Anche padre Nicolàs Bobadilla
e’ sepolto a Recanati

E' il fondatore con Ignazio de Loyola della compagnia di Gesù. Ce n’è abbastanza per convincere papa Francesco a fare una visita nella città di Leopardi dove è sepolto anche Gregorio XII, ultimo papa dimissionario prima di Benedetto XVI
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Donatella Donati

 

di Donatella Donati

Non è improbabile che papa Francesco un giorno o l’altro decida, come i suoi più recenti predecessori, di fare una visita a Loreto. Allora chi gli preparerà il percorso dovrà dirgli che nella vicina Recanati potrà visitare, oltre il sepolcro di Gregorio XII nella cattedrale di San Flaviano,  anche quello, nella chiesa di San Vito, all’altro capo della città,  di padre Nicolàs Bobadilla, fondatore con Ignazio de Loyola della compagnia di Gesù alla quale lui stesso appartiene. Come sia finito anche Bobadilla nella Marca d’Ancona, dopo l’incontro a Parigi con Ignazio e la promessa al papa di evangelizzare i popoli nuovi dell’America meridionale, ce lo dice il suo rifiuto di obbedienza ai principi sanciti dalla pace di Augusta che metteva nelle  mani dei regnanti il potere di stabilire la religione del loro territorio ( cuius regio eius religio).

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Padre Nicolàs Bobadilla

Costretto a rifugiarsi in Italia, scelse Recanati per la presenza di un piccolo gruppo di Gesuiti fatti venire dai Leopardi e sistemati nella chiesa di San Vito. Avevano subito aperto un collegio sempre più frequentato nel quale si applicava quel metodo di studio che è restato nei secoli il metodo per l’apprendimento del latino e della filosofia. Bobadilla era laureato in filosofia,  come papa Francesco, essendo gli studi umanistici scientificamente organizzati la base della cultura gesuitica. La chiesa di San Vito con la sua facciata in cotto bicolore rifatta dopo un terremoto dal Vanvitelli, ha molti ricordi legati alla famiglia Leopardi. Monaldo e Adelaide Antici, ventidue e ventuno anni, si innamorarono lì dentro solo guardandosi durante una messa festiva e si sposarono poco dopo nonostante  l’opposizione dei Leopardi che  avevano un giustificato rancore contro gli Antici ai quali erano state assegnate in enfiteusi le terre confiscate ai gesuiti dopo la soppressione dell’ordine. Giacomo bambino nell’oratorio della chiesa compose le sue orazioni religiose, le uniche a quanto si sa, nonostante i gesuiti di Napoli ancora oggi siano convinti della sua conversione negli ultimi tempi della sua vita.

Ce n’è abbastanza per convincere papa Francesco a fare una visita a Recanati.

Papa Francesco si affaccia dal balcone (foto di Guido Picchio)

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