Bocciata la manovra salva bilancio
La Giunta Carancini rischia di affondare

CONSIGLIO COMUNALE - La delibera dell'Amministrazione per l'aumento dell'Imu sulle seconde case e le attività produttive è stata respinta con 19 voti contrari (l'intera opposizione, l'Idv e i Comunisti) e 18 favorevoli (Ciarlantini, Borgiani, Pensare Macerata e tutto il Pd tranne Carelli che risulta decisivo uscendo dall'aula). Grandi perplessità anche nel Pd che ha sostenuto il provvedimento modificandolo con un emendamento. Ricotta: "Questo Comune naviga a vista"
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Il sindaco Carancini e l’assessore Blunno

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Stefano Blanchi, Luigi Carelli, Michele Lattanzi e Luciano Borgiani

di Alessandra Pierini

(Foto di Lucrezia Benfatto)

«Al supermercato una gentile signora mi dice: “cocca, ti do un consiglio: fate pagare di più a chi ha tante case, proprietà, patrimoni, perché chi ha di più deve pagare di più”. un consiglio che apprezzo tanto!» scriveva questa mattina l’assessore alla comunicazione Stefania Monteverde sulla sua bacheca Facebook. La gentile signora, ora, sarà scontenta, dopo che il consiglio comunale ha bocciato la proposta di aumentare l’aliquota Imu sulle seconde case e (anche!) sulle attività artigianali, commerciali e industriali ma di sicuro molti altri maceratesi saranno più contenti  visto che questa volta l’amministrazione dovrà cercare tra le voci interne di bilancio quei 750 mila euro (o forse di più come hanno ipotizzato diversi consiglieri) necessari per appianare il bilancio.

La votazione, sul filo del rasoio, è giunta al termine di un consiglio straordinario non solo per il carattere d’urgenza, poi negato, con cui è stato convocato, e non tanto per l’argomento del dibattito ma per un atteggiamento inedito di molte forze politiche, quelle di opposizione ad esempio che hanno fatto davvero corpo unico, compresa l’Udc che non ha avuto la minima titubanza o  l’Idv che ha chiesto anche ai colleghi di maggioranza il coraggio di dire “no” e ancora per il fatto che «è la prima volta che siamo ben in 39 in aula, eravamo 40 solo il giorno dell’insediamento» come ha sottolineato Ivano Tacconi e per finire per la necessaria presa di coscienza che il Pd, partito egemone, non sempre basta all’amministrazione Carancini.

consiglio-comunale-41Alla fine i 18 voti favorevoli del sindaco Romano Carancini, del presidente del consiglio Mari, dei consiglieri del Pd  Ricotta, Netti, Mandrelli, Orazi, Del Gobbo, Machella, Compagnucci, Gasparrini, Staffolani, Menchi, Renis, Romoli,  della “verde” Ciarlantini, di Bianchini e  Carlini di Pensare Macerata e di  Borgiani della Federazione della Sinistra non sono bastati a contrastare i 19 voti contrari e come già ventilata da Cronache Maceratesi dopo le Commissioni di ieri mattina (leggi l’articolo), Carancini, Blunno e la Giunta non hanno potuto che ingoiare il boccone amaro della pesante bocciatura.

Determinante l’uscita dall’aula di Luigi Carelli (Pd), fuori anche Stefano Blanchi (Comunisti Italiani) e Giuliano Meschini (Idv). Molto significativa anche la scelta di Alessandro Savi (Idv) che in un primo momento voleva uscire ma poi, in seguito all’affondo del sindaco che lo ha ripreso dicendo «Non accettiamo lezioni da lei» ha deciso di dare il suo contributo contrario nonostante fino all’ultimo l’assessore Alferio Canesin abbia cercato di trattenerlo. Oltre a Savi, hanno votato contro i consiglieri del Pdl Pistarelli, Pantana, Sacchi, Carbonari, Guzzini, Formentini, Castiglioni e Luciani, Salvatori del gruppo Misto, Nascimbeni e D’alessandro di Macerata è nel cuore,  Conti della Lista Conti – Macerata Vince, Pizzichini e Tacconi dell’Udc, Ballesi e Menghi degli omonimi comitati,Garufi dell’Idv e Lattanzi dei Comunisti Italiani. 

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L’assessore Blunno

Il dibattito si è aperto con un’ora di ritardo perchè per ben due volte è mancato il numero legale poi raggiunto grazie all’apporto di Ivano Tacconi, unico dell’opposizione rimasto in aula. Non hanno convinto le considerazioni dell’assessore Blunno: «Dobbiamo sostituire entrate stabili a certe ad entrate che non lo sono più e non lo saranno nel prossimo futuro. Si è molto discusso della straordinarietà dei tempi di convocazione di questo consiglio. Non l’abbiamo detto prima perchè il decreto del governo è arrivato il 10 ottobre, abbiamo iniziato a leggerlo l’11 o il 12, poi abbiamo studiato bene le norme e capito. Non c’entra niente la piscina, qualcuno vuole sovrapporre le due questioni che nulla hanno a che vedere l’una con l’altra. Tutti i cittadini, gli operatori e i commercialisti sanno che in teoria il governo potrebbe ritornare sull’Imu fino al 10 dicembre ma intanto i comuni avevano la potestà di intervenire entro il 31 ottobre».

Ha invitato l’amministrazione a ritirare la delibera Fabio Pistarelli del Pdl: «Vi chiediamo di non continuare questa manovra iniqua e odiosa. Il governo Monti ha spostato sui Comuni il compito di essere esattori per il bilancio nazionale, è odiosa perché va a colpire tutti indistintamente e nel bene primario della casa e colpendo tutti impoverisce coloro che meno hanno e il tessuto economico e sociale della nostra comunità.  Non procedete oltre e ritirate questa imposizione che chiede sacrifici a chi li ha fatti fino in fondo in primo luogo quando ha comprato la propria casa o ha investito nella propria attività».

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Fabrizio Nascimbeni

Un attacco frontale all’amministrazione e al Pd è arrivato da Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore: «Questa delibera è l’occasione per ristabilire la verità dei fatti, per la nostra amministrazione e per i cittadini. La vostra decisione di tassare al massimo chi è reo di possedere una seconda casa o di esercitare attività artigianali, commerciali, industriali e professionali è figlia di una cultura veteromarxista che si nasconde ancora nel PD secondo cui le attività produttive private contengono in sè un peccato originale che va in qualche modo espiato. E a tal fine lo strumento della punizione fiscale è sempre apparso (vedi caso Imu) il più idoneo e fruttuoso. La delibera Imu deve servire a mettere a fuoco alcuni punti fondamentali per un civile rapporto fra amministrazione comunale e maceratesi. La grandinata di aumenti di imposte, tasse, tariffe piovute sui maceratesi non è stata subita supinamente come una ineluttabile calamità naturale, ma è servita quale parametro di riferimento per valutare la capacità, la correttezza dei nostri Amministratori.I maceratesi non vogliono che il denaro prelevato dalle proprie tasche venga utilizzato per elargire lauti premi, per consentire assunzioni clientelari, per pagare Consigli Comunali inutili, o per elargire decine di migliaia di euro a pseudocooperative che producono beni e servizi ad un costo immensamente superiore a quello necessario.

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Antonio Carlini (Pensare Macerata) e Gabriela Ciarlantini (Verdi)

I cittadini maceratesi pretendono che a fronte dei raddoppi di tariffe il Comune offra servizi decorosi, efficienti o che il nostro denaro sia sperperato da anni per mutui accesi ed interessi passivi pagarti senza veder realizzata alcuna opera, o che il costo della raccolta e smaltimento dei rifiuti sia il più alto della provincia senza avere una raccolta virtuosa. Il tentativo di parte della maggioranza e della giunta di persuaderci che queste scelte tributarie siano dogmi indiscutibili e immodificabili è miseramente fallito. Ogni comune cittadino maceratese ha avuto modo di vedere quanto siano ipocrite le giustificazioni dei nostri amministratori quando con il pretesto di risanare i conti pubblici impongono tasse su tasse ai comuni cittadini. L’aumento dell’Imu ha reso tutti ancora più vigili, affinché la potestà tributaria non venga più usata a Macerata per depredare alcuni cittadini a favore di altri, ma come strumento utile per una spesa più responsabile»

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Guido Garufi (Idv)

Guido Garufi, capogruppo dell’Idv ha parlato, con riferimento alla politica nazionale di golpe bianco «Mentre commemoriamo un soldato morto in Afghanistan- ha detto riferendosi al minuto si silenzio osservato per la morte dell’alpino Tiziano Chierotti – il Governo spende 14 miliardi in aerei militari. Non ci sto alla rimodulazione dell’Imu anche se lo hanno fatto molti Comuni. Non ci possiamo permettere questa manovra che può sembrare estrema ma è di una impopolarità bestiale. Il Parlamento è succube di Monti quindi in questo caso dobbiamo avere il coraggio di esprimere la nostra libertà di pensiero al di là dei dogmi. Più volte l’amministrazione è stata stimolata dalla famigerata terza commissione di far pagare il milione di euro a alla Simonetti. Si è parlato di un difetto di comunicazione ma qui si tratta di disturbo dell’udito, lo dico in particolare al Pd che è il gruppo più rilevante. Chiedo agli amici cattolici del Pd di seguire il Vangelo e di dire sì o no, per una volta e non una cosa a metà strada. Non si può più approfittare della nostra pazienza politica che sta scadendo lasciando spazio a Grillo e ai suoi».

 

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Ivano Tacconi

Ha stigmatizzato l’atteggiamento dei suoi colleghi Ivano Tacconi (Udc): «Dalle 15,30 alle 16,30 questo consiglio ha giocato a rimpiattino mentre c’era una importante decisione da prendere per i cittadini facendo mancare il numero legale e perdendo un’ora preziosa». Immediata la risposta di Pierfrancesco Castiglioni (Pdl): «Avremmo voluto evitare questo consiglio in ogni modo e vorremmo evitare in ogni modo ai maceratesi questo aumento delle tasse. Forse avendolo saputo prima, qualche passaggio in commissione e un confronto avrebbero permesso soluzioni alternative? Voi avete giocato con la gente e con il consiglio tenendo le cose per voi e poi ci dite che adesso se non votiamo rischiamo incertezza».

 

Ricotta

Narciso Ricotta


Al duro attacco bipartisan, non è corrisposta una difesa altrettanto ferrea tanto che le parole di Narciso Ricotta del Pd non hanno fatto che scatenare un coro di dure repliche: «Viviamo una contingenza economica straordinaria in cui siamo chiamati ad intervenire – ha detto – l’Imu è ballerina, si naviga a vista sperando di non affondare. Nessuno si diverte a mettere l’Imu.
Possiamo lasciare che la barca vada ma se va fuori patto di stabilità poi non potremo assicurare servizi corretti ai cittadini. Chiediamo maggiore attenzione e sensibilità verso le attività produttive pure coinvolte dall’aumento dell’Imu. Stiamo facendo di tutto per non andare a toccare i servizi».

Hanno risposto Anna Menghi  («Mica è peccato dire che vanno ridotti gli assessori, che vanno chiusi enti come il Cemaco, che vanno rivisti i premi dei dirigenti. Allora dobbiamo ripensare i servizi e l’organizzazione. Il programma di due anni fa ormai non ha più niente a che vedere con la realtà. Non è accettabile che il capogruppo del Pd venga a dirci con sufficienza che siccome si naviga a vista dobbiamo votare questo provvedimento. Questo la città non lo merita») e Stefano Blanchi («L’aumento dell’Imu doveva essere l’estrema ratio, non si può chiedere ai consiglieri di ratificare le scelte , noi non vogliamo essere gli esattori e chiediamo un metodo differente»).

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Riccardo Sacchi (Pdl)

Critico anche Riccardo Sacchi che ha proposto uno dei suoi soliti giochi di parole: «Voglio ricordare che ieri su 14 commissari, uno solo ha votato a favore di questa delibera Il consiglio di oggi si è potuto svolgere solo grazie ad un consigliere di opposizione presente in aula. Non sapete fare neanche i conti. Perchè per  un anno non rinunciamo noi al gettone e gli assessori all’indennità? La chiamerò CarancImu perché presente quando deve mettere aumentare le tasse e latitante quando c’è da risolvere i problemi». Ha fatto la sua proposta anche Luciano Borgiani della Federazione della Sinistra: «Perché non applicare l’Imu alla chiesa? Andiamo a prendere le fortune da chi ce l’ha».

In extremis è intervenuto anche il primo cittadino: «La responsabilità e il consenso non sempre coincidono e in certi casi bisogna assumere il coraggio del ruolo. Rimandiamo le accuse di scarsa previsione a chi strumentalmente ce le attribuisce. Facciamo questa manovra con il solo intento di garantire un bilancio sano».

Ha concluso l’assessore Blunno che ha precisato di non essere come il ragionier Fantozzi e di non aver preso la laurea in Albania come “er trota”, come affermato nel commento di Renzo 1953 (commentatore di Cronache Maceratesi ndr). La risposta è arrivata da Massimiliano Bianchini che ha dichiarato: «Se il dibattito raggiunge certi livelli la colpa è vostra e del vostro modo di comunicare. Questo non è un voto di fiducia o sfiducia. Abbiamo un patto elettorale che vogliamo mantenere ma questo tipo di rapporto tra amministrazione e giunta fa male alla città».

E’ stato approvato l’emendamento Ricotta che proponeva agevolazioni per attività produttive, studi, laboratori artigianali ma non è servito, visto l’esito finale di un Consiglio comunale che è sembrato trovarsi totalmente concorde su un concetto: “Questa Amministrazione comunale naviga a vista”.

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