Da dieci anni lontane dalle loro case.
Marta: «Forse ne serviranno altri tre»
Tania: «Cambiato 4 abitazioni, è doloroso»
2016-2026. DIECI ANNI DAL SISMA A TOLENTINO - Ci sono 1.500 persone in città che attendono di tornare nelle abitazioni lesionate dal terremoto. Marta Forconi: «Abitavo in un appartamento di via Murat, è stato demolito a maggio 2025. Saranno passati tredici anni quando potrò tornarci». Tania Salas: «Mia figlia si sposa, vorrebbe tanto farlo uscendo dalla sua stanza dei ricordi, dalla nostra casa»

Gli appartamenti Sae in piazzale Della Battaglia
di Francesca Marsili (Foto di Fabio Falcioni)
Sono circa 1.500 le persone che a Tolentino attendono ancora di riavere la propria casa lesionata dal sisma. Tra loro Tania Salas e Marta Forconi. Per loro il decennale dalla prima scossa del 2016 non è solo una data, ma un lungo pezzo di vita sospeso, vissuto lontano dal grembo della memoria. «Mia figlia vorrebbe sposarsi uscendo dalla casa che ha costruito suo padre», dice Tania. «Sono fuori da dieci anni, dovrò aspettarne altri tre anni», spiega Marta. Entrambe vivono nelle Sae di piazzale della Battaglia, che a Tolentino sono appartamenti, gli unici di tutto il cratere ad avere questa forma, di cui un blocco ancora da ultimare. Dislocati in diverse zone della città, ci vivono circa 300 persone, altri 600 nuclei familiari sono in autonoma sistemazione, sostenuti da un contributo per il disagio abitativo.

Marta Forconi
Marta Forconi ha 26 anni e negli occhi azzurri una moltitudine di sentimenti che fatica a nascondere. La incontriamo mentre infila la chiave nel portone d’ingresso, proprio davanti alla caserma dei carabinieri. Non ha molta voglia di parlare, e si capisce: la sua è una storia che si racconta contando le case che ha cambiato dopo il sisma. Aveva sedici anni quando è uscita di casa, dieci anni fa. «Abitavo in appartamento in via Gioacchino Murat, a pochi passi dal centro – racconta – è stato demolito a maggio dello scorso anno. I lavori di ricostruzione sono ancora alle fondamenta e ci vorranno, dicono, altri due o tre anni. Ne saranno passati tredici quando potrò tornarci», dice.

Dopo le scosse di ottobre è cominciato il suo peregrinare. «Prima siamo andati a Marcelli, fino al febbraio 2017, ospiti grazie a un amico. Poi – aggiunge – siamo tornati di nuovo a Tolentino, vicino al cimitero, in affitto, sempre grazie a un’altra persona che aveva trovato un alloggio». Poi ancora un trasloco, l’ultimo prima della Sae: «Vivevamo in via Colombo, davanti alla Poltrona Frau, dal 2018 fino ad aprile di quest’anno, quando siamo venuti qui». In questi dieci anni: «La mia vita è cambiata parecchio – spiega e Marta -, è stato difficile e doloroso cambiare quattro abitazioni».

Palazzo Europa
Eppure ha studiato fino al 2024, e da quell’anno lavora. Mentre viveva in via Colombo, ha preso la patente. «Perché lì, a differenza di quando vivevo in centro, ogni spostamento richiedeva un’auto». Nell’appartamento di piazzale della Battaglia dovevano entrare con un familiare, che però è morto prima del trasferimento: così Marta e il fratello si sono trovati soli in un appartamento grande, in un quartiere tranquillo dove, dice, «Stiamo bene». Ma resta la nostalgia di un altro luogo: «Quella è la casa dove sono nata e cresciuta. Spero un giorno di rientrarci». Il pronostico, però, è incerto: «Se tutto va bene, altri due anni. Forse tre. Nel 2029».

Tania Salas
Mentre Marta sale le scale per pranzo, Tania Salas scende. In comune: dieci anni lontani da casa e quattro diverse abitazioni cambiate. Segue con lo sguardo il marito che, come ogni giorno, fa lentamente il giro del quartiere aiutato da un carrellino fino al deposito degli autobus dell’Assm, e lei,che prima faceva l’infermiera, lo osserva con una dolcezza che non ha bisogno di parole. Tania si ferma sul portone a raccontare la sua storia.

«Abitavamo in viale Vittorio Veneto – dice – uno dei quartieri più colpiti dal sisma. La nostra casa è stata abbattuta e ricostruita, forse a fine anno ci torneremo». Dopo la devastante scossa del 30 ottobre, spiega: «Per un anno circa siamo stati in un albergo a Macerata, in tre in una stanza». Poi il ritorno a Tolentino, ospiti per due anni della struttura ricettiva “Il Boschetto”, di un caro amico di famiglia: «Ci ha accolti a braccia aperte, qui mia figlia è riuscita a diplomarsi col massimo dei voti», ricorda la donna con gli occhi umidi. Poi ancora un’autonoma sistemazione in attesa che gli appartamenti Sae venissero ultimati: un affitto a Tolentino trovato grazie ad un’amica, «per altri due o tre anni – spiega – non ricordo bene, il tempo ormai si confonde».

Gli appartamenti Sae in piazzale della Battaglia ancora da ultimare
Infine, quattro anni fa, il trasloco in piazzale della Battaglia: «Avevamo fatto richiesta, mio marito non voleva, ma dal 2022, viviamo qui. Chiusa la porta di casa, si sta abbastanza bene – prosegue – anche se nel condominio non mancano i problemi». I mobili della loro vecchia casa sono chiusi in un capannone, per cui pagano ancora un affitto: «Chissà come staranno», si domanda. Sulla riconsegna della loro abitazione di viale Vittorio Veneto, le promesse si sono spostate più volte: «Prima ci avevano assicurato che saremmo rientrati il prossimo settembre, ora forse per dicembre di quest’anno. Non vediamo l’ora – conclude Tania – mia figlia Debora si sposa, e mi ha confidato che vorrebbe tanto farlo uscendo dalla sua stanza dei ricordi, dalla nostra casa».

Le immagini di Tolentino dove sono aperti diversi cantieri della ricostruzione








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