittime"
Vendono i diritti di superficie dei loro terreni e si trovano la casa e gli appartamenti sequestrati dopo che l’Agenzia delle entrate che chiede loro cifre enormi per le tasse, equiparando lotti agricoli ad aree fabbricabili. Ma quelle tassazioni non sarebbero legittime e la Commissione tributaria provinciale, che ha esaminato il ricorso di uno dei proprietari, ha dato torto all’Agenzia delle entrate, condannando l’ente a risarcire le spese legali.
Campi fotovoltaici che rischiavano di costare carissimi ai proprietari di terreni che avevano venduto per 20-25 anni i diritti di superficie alle aziende che poi vi hanno impiantato i pannelli solari. Infatti, dopo aver regolarmente fatto l’atto di cessione davanti al notaio e aver ottenuto il pagamento per i diritti di superficie, circa un anno fa i proprietari dei terreni (in provincia sarebbero 2-300 persone) sono finiti nel mirino dell’Agenzia delle entrate che ha affidato accertamenti alla guardia di finanza ritenendo che su quelle vendite ci fossero da pagare altre tasse.
«L’Agenzia delle entrate sostiene che gli importi sono soggetti a Irpef, come se fossero aree fabbricabili – spiega l’avvocato Sandro Giustozzi, legale di 6-7 proprietari di terreni che si trovano in vari comuni della provincia –. Questo ha comportato la richiesta di cifre enorme a chi aveva ceduto i terreni. L’Agenzia delle entrate ha messo famiglie sul lastrico, con richieste di pagare il 100% di quello che avevano ottenuto dalla vendita del terreno. Ad alcune persone è stata sequestrata la casa dove vive, ad altri sono stati sequestrati appartamenti. Questo nonostante la Cassazione lo scorso anno si fosse già espressa a favore delle posizioni dei proprietari dei terreni». L’avvocato Giustozzi ha fatto ricorso alla Commissione tributaria provinciale per un cassaintegrato di Castelraimondo che aveva venduto i diritti di superficie di un terreno per 50mila euro e si è visto chiedere il pagamento di 48.877 euro più le spese e gli interessi. La Commissione ha dato ragione al proprietario e ha condannato l’Agenzia delle entrate anche al risarcimento delle spese, annullando gli avvisi di accertamento. «Quando gli ho detto che la sentenza gli aveva dato ragione ha pianto, perché era disperato dopo la richiesta di pagamento – dice l’avvocato Giustozzi –. Invito l’Agenzia delle entrate a prendere atto della sentenza e della pronuncia della Cassazione e a lasciare in pace queste persone che non hanno evaso un centesimo di tasse».


Una faida interna per il controllo di Equitalia. Commissario che facciamo? Niente, restiamo a guardare e poi li arrestiamo tutti quanti!
Io penso: ogni volta che i cittadini si decidano ad eliminare il carrozzone pubblico parassitario è sempre troppo tardi. E’ l’unico modo per eliminare tutte le tasse insensate, delle quali siamo pieni. La prima occasione è il prossimo 31 maggio; andare tutti a votare per le regionali e scrivere sulla scheda: “no a governi regionali, grazie.” Ma dove sta scritto che bisogna lavorare e fare sacrifici enormi per mantenere un simile esercito di mangiapane a tradimento.