“Papa Francesco sarà un ponte tra l’Italia e l’Argentina”
Monica Monterotti, giovane maceratese che vive a Buenos Aires, racconta come ha vissuto l'elezione del nuovo pontefice
di Alessandro Feliziani
Nonostante i legami di parentela, anche lontana, che uniscono da oltre un secolo milioni di cittadini italiani ed argentini, mai come in questo momento i due Paesi si sentono vicini. L’elezione di Papa Francesco, argentino d’origine piemontese, ha subito suscitato entusiasmi in Italia, ma ancora più in Argentina dove Jorge Mario Bergoglio, gesuita, fino a ieri cardinale arcivescovo di Buenos Aires è molto amato dai suoi conterranei.
Abbiamo chiesto ad una giovane maceratese, Monica Monterotti di Sarnano, che da alcuni anni, dopo la laurea conseguita all’Università di Macerata, vive nella capitale argentina, di testimoniarci il clima che si sta vivendo in queste ore nel Paese del nuovo Papa, in America Latina e nella comunità italo-argentina.
Ecco ciò che la nostra occasionale “corrispondente” ci ha scritto ieri sera, quando in Italia era già notte, ma in Argentina le chiese erano ancora affollate di fedeli in preghiera e le strade continuavano ad essere invase di9 gente che festeggiava:
“Dopo piazza S. Pietro, Buenos Aires. Dalla caput mundi e cuore della cristianità al ‘fin del mundo’. La gioia che si diffonde per le strade della capitale argentina è tangibile, lo si nota tanto nel centro della city, come nei quartieri più poveri e disagiati, propagandosi dai fasti della cattedrale metropolitana alle chiese umili e precarie delle varie villas che circondano la capitale, unite dal grido ‘Francisco primero, te quiere el mundo entero’. La notizia arriva inaspettata e va oltre l’entusiasmo del ben noto ‘orgoglio’ argentino per abbracciare tutto il continente latino americano e, più in generale, tutta la popolazione di lingua spagnola. La scelta del conclave, infatti, è caduta su di un uomo che fin dalle prime parole ha colpito il mondo per la sua semplicità, per la grande capacità comunicativa e per il ponte di fiducia ed amore reciproci tra popolo e pastore che è emerso spontaneo dal primo abbraccio con la piazza ed il mondo. Nella sua terra è ben noto lo stile essenziale del nuovo pontefice, che si poteva facilmente incontrare camminando per le vie del centro, in metropolitana o nella coda aspettando l’autobus. Come ben noto è il suo impegno per gli ultimi, il contatto con i “curas villeros”, sacerdoti che operano nelle zone più marginali, ma anche la sua esposizione sociale contro la corruzione nella politica, la sua fattiva e coraggiosa partecipazione in ONG dedicate alla lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e, più in generale, contro la riduzione in schiavitù. Non stupisce, di conseguenza, la scelta del nome, che parla di umiltà e di ritorno alle radici della fede: evangelizzazione, parola d’ordine che non è mancata in questa prima presentazione. Da italiana in Argentina, ascoltare il nostro inno nazionale accompagnato dalle numerose bandiere argentine presenti in piazza S. Pietro mi ha fatto sentire che un ulteriore ponte si sta costruendo o, meglio, ricostruendo tra due Paesi tanto lontani geograficamente quanto vicini per comune sentire”.

Magari sia cosi!!!! sarebbe belliissimo!!
speriamo che ssu ponte non finisce come jo a villapotenza…