Ron strega il Magga
IL CONCERTO - Le canzoni del nuovo lavoro del cantautore sono state proposte al pubblico civitanovese
di Laura Boccanera
Un viaggio a New York, il fascino delle atmosfere intime dei club, le ispirazioni che arrivano dai nuovi giovani cantautori americani e la voglia di rimettersi in gioco, sospeso fra la nostalgia di un passato legato ad un’epoca musicale che non può tornare e la sperimentazione per il nuovo. Ah, poi c’è la voce di Ron: tutto questo è Way out, il nuovo album che il musicista e cantautore lombardo porta all’interno dei locali italiani in un tour dal sapore intimista e amichevole. Niente palchi da stadio, niente teatri con “poltrone che scottano” come ha detto lo stesso cantautore, ma un ritorno a sentire la musica nei locali, per il piacere non solo di ascoltare, ma di percepire veramente, in silenzio, ciascuno coi propri pensieri e farsi attraversare dalle emozioni. E ieri sera la performance al Magga di Civitanova è stata davvero apprezzata: niente virtuosismi tecnici, poca tecnologia, pochi effetti, basta una chitarra, la voce e un violoncello. “In questo album ho provato a fare un esperimento, il disco è nato dopo un lungo viaggio negli Stati Uniti in cui ho cercato di riscoprire chi fossi. Sapevo ciò che avevo fatto, ma avevo il bisogno di capire quale strada intraprendere. E lì a New York ho scoperto un mondo di cantautori, tutti giovanissimi, ma bravissimi, che non cercano la ribalta mediatica, ma che fanno ascoltare la loro musica, che sono amatissimi ma al di fuori dei canoni della notorietà. E allora mi è venuta la voglia di prendere quelle canzoni e di tradurle in italiano e il risultato è quest’album”. Un album registrato “tutto nel salotto di casa mia – ha detto Ron – ho uno studio di registrazione avanzato tecnologicamente, ma avevo voglia di fare un disco genuino, poca importa se è “sporco” o non perfetto tecnicamente, l’abbiamo registrato live ed è stato divertentissimo”. E ieri sera c’è stato spazio anche per i vecchi successi come Anima, Vorrei incontrarti fra cent’anni, Il gigante e la bambina, ma le vere protagoniste sono state le nuove canzoni, un viaggio fra melodie made in Usa, (c’è addirittura la canzone colonna sonora di Gran Torino) ma cantate con quella voce inconfondibile come se da sempre fossero state sue. E così nella tracklist Ron attinge al repertorio di artisti come Damien Rice, David Gray, Amos Lee e Michael Kiwanuka e non manca nemmeno il ricordo in musica all’amico Lucio Dalla, con quella “Piazza Grande” che lo vedrà il prossimo 3 marzo omaggiare l’artista bolognese ad un anno dalla morte.
(Foto di Sabrina Vinci)

