La Croce Rossa salva i sette afghani
da un’altra notte al freddo
tra l’indifferenza della Civitas Mariae

MACERATA - Accampati in piazza della Libertà per più di due giorni, sono stati portati nella sede di Appignano della organizzazione umanitaria. La presidente del comitato locale: "Arrabbiata perchè nessuno ci ha informato della situazione, l'abbiamo saputo leggendo Cronache Maceratesi"
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I ragazzi afghani salgono sul furgoncino della Croce Rossa che li porterà ad Appignano dove trascorreranno la notte

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La presidente del comitato di Macerata della Croce Rossa, Rosaria Del Balzo Ruiti, saluta i sette richiedenti asilo che stanno partendo verso Appignano

di Gianluca Ginella

(Foto di Guido Picchio)

Da due notti dormivano al freddo, rannicchiati sulle panchine di piazza della Libertà, nel cuore della città di Maria, dove si affacciano tante finestre – ad esempio quelle del Comune –, e tanti sguardi. Ma quei sette afghani richiedenti asilo, accampati da mercoledì pomeriggio di fianco all’ingresso della questura di Macerata (leggi l’articolo), non li ha notati nessuno. E se li hanno notati, chi doveva vederli non li ha visti. Non ha visto la loro storia, non il freddo che provavano, non la stanchezza, non il loro bisogno di avere aiuto. E sono rimasti lì, in attesa di essere accolti. E anche questa notte pensavano di passarla al freddo, a dormire sulle panchine, dopo che la Caritas gli aveva servito un paio di teglie di pasta al sugo che hanno consumato seduti sotto le logge, ad un tavolino del bar Mercurio. Ma stanotte non la trascorreranno al freddo. Perché quando i responsabili della Croce Rossa hanno saputo che la situazione dei sette afghani da ieri era immutata e si prospettava per loro un’altra notte all’addiaccio, hanno deciso di intervenire. E così, poco dopo le 21, i volontari dell’associazione umanitaria e la presidente del comitato locale Macerata della Croce Rossa, Rosaria Del Balzo Ruiti, insieme ad una interprete, sono intervenuti e hanno organizzato la macchina dei soccorsi. Hanno trovato un luogo, la sede che hanno ad Appignano, per dare loro un letto. “Sono arrabbiata – dice Del Balzo Ruiti dopo aver incontrato i ragazzi –, perché siamo la più grande associazione umanitaria mondiale e la situazione doveva venirci segnalata immediatamente, invece nessuno ci ha detto nulla e l’abbiamo letta su Cronache Maceratesi”.

I volontari della Croce Rossa insieme ai richiedenti asilo

I volontari della Croce Rossa insieme ai richiedenti asilo

Nel giro di pochi minuti, oltre ad un posto dove farli dormire, la Croce Rossa ha risolto anche un problema dell’impianto di riscaldamento nelle stanze della loro sede, dove sono state portate delle stufe. E il comune di Appignano ha messo a disposizione le docce di una mensa. Oltre a questo, gli organizzatori di Leguminaria hanno messo a disposizione delle zuppe per i sette afghani, nel caso avessero fame. Organizzato per farli pernottare, in piazza è arrivato un pulmino della Croce Rossa dove i sette ragazzi afghani sono saliti, battendosi la mano sul cuore per dire grazie ai volontari che li hanno aiutati. Domani alle 15 dovranno tornare in questura per essere identificati e per sperare che vengano rilasciati i fogli necessari dalla prefettura perché possano trovare un alloggio definitivo, almeno fin quando rimarranno a Macerata, in qualche associazione umanitaria (a cui verranno versati 40 euro al giorno per prendersi carico di ogni richiedente asilo). I sette afghani, fuggiti dal loro Paese per la paura delle bombe e dei cecchini talebani, sono arrivati in Italia da sei giorni. Alcuni dopo aver fatto un viaggio, a piedi e con passaggi in auto, durato un anno intero.

afghani croce rossa1Da Milano, hanno spiegato, sono saliti in treno e hanno continuato il viaggio sino a Macerata. Così, senza conoscere dove sarebbero arrivati, sino alla fine del tragitto del treno. Poi sono scesi e hanno cercato la prefettura per farsi regolarizzare e l’umanità di qualcuno. L’hanno trovata dalla Croce Rossa. E gratuita. Perché avere in cuore il pensiero di aver aiutato qualcuno, questo sì è qualcosa che paga davvero.

 

 

 

 

 

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