Indagine Dda, Ezechielli si trova in Cina:
«Ha appreso dell’ordine di carcerazione
e la prossima settimana rientrerà in Italia»

INCHIESTA RICOSTRUZIONE - L'imprenditore è uno degli otto indagati raggiunti dalla misura cautelare. Si trovava a Guangzhou per lavoro. Il legale del 62enne, l'avvocato Sergio Del Medico: «Ha deciso di tornare appena ha saputo, chiarirà tutto»

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di Gianluca Ginella

L’imprenditore Antonio Ezechielli, uno degli otto indagati dell’indagine della Dda sulla ricostruzione raggiunti da una misura cautelare in carcere si trova attualmente in Cina e rientrerà in Italia la prossima settimana ad Ancona per essere arrestato. Ezechielli è accusato di corruzione insieme ad Antonio Cervigni, pure lui imprenditore, e all’avvocato Fabio Pistarelli che fino a dicembre scorso era capo di gabinetto del governatore Francesco Acquaroli.

«Appena appresa la notizia dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti si è prontamente deciso a tornare in Italia – dice l’avvocato Sergio Del Medico, che assiste Ezechielli – La prossima settimana atterrerà ad Ancona. A tempo debito chiarirà ogni aspetto della sua posizione». Ezechielli, quando giovedì ci sono stati arresti e perquisizioni si trovava in Cina, a Guangzhou, per lavoro. È in Cina che ha appreso di essere stato raggiunto dall’ordine di carcerazione.

Sergio Del Medico

L’avvocato Sergio Del Medico

Ezechielli, 62 anni, maceratese, compare nell’indagine della Dda per presunti episodi di corruzione. Secondo gli inquirenti avrebbe instaurato, insieme a Cervigini, 54 anni, residente a Pollenza, titolare di un’azienda di termoidraulica, uno stabile rapporto corruttivo, «una vera e propria società, solo momentaneamente silente nell’attesa di un ulteriore incarico politico di Pistarelli» dicono gli inquirenti. Sia Pistarelli che Cervigni, entrambi assistiti dall’avvocato Gabriele Cofanelli (il secondo anche dal legale Massimiliano Cofanelli), sono stati arrestati giovedì. Pistarelli si trova in carcere a Montacuto di Ancona, Cervigni è in cella a Fermo. Per entrambi lunedì ci saranno gli interrogatori di garanzia.

In manette giovedì sono finiti anche il costruttore Enrico Crucianelli, 50 anni, di Macerata, Giuseppe (40 anni) e Raffaele (43 anni) Diana originari della provincia di Caserta, Antonio Esposito (53 anni) originario della provincia di Caserta, Vincenzo Chiappalone, 52 anni, originario della provincia di Reggio Calabria e residente a Sassoferrato.

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Tra gli indagati, originari della provincia e residenti nel Maceratese, ci sono il commercialista Roberto Pistarelli, 58, di Macerata, fratello di Fabio Pistarelli (che deve rispondere di corruzione). Francesco Ascenzi, 58 anni, di Macerata, architetto dell’Ufficio tecnico dell’Università di Macerata; Andrea Intermesoli, 58 anni, imprenditore di Macerata; Gian Luca Marucci, di Camerino e residente a Civitanova, di 63 anni, responsabile dell’Area tecnica, edilizia e sostenibilità dell’Università di Camerino; Antonio Ezechielli, 62 anni, imprenditore di Macerata; Bruno Mogliani, 49 anni, geometra, di Camerino, sempre dell’Area tecnica di Unicam; Fiorenzo Principi, 70, avvocato, di Macerata; Francesco Tomassetti, 61, di Cingoli, geometra; Adrian Tanasie, 38, originario della Romania e residente a Tolentino, rappresentante legale della Adriatica Costruzioni.

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Nelle Marche, sono indagati anche Erika Bartolucci, 51 anni, di Urbino; Cataldo Brunetti, di 33 anni, originario della provincia di Cosenza e residente a Sassoferrato; Gian Piero Brunetti, di 50 anni, sempre della provincia di Cosenza e residente a Sassoferrato; Stefania Chiappalone, 25 anni, di Fabriano; Mirella Gerace, 45 anni, residente a Sassoferrato; Marco Cimorosi, 52 anni, di Porto San Giorgio; Alberto Franca, 63 anni, di Fermo; Michele Pompili, 49 anni, residente a Fano e Marco Valle, residente a Fermo.

Tra gli indagati ci sono anche Michele Albanese (59 anni), Domenico Avignone (51 anni), Maria Galatà (58 anni), Yuri Licopoli (36 anni), Vincenzo Sicari (37 anni) e Michele Salvatore Tripodi (56 anni), tutti originari della provincia di Reggio Calabria. Originari e residenti nel Casertano ci sono, tra gli indagati, Pasqualino Allocco (50 anni) Domenico Amato (42 anni), Ignazio Aversano (54 anni), Loreta Esposito (22 anni), Antonio Falanga (22 anni), Domenico Mastroianni (45 anni), Giovanni Pacilio (27 anni) e Crescenzo (60 anni) e Giuseppe Zara (23 anni). Indagati anche Gianluca Ascari (59 anni), Francesco (53 anni) e Giovanni Pighi (44 anni) originari del Modenese; Vincenzo Mammarella (51 anni) della provincia di Chieti; Renato Minato (68 anni) della provincia di Treviso, Vito Poderico (38 anni) residente a Roma, Francesco Quadraccia (59 anni) di Terni, Alessia Rossi (54 anni) di Marino, in provincia di Roma, Gianluca Rossi (58 anni) di Piacenza, Luigi Russo (61 anni) della provincia di Foggia e Tiziano Tozzi (45 anni) di Roma.

Per cinque degli indagati il 4 novembre sono stati fissati gli interrogatori preventivi. Saranno sentiti Pasqualino Allocco, Andrea Intermesoli, Michele Pompili e i fratelli Giovanni e Francesco Pighi.

 

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