Morte di Diego Luchetti,
“Non ci sono prove di chi l’ha ucciso”
LORO PICENO - Il legale di Carlo Malatini sostiene che le circostanze sulla morte del 18enne restano da chiarire
Morte al rave party, questa mattina doveva celebrarsi l’udienza preliminare, ma è slittata perché sarà chiamata in causa l’assicurazione. Imputato, per omicidio colposo, è il 21enne Carlo Malatini, di Montelupone. Il difensore sostiene che non esiste prova che sia stato lui a uccidere il 18enne Diego Luchetti, di Loro Piceno, nelle prime ore dell’8 settembre del 2013 (leggi l’articolo). Malatini, quel giorno, si trovava in auto, una Opel Corsa, con a bordo quattro suoi amici. Giunto alla ex cava di Serripola, a San Severino, dove c’era un rave party, Malatini aveva parcheggiato la sua auto. Nel farlo però, dice l’accusa, aveva schiacciato Luchetti che si trovava coricato sul prato. Ad aggravare la posizione di Malatini il fatto che, sempre secondo l’accusa, si trovava alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti. Il giovane avrebbe assunto della ketamina. Il legale di Malatini, l’avvocato Paolo Maggini, sostiene che “non sono stati fatti accertamenti sulla compatibilità delle striature di pneumatici trovati sul corpo di Luchetti e su quelle montate dall’auto del mio assistito. Inoltre non è provato che sia stata l’auto del mio cliente a investire il 18enne”. Ieri l’udienza è stata rinviata al 18 marzo per consentire la chiamata in causa dell’assicurazione. Al processo sono parte civile i familiari di Luchetti, che sono assistiti dagli avvocati Luca Pascucci e Andrea Celi.
(Gian. Gin.)








