Centro storico, le associazioni: “Cambiare ora si può”
MACERATA - Dopo le reazioni all'ultimo Consiglio comunale aperto, il Coordinamento precisa gli obiettivi del proprio lavoro
Il dibattito sul Centro Storico di Macerata non si esaurisce come prevedibile dopo il Consiglio aperto di martedì scorso (leggi l’articolo). Dopo l’intervento del Movimento 5 Stelle (leggi l’articolo) ecco la voce del Coordinamento delle associazioni per il centro storico:
“Fa una certa rabbia leggere le reazioni rispetto all’ultimo Consiglio Comunale aperto sul centro storico. Rabbia perché sembra che non siamo riusciti a comunicare che qualcosa è veramente cambiato rispetto alle pratiche di un passato in cui la politica ha agito in modo autoreferenziale, senza un progetto di città, spinta unicamente dagli interessi più o meno confessabili dei diversi gruppi di pressione. Rabbia quando ascoltiamo l’autocommiserazione di chi vede una città morta o la svogliata sufficienza di chi non riesce a fare proprio il grido di dolore che viene da un tessuto sociale smarrito e terribilmente stanco. Eppure c’è una grande novità, che solamente qualche sensibilità più acuta tra i politici e i commentatori è riuscita a cogliere: fino ad ora il timoniere non è stato disturbato da nessuno, criticarlo è stata una prassi consueta quanto sterile, aspettare che dalle sue manovre potessero cadere briciole a proprio vantaggio un costume che si è rivelato pessimo e in definitiva dannoso nei risultati.
Ora si è rivelata una cittadinanza attiva che vuole reagire all’inerzia della politica con un percorso costruttivo, fatto di confronto tra posizioni, conoscenze, esperienze diverse, con l’obiettivo di partecipare in modo trasparente ai processi decisionali e controllarne gli sviluppi e gli esiti.
Noi vediamo una città in grandissima difficoltà, il cui male peggiore non è nell’impossibilità di costruire qualche opera pubblica, quanto piuttosto di ri-costruire una identità che in un periodo di crisi globale consenta di distinguerla e renderla di nuovo centro di attrazione per chi viene da fuori e fonte di servizi e ricchezza (non solo economica) per chi ci vive.
Macerata è sempre stata una città di terziario, è questa la sua anima e sulla valorizzazione e riqualificazione di questo settore deve puntare prima di tutto. E il centro storico deve essere il fulcro e il punto di partenza di questa riappropriazione di identità, proprio perché non ci sono nelle vicinanze luoghi altrettanto pieni di risorse ambientali, culturali, commerciali di qualità.
La presunta difficoltà di accesso al centro storico (qualcuno ha mai pensato di calcolare il tempo necessario per andare da Macerata al Corridomnia, e confrontarlo con quello necessario ad arrivare in Piazza?) non può essere la foglia di fico per nascondere l’incapacità di rendere veramente attraente e utile la nostra città rimandando l’adozione di scelte decisive. Riportare la residenza in centro per renderlo vissuto ogni giorno e quindi più sicuro e accogliente, rendere organica e ben comunicata la proposta di eventi culturali e ricreativi, riqualificare gli spazi urbani con una manutenzione quotidiana di cui gli stessi residenti diventino protagonisti, creare le condizioni per affiancare a un’offerta commerciale di elite una rete di negozi che sappiano rivolgersi alla clientela in modo più largo e diversificato, creare uno spazio democraticamente aperto in cui per i pedoni sia piacevole passeggiare e sostare.
Sono questi gli obiettivi del lavoro che ci vedono impegnati da molto tempo; persone che in nome dell’interesse per il bene della propria città sono disposte a rinunciare a una parte delle proprie aspettative, per un obiettivo comune. Può essere vero, come dice qualche commerciante, che qualcuno di noi non trae il proprio sostentamento dal centro storico, ma questo non ci impedisce di guardare con passione al futuro della nostra città, dedicandovi tempo e impegno.
I tempi stanno cambiando; nel segno di questa consapevolezza rinnoviamo la richiesta di partecipazione e sostegno da parte della cittadinanza e di un confronto costruttivo con chi è preposto all’adozione delle scelte per la nostra città.”
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Parlare di Ri-costruire l’identità o di ri-appropriazione dell’identità in riferimento al Centro Storico di Macerata è un bel concetto ma che, in sostanza, non significa nulla. Semmai il problema è come fare a trasformare in un valore realmente spendibile sul territorio nazionale, o almeno regionale, il patrimonio “identitario” del nostro centro storico.
Se la cosiddetta identità non vuole essere semplice campanilismo, bisogna saperla valorizzare e renderla attrattiva per un più ampio mercato turistico-culturale, commerciale, residenziale e dei servizi.
Allora è sbagliato dire che un’opera pubblica in più o in meno non fa alcuna differenza. E’ con questo ragionamento che non abbiamo mai avuto opere infrastrutturali importanti per la valorizzazione e la fruizione agevole del Centro storico.
Dovrebbe essere altrettanto chiaro che quello di Macerata non è un “bene posizionale unico” nel vasto panorama storico-monumentale-ambientale italiano, dunque, per affermare il proprio valore deve essere complessivamente più competitivo.