Cinque Dipartimenti per Unimc
L’Ateneo si prepara alla trasformazione

Le macro aree sono Giurisprudenza, Studi umanistici, Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali,Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo e Economia e diritto. Entro un mese saranno eletti i Direttori

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Tara-Gandhi-1-300x200di Alessandra Pierini

Sono stati presentati i progetti definitivi per la costituzione dei nuovi Dipartimenti, che rappresenteranno le strutture basilari dell’articolazione organizzativa interna dell’Ateneo di Macerata per lo svolgimento dei compiti istituzionali nell’ambito della ricerca e della didattica.

Le nuove strutture saranno cinque, contro le attuali ventotto tra Facoltà, Dipartimenti e Istituti. Le proposte avanzate individuano le grandi aree che caratterizzano l’Ateneo: Giurisprudenza; Studi umanistici (Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia); Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali; Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo e Economia e diritto. Proprio quest’ultimo è il dipartimento che ha rischiato di più visto che il numero dei docenti aderenti rischiava di essere inferiore rispetto al limite di 35 previsto dalla legge (leggi l’articolo) raggiunto grazie all’apporto di diversi giuristi. Per il resto gli accorpamenti sono stati quelli annunciati alla vigilia della presentazione.

Il modello organizzativo sarà basato sulla migliore integrazione tra le attività didattiche e quelle scientifiche, in un’ottica di forte internazionalizzazione e di costante attenzione ai servizi rivolti agli studenti. Questo processo si inserisce all’interno di una più ampia razionalizzazione delle strutture dell’Ateneo, che dalle quaranta attuali si ridurranno a meno della metà, permettendo di raggiungere, a regime, un’organizzazione più semplice, coesa, razionale, consentendo, quindi, maggiore efficacia ed efficienza.

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Il rettore Luigi Lacchè

“Con l’impegno di tutti – ha dichiarato il rettore Lacchè – siamo giunti ad una soluzione ragionevole e condivisa in grado di assicurare il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione. Ora possiamo guardare con fiducia al processo di costituzione dei nuovi dipartimenti e, con essi, degli organi di governo”.

I progetti dei nuovi Dipartimenti saranno sottoposti alla valutazione e all’approvazione degli organi accademici. Il Senato Accademico, nella seduta del 12 giugno, esprimerà il parere relativamente alla coerenza scientifica e didattica dei progetti, mentre il Consiglio di amministrazione, nell’adunanza del 15 giugno, valuterà la sostenibilità delle risorse umane e finanziarie e delibererà l’istituzione delle strutture, che sarà poi formalizzata tramite Decreti rettorali. Entro trenta giorni, quindi, i Dipartimenti dovranno eleggere i propri organi: direttore, consiglio, commissione paritetica docenti-studenti ed eventuale consiglio di direzione. I cinque direttori saranno probabilmente eletti il 4 luglio ed entreranno di diritto a far parte del nuovo Senato Accademico, quindi gli equilibri all’interno dell’organo potrebbero essere sensibilmente modificati proprio dall’ingresso dei nuovi componenti.

Intanto è già iniziato il toto candidati. A Studi Umanistici, ex-Lettere e Filosofia, che è il dipartimento maggiormente in crescita dell’ateneo, si sono già candidati una linguista, Patrizia Oppici e un filologo, il genovese Massimo Bonafin. Potrebbe mettere d’accordo tutti però la storica Paola Magnarelli, tra i più stimati docenti dell’ateneo, e che ha già dato la sua disponibilità. A Scienze Politiche, le preferenze convergono su Francesco Adornato e a Scienze della Formazione su Michele Corsi. A Economia e Diritto si è già fatto avanti il giurista Giulio Salerno. Grande incertezza, invece, a Giurisprudenza dove non si conoscono ancora i nomi dei candidati.


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