Troppi camosci
nell’area faunistica di Bolognola,
tre saranno liberati nel parco dei Sibillini

NATURA - A stabilirlo un decreto del direttore. I prescelti potrebbero essere Fran, Mik e Libera: i primi due sono maschi adulti, la terza è una femmina che quest'anno ha dato alla luce un piccolo (che non sarà separato dalla madre e potrà essere liberato). Prima dell'operazione gli animali saranno sottoposti ai controlli previsti dal protocollo e identificati attraverso apposite marche auricolari

- caricamento letture

camoscio sibillini parco

di Monia Orazi

Nuovi camosci in arrivo nel parco nazionale dei monti Sibillini. Si chiamano Fran, Mik e Libera. I primi due sono maschi adulti, la terza è una femmina che quest’anno ha dato alla luce un piccolo. Sono quattro degli attuali sette inquilini dell’area faunistica di Bolognola e presto potrebbero cambiare casa, lasciando il recinto che li ospita per vivere in libertà sulle montagne dei Sibillini. Il parco ha dato il via libera alla liberazione di un numero compreso tra due e quattro camosci appenninici, nell’ambito di un’operazione che contribuirà alla gestione della struttura e al consolidamento della popolazione selvatica, ormai stimata in oltre 600 esemplari. A stabilirlo è un decreto del direttore del parco.

L’area faunistica di Bolognola si estende per quasi quattro ettari e ospita attualmente sette camosci. Troppi rispetto alla capacità prevista dal protocollo di gestione che indica un massimo di tre adulti (due femmine e un maschio) oltre agli eventuali piccoli fino a un anno di età. La presenza contemporanea di più maschi adulti può inoltre creare problemi di competizione, soprattutto durante la stagione degli accoppiamenti. Da qui la decisione di liberare alcuni esemplari. I candidati principali sono Fran e Mik, ai quali potrebbero aggiungersi Libera e il piccolo nato nel 2026. Il numero effettivo degli animali trasferiti dipenderà dall’esito delle operazioni di cattura.

camoscio sibillini parco2

Prima della liberazione i camosci saranno sottoposti ai controlli previsti dal protocollo e identificati attraverso apposite marche auricolari. Per i maschi adulti è prevista anche l’applicazione di radiocollari gps, donati dall’associazione Rewilding apennines, che permetteranno di seguirne gli spostamenti e studiare come si adatteranno al nuovo ambiente. La destinazione prioritaria per i maschi è la valle del Fargno, mentre per Libera e il suo piccolo sono state individuate le zone di Cristo delle Nevi e Passo Cattivo, nell’area del monte Bove. Saranno le condizioni meteorologiche e la situazione della viabilità montana a determinare la scelta definitiva.

Intanto la popolazione del camoscio appenninico continua a crescere. Reintrodotto sui Sibillini nel 2008, dopo una lunga assenza, questo animale ha progressivamente riconquistato le montagne del parco, trovando soprattutto nel massiccio del monte Bove condizioni favorevoli alla riproduzione. Secondo la stima più recente riportata del Parco, oggi la colonia supera i 600 esemplari. Un numero significativo per una popolazione ricostituita attraverso un progetto di reintroduzione, che dovrà essere ulteriormente verificato con il censimento autunnale, la cui seconda sessione è prevista per il 10 novembre. La presenza dei camosci si concentra soprattutto tra monte Bove nord, monte Bove sud, monte Bicco e Passo Cattivo, ma negli anni gli animali hanno raggiunto anche Pizzo Berro, monte Priora, Cima Vallelunga e altre zone dell’alta montagna. Le nuove liberazioni permetteranno di alleggerire la presenza degli animali nell’area faunistica di Bolognola e di raccogliere nuove informazioni scientifiche attraverso il monitoraggio satellitare.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X