Un cardinale “cingolano” in Conclave
nel segno dell’ultimo Papa maceratese

TRA STORIA E ATTUALITA' - Il grande legame di Angelo Comastri con la provincia di Macerata e il ricordo di Pio VIII. Le tabelle dello scrutinio del Conclave che elesse il marchigiano Pio IX conservate nella biblioteca comunale di Macerata
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Il conferimento della cittadinanza onoraria di Cingoli al cardinale Angelo Comastri nell'anniversario della nascita di Pio VIII, ultimo Papa maceratese (clicca sull'immagine per guradare il video)

Il conferimento della cittadinanza onoraria di Cingoli al cardinale Angelo Comastri nell’anniversario della nascita di Pio VIII, ultimo Papa maceratese (clicca sull’immagine per guradare il video)

 

di Maurizio Verdenelli

Da martedì il Conclave decide il successore di Benedetto XVI che -ora lo sappiamo- ha voluto concludere il ministero pietrino nel suo ultimo viaggio apostolico, nelle Marche, a Loreto il 4 ottobre scorso celebrando il primo viaggio di un papa, Giovanni XXIII, fuori dalle mura del Vaticano (leggi l’articolo). Le ‘sacre manovre’ alla vigilia indicano due grandi schieramenti -europeo ed americano- tra i 115 cardinali chiamati ad eleggere il successore di Joseph Ratzinger. Tuttavia ci fu un tempo in cui l’elezione del Pontefice era quasi un fatto ‘interno’ alle Marche. Non è certo un caso che prima di Benedetto XVI, l’ultimo papa dimissionario, nel 1415, Gregorio XII, al secolo Angelo Correr fosse governatore della Marca di Ancona. E in tale ruolo tornò e visse sino alla morte tanto che la sua sepoltura (riesumata negli anni 60) è nella cattedrale di Recanati (leggi l’articolo). Nelle Marche dunque si formavano i Pontefici di Roma. Quando, ad esempio, il 16 giugno 1846 venne eletto Pio IX di Senigallia (le Tabelle delle Scrutinio sono conservate nella Biblioteca Mozzi-Borgetti di Macerata, scomparsa invece in Vaticano la relazione ufficiale del Conclave) colui che passò alla storia come il Papa dell’Immacolata, del Sillabo e dell’Infallibilità Pontificia, succedeva nell’ordine a due marchigiani: Leone XII di Genga di Fabriano (1823-1829) e Pio VIII di Cingoli (1829-1830) e al bellunese Gregorio XVI (1831-1846) che aveva …interrotto l’influenza dei porporati marchigiani nei vari Conclavi dell’epoca.

Pio VIII, Francesco Saverio Castiglioni (Cingoli, 20 novembre 1761 – Roma, 1º dicembre 1830), è stato il 253º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 31 marzo 1829 alla morte

Pio VIII, Francesco Saverio Castiglioni (Cingoli, 20 novembre 1761 – Roma, 1º dicembre 1830), è stato il 253º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 31 marzo 1829 alla morte

Tuttavia ci sarà anche stavolta ed in pole position per diventare papa, un cardinale marchigiano, più precisamente un cittadino (ad honorem) di Cingoli. “Con la mia vita fedele al Vangelo spero di far onore alla Vostra Cittadina” scrisse il card. Angelo Comastri il 20 novembre 2011 sull’albo d’onore a conclusione della cerimonia (leggi l’articolo), nell’aula consiliare, con cui gli veniva conferita la cittadinanza onoraria del Comune nel cui gonfalone spiccava, prima della ‘cassazione’ napoleonica, l’immagine della Madonna -sostituita con due capretti. L’ex delegato pontificio di Loreto -presente anch’egli nell’ultimo viaggio di Benedetto XVI- si disse “affascinato dalle Marche”. Una cerimonia che nasceva da un anniversario evocativo nel nome di un altro pontefice marchigiano nato a Cingoli 250 anni prima (il 20 novembre 1761) nella nobile casata dei marchesi Castiglioni: Pio VIII. Una settimana prima, a Roma, Comastri, che riuniva in sé le cariche di Vicario Generale dello Stato di Città del Vaticano e di Presidente della Fabbrica di San Pietro, aveva ricevuto una delegazione di Alpini di Recanati e Castelfidardo. Le ‘penne nere’ gli aveva consegnato la tessera di ‘Socio amico’ mentre il Coro Sibilla di Macerata si era bene illustrato nel corso della cerimonia. Inoltre all’inizio di quell’anno, il cardinale era stato accolto festosamente dai fedeli maceratesi e dal vescovo Claudio Giuliodori (a lui tradizionalmente vicino) in cattedrale dove aveva presentato il volume su “Le Cattedrali”.

A Loreto, Comastri ha lasciato poi un segno indelebile. Chi non ricorda, il 30 giugno 2001, il viaggio di Mikhail Gorbaciov per presentare nelle Marche insieme con Rita Levi Montalcini la Carta della Terra? Viaggio iniziato proprio all’ombra del Santuario Mariano, ricevuto, l’ex Presidente dell’URSS, dalll’allora Delegato pontificio con il predecessore mons. Loris Capovilla, segretario di Giovanni XXIII, in ‘diretta’ telefonica celebrando insieme con il protagonista della Perestrojka, l’inveramento della politica di riavvicinamento dei due Blocchi che era stata di Angelo Roncalli anche come Patriarca di Venezia. Già, il capoluogo del Veneto altra ‘gran fabrica’ sull’Adriatico dopo Ancona e Loreto, di ‘Successori di Pietro’.
Personalmente ricordo il cardinale ‘cingolano’ in un bellissimo incontro in cui mi rivelò il rapporto di devozione che legava alla Madonna di Loreto, suor Maria Laura Mainetti (per lei avviato il processo di beatificazione) trucidata in Val Chiavenna il 7 giugno 2000 da un gruppo di ragazzine che l’avevano attirata in quell’agguato mortale per un rito criminale e satanico. La suora fu uccisa a coltellate mentre lei pregava per la loro salvezza. “Pure quest’anno, suor Maria Laura -mi disse alloa Comastri, profondamente commosso- aveva ‘fissato’ la sua ‘camera’ per l’intero mese di luglio all’ombra del santuario. Lo faceva sempre con largo anticipo”.

Pio IX,Giovanni Maria Mastai Ferretti (Senigallia, 13 maggio 1792 – Roma, 7 febbraio 1878), terziario francescano, è stato il 255º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica e 163º ed ultimo sovrano dello Stato Pontificio (1846-1870). Il suo pontificato, di 31 anni, 7 mesi e 23 giorni, rimane il più lungo della storia della Chiesa cattolica dopo quello di san Pietro. È stato proclamato beato nel 2000.

Papa Pio IX,Giovanni Maria Mastai Ferretti (Senigallia, 13 maggio 1792 – Roma, 7 febbraio 1878), terziario francescano, è stato il 255º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica e 163º ed ultimo sovrano dello Stato Pontificio (1846-1870). Il suo pontificato, di 31 anni, 7 mesi e 23 giorni, rimane il più lungo della storia della Chiesa cattolica dopo quello di san Pietro. È stato proclamato beato nel 2000.

Ed ora ritorniamo al Conclave facendo un po’ di storia fino a quel giugno del 1846 quando fu eletto Mastai Ferretti che ebbe all’interno di una famiglia numerosissima per tradizione (il trisavolo ebbe 19 figli) anche una sorella sposata e poi suora a Macerata ed un fratello arrestato in questa stessa città, internato per poche ore nel carcere ‘papalino’ in piazza della Repubblica. Il conte Mastai Ferretti, travolto nella ‘maceratese’ Fabriano dai moti del ’48 e dall’ondata di odio che aveva investito il fratello che aveva ritirato la Costituzione appena promulgata, aveva abbandonato in fretta in furia la cittadina travestendosi da servo -così come il papa, con gli abiti di un semplice prete, aveva lasciato Roma per Gaeta. Ma nei pressi  di Macerata venne riconosciuto ed incarcerato. Si salvò con l’intercessione dei nobili locali e, condotto a La Pieve riprese la strada per Roma. Per la sorella di Pio IX, sposa a Macerata a palazzo Galeotti, ci furono gli ‘evviva!’ dei liberali alla promulgazione della Costituzione sotto le finestre del palazzo, in ‘piazza San Giovanni’. Ma dopo anche per lei vennero… dolori: la contessa Mastai Ferretti, deceduto l’anziano marito, si ritirò poi in convento, nelle vicine ‘Monachette’.
E concludiamo con i momenti della votazione che proclamarono papa il cardinale senigalliese, dal Duemila anche agli onori dell’altare.
E’  il 15 giugno 1846, a Palazzo del Quirinale: l’inizio del Conclave..  
Si procede alla prima votazione: il cardinale Lambruschini, genovese, è in testa con 15 voti, segue Mastai con 13. Nel pomeriggio, la seconda votazione: Lambruschini (di Genova) ottiene 13 voti, Mastai 17. Terza votazione, la mattina del 16 giugno: Mastai raggiunge i 27 voti, Lambruschini scende ad 11. Si nota pure il cardinale Falconieri che ottiene 6 voti, mentre il cardinale De Angelis, arcivescovo di Fermo, ne ha 5.
Quarta votazione: pomeriggio del 16 giugno 1846. Al cardinal Mastai vanno 36 voti; a Lambruschini 10; De Angelis ne ottiene 6; Falconieri 4. Mastai è il primo, ha raggiunto il quorum, è eletto papa e prende in nome di Pio IX. I votanti sono stati 50 su 62.
Pio IX inizia così il suo pontificato che sarà il più lungo della storia: dal 16 giugno 1846 al 7 febbraio 1878: 31 anni, 8 mesi e 22 giorni. Sarà anche il papato più “tormentato” e segnerà la fine del papa-re e la caduta dello Stato Pontificio.
Ancora in tema del ‘potere marchigiano’ che fu all’ombra del Vaticano, da annotare che tra primi quattro classificati (Mastai, Lambruschini, De Angelis, Falconieri), Mastai e De Angelis erano marchigiani. Oltre a loro, tanti altri cardinali marchigiani o nati nelle Marche o marchigiani di adozione perché vescovi di sedi in questa regione. Nati nelle Marche erano Polidori, nato a Jesi nel 1778; Castracane degli Anterminelli nato nel 1779 a Urbino; Pianetti, nato a Jesi nel 1780; Ciacchi, nato a Pesaro nel 1788; Cadolini, nato in Ancona nel 1775: Ugolini, nato a Macerata nel 1783; Mattei, nato a Pesaro nel 1792; Bernetti (già segretario di Stato), nato a Fermo nel 1779; Ferretti, nato in Ancona nel 1775. Marchigiani naturalizzati: Soglia vescovo di Osimo, Corsi di Jesi, Cagiano de Azevedo di Senigallia.
Ben 62 cardinali del Sacro Collegio, 14 erano dunque marchigiani o di nascita o di “adozione”. Altri tempi, altre epoche quando le Marche erano centrali e da queste parti passava la Storia e i Conclavi erano spesso ‘questione nostra’.



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