Bilancio comunale, la ricetta dell’avvocato Marchiori

L'intervento
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 Dall’avvocato Andrea Marchiori riceviamo e pubblichiamo alcune osservazioni sul bilancio comunale di Macerata:

“Bilancio partecipato: i cittadini saranno coinvolti nelle fasi decisionali in vista della definizione dei bilanci 2012 e successivi”. Questa sì che è una svolta, conoscere il bilancio e partecipare alla sua definizione; davvero un bel titolo per l’opuscolo pubblicato dal Comune.
Il mio intervento è stato sollecitato dalla notizia che, a margine della verifica intramaggioranza ancora in corso, sarebbe stato detto che il bilancio attuale e quello previsionale è critico, al punto tale che non si potrà dar corso a quelle opere pubbliche tanto attese dalla città e contemplate nel programma. Ma come, mi sono chiesto, questo sarebbe un argomento marginale rispetto al rimpasto della Giunta? Cerco di capire, allora, quali sono le criticità del bilancio e le cause; lo faccio da comune cittadino che si vuole cimentare in “MacerataPartecipa”, lo faccio con la consapevolezza che mi sfuggiranno voci di entrata e spesa importanti ed altre mi resteranno oscure, ovviamente per miei limiti, ma lo faccio affinché gli errori di lettura del profano possano essere emendati dagli esperti di politica e di economia amministrativa. L’attuale amministrazione, come peraltro quella Meschini, ha rispettato il patto di stabilità interno sicché non incorrerà in una serie di limitazioni di gettito e di spesa tra le quali, ad esempio, una quota di entrate irpef, il divieto di assunzione di personale, le limitazioni per spese correnti, il divieto di ricorso ad indebitamento. Il bilancio previsionale 2010 si attestava al pareggio sulla cifra di 80 milioni di euro di cui la metà per spese correnti, mentre quello 2011 su 72 milioni con una spesa corrente maggiore, su tale macro-dato si deve riflettere.
Tra le spese correnti una notevole incidenza ha il costo del personale dipendente (337 unità di cui 11 dirigenti) per un ammontare di circa 12,5 milioni di euro. Il costo è sceso di € 400 mila, ciononostante, l’incidenza percentuale è aumentata di due punti con un rapporto di  € 30.000 per ogni abitante. Da ciò traggo la conclusione che la libertà di gestire le assunzioni e le retribuzioni non può essere abusata anche in presenza del rispetto del Patto e, anzi, sarebbe auspicabile un concreto intervento per diminuire la spesa, non solo quella per il personale e per gli incarichi esterni ma quella corrente in generale. Le entrate tributarie 2010 sono pressoché stabili rispetto al rendiconto 2008 e mi conforta l’affermazione del Collegio dei Revisori, organismo terzo ed autorevole, il quale accerta che il minor gettito derivante dall’abolizione dell’Ici (€ 2,3 milioni) è quasi interamente compensato dai maggiori trasferimenti erariali (€ 2,2 milioni). Nel 2011 sono diminuiti i trasferimenti statali ma è aumentato il gettito locale. Riguardo la tanto discussa tarsu, in particolare, rilevo che i ricavi per € 5,2 milioni coprono il 92% della spesa, spesa nella quale spicca oltre al costo di smaltimento (€ 1,9 milioni), quello del servizio di igiene urbana (€ 3,1 milioni). Mi chiedo, a tal proposito, se la politica di questa e delle precedenti amministrazioni, sia stata veramente attenta o se, come invece credo, sia stato sottovalutato il fenomeno dato che si stanno ancora effettuando sperimentazioni sulla differenziata quando altri comuni hanno adottato modelli ormai efficienti e consolidati. Una voce odiosa del bilancio è rappresentata dalla quota di evasione  dell’ici e della tarsu, rispettivamente di € 400 e 750 mila; su tale dato il Comune fa sapere che si sono ridotti i recuperi ma non si sa se per rinuncia o per effettivo introito. L’anomalia più eclatante che trovo scorrendo il bilancio, è la gestione dei contributi incassati dai permessi a costruire: € 2,1 milione destinati per il 65% a spesa corrente di cui il 25% a manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale. Il raffronto con gli anni precedenti mi sconforta dato che nel 2006 tale gettito era destinato per solo il 50% a spesa corrente. Se è vero che la politica del mattone non suscita il favore della popolazione, sapere che le risorse incassate vengono disperse in spesa corrente e, addirittura in manutenzione ordinaria, viene da chiedersi come verrà pagato il taglio dell’erba quando sarà stato cementificato tutto il territorio? La risposta ironica sarebbe che non ci sarà più erba da tagliare ma, da una politica virtuosa, ci si aspetta che tali risorse economiche siano destinate in maggior parte ad opere pubbliche permanenti a servizio dei cittadini da tramandare alle future generazioni.
Il gettito derivante dalle sanzioni amministrative da codice della strada ammonta ad € 1,6 milioni (molto meno rispetto alla previsione del 2009: € 2,1 milioni), in questo caso mi chiedo se le sanzioni siano state elevate per garantire la sicurezza della circolazione o per punire la sosta, argomento quest’ultimo di estrema attualità. Mi chiedo, inoltre, se la riduzione del gettito sia dipesa da una maggiore attenzione degli automobilisti e se l’amministrazione stia cercando di recuperare quei 500 milaeuro che mancano in bilancio. Ultima considerazione, seppur molte altre ce ne sarebbero da fare, la dedico al ricorso all’indebitamento che ha caratterizzato questo bilancio. Nel 2010 sono stati previsti ulteriori mutui per complessivi € 7,5 milioni che, al netto dei rimborsi, porta il debito da € 39 milioni a € 44,8; debito che nel 2011 salirà a € 46,1 e, addirittura ad € 49,3 nel 2012. Il rapporto debito/entrate che nel 2008 era di 99 punti salirà nel 2012 a 122. Il bilancio del comune non è il rendiconto di una amministrazione che si azzera al suo avvicendamento, ma è una dote che l’attuale deve preservare per quella che gli succederà, magari dello stesso segno politico e magari con gli stessi vertici. E’ apprezzabile che sia stato rispettato il patto di stabilità e che il comune non abbia fatto ricorso ai tanto agognati “derivati” ma, a mio parere, si deve tenere sotto maggior controllo sia la spesa che l’indebitamento perché la Città non ha risorse tali da poter far fronte ad un futuro in cui i trasferimenti non saranno certo maggiori. La conversione del DL 98/2011 impone, poi, dei parametri di virtuosità più stringenti per i comuni e le manovre a seguire potrebbero riformulare un Patto che, con tali dati di bilancio, sarebbe difficile rispettare. Il vero federalismo, a mio parere, si esplica nella capacità del Comune di contemperare la spesa alle esigenze dei cittadini, di utilizzare le entrate anche per salvaguardare quelle differenze sociali che altrimenti rischiano di generale conflitti sociali e disparità.
La previsione del prossimo bilancio va fatta entro il 31/12 ed entro novembre possono essere approvate modifiche al precedente: sono scadenze che vanno affrontate a tempo debito per evitare che la Giunta ed Consiglio si trovi a discutere di cose senza il tempo di ragionarle. Mi auguro di non aver detto troppe corbellerie e di aver “partecipato” alla fase decisionale in vista della definizione dei bilanci 2012… come recita l’opuscolo”.



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