«Discarica, Macerata è il capoluogo
e negli anni si è sottratta
solo per interessi di bottega»
RIFIUTI - Mario Morgoni, ex deputato dem, al contrattacco del vicepresidente della Provincia Luca Buldorini: «Il Pd chiedeva il rispetto della graduatoria stilata dalla Politecnica. Che è modificabile sì, ma con trasparenza e condivisione»

Mario Morgoni
«Il Pd chiedeva il rispetto della graduatoria stilata dalla Politecnica delle Marche sulla base delle indicazioni fornite dall’assemblea dei sindaci». L’ex parlamentare Mario Morgoni al contrattacco dopo che il vicepresidente della Provincia Luca Buldorini è tornato a rimarcare come la graduatoria dei siti potenzialmente idonei ad ospitare la discarica avrebbe portato la stessa a Macerata. Sostenendo quindi la tesi secondo la quale i dem volessero portare l’impianto proprio nel capoluogo.
«È evidente che la graduatoria potesse subire modifiche come accaduto in passato nell’individuazione di Fosso Mabiglia di Cingoli, ma, come allora, eventuali modifiche dovevano essere apportate attraverso un confronto trasparente e leale che, sulla base di elementi oggettivi, portasse ad una sintesi condivisa – dice l’ex deputato Pd – invece, poiché la graduatoria non era gradita alla destra, essa è stata stravolta in modo unilaterale e padronale per pura finalità di convenienza politico elettorale. Non solo, nello stravolgere la graduatoria sono stati collocati ai primi posti piccoli Comuni politicamente avversi. Un’operazione moralmente riprovevole. Per quanto riguarda la legittimità degli atti mi limito a dire che la mozione che ha stravolto la graduatoria non era all’ordine del giorno ed è stata fatta votare dopo una frettolosa presentazione senza neanche averla distribuita ai sindaci ai quali è stata negata anche la possibilità di leggerla. Detto questo, Macerata è il Comune capoluogo della provincia e questo gli assegna non un privilegio ma una responsabilità in più alla quale in questi anni si è penosamente sottratto privilegiando in modo indecoroso ed esclusivo i propri interessi di bottega».
Per quanto riguarda il termovalorizzatore, secondo Morgoni, «più che un toccasana è una evidente scorciatoia propagandistica per eludere i problemi. La Regione guidata dalla destra ha impiegato sei anni per adeguare il piano dei rifiuti e brancola nel buio per quanto riguarda l’individuazione del sito dell’impianto. Se i metodi di individuazione del sito saranno gli stessi adottati in provincia di Macerata si può essere certi che il termovalorizzatore non vedrà mai la luce».
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