Nazionale, svolta azzurra.
Malagò annuncia: «Scelto Mancini»
CALCIO – L’annuncio del presidente della Figc al Consiglio federale. Manca solo la firma del tecnico marchigiano. A settembre le prime sfide ufficiali

Roberto Mancini a Macerata con l’assessore Riccardo Sacchi, il governatore Francesco Acquaroli e il sindaco Sandro Parcaroli. Era il 2022 per l’iniziativa Macerata città dello sport
Guardiola, Pirlo e adesso Roberto Mancini. Il tecnico di Jesi (si attende la firma) tornerà a sedersi sulla panchina della Nazionale. Ad annunciare la scelta è il presidente della Figc Giovanni Malagò che oggi ha comunicato al Consiglio federale la scelta di riaffidare la panchina azzurra al tecnico. Mancini era diventato commissario tecnico nel maggio del 2018.
L’apice era stata la vittoria dell’Europeo del 2020. L’allenatore, 61 anni, nell’agosto del 2023 si era dimesso, tra le polemiche, per diventare allenatore dell’Arabia Saudita. Un’avventura durata poco più di un anno, fino all’ottobre del 2024 quando la federazione Saudita aveva annunciato la risoluzione del ricchissimo contratto da 25 milioni netti l’anno. Il 13 novembre 2025 si era seduto sulla panchina dell’Al-Sadd che ha lasciato il 13 giugno scorso dopo aver vinto il campionato qatariota.
Potrebbe essere lui a risolvere i problemi della Nazionale alle prese da tre mondiali saltati e negli ultimi giorni con la grana del Ct. Doveva essere Andrea Pirlo, ma il caso che fosse testimonial di una azienda russa di scommesse ha portato ad un passo indietro e a catena la conseguenza sono state le dimissioni dei neoscelti dt Paolo Maldini e di Leonardo. Malagò oggi ha annunciato di aver scelto Roberto Mancini per il ritorno in panchina.

Il mister jesino deve ancora firmare il contratto. Per le Marche una bella notizia il ritorno del tecnico. Un volto importante per la regione tanto che nel 2021 era diventato testimonial delle Marche per la campagna “Let’s Marche”. Nel corso della su carriera da tecnico, dopo i successi da calciatore con Sampdoria e Lazio, ha guidato Fiorentina, Lazione, Inter, Manchester City, Galatasaray e Zenit San Pietroburgo. Tra gli altri trofei spiccano i tre scudetti con l’Inter e la Premier league vinta con il City. Poi c’è Euro 2020, l’ultimo trofeo alzato dall’Italia e un bel biglietto da visita per il ritorno Azzurro.
Il tecnico jesino dovrà mettersi subito al lavoro per preparare l’impegnativo trittico di fine settembre, che vedrà l’Italia opposta a Belgio, Turchia e Francia per i primi test ufficiali della nuova gestione.
Da Malagò uno dei suoi tiri Mancini.
Ha scelto una persona affidabile e immune da tentazioni economiche da qualunque parte del mondo; vedi ultima presenza come C.T.
Mi spiace per le nuove generazioni che vivono il mondiale dell’Italia come i racconti delle fiabe.
Per ricostruire un movimento dalle fondamenta era necessario ripartire da zero con un tecnico come Baldini che conosce il settore, non accetta compromessi, una persona trasparente che va diritto con le sue idee, fondamentali per tutti i settori giovanili. Nel frattempo che Baldini faceva maturare i giovani a disposizione senza l’assillo dei risultati, Malagò cambiava le regole sia in federazione che in lega con l’obbligo che ogni formazione dalla serie A alla serie D schierasse almeno quattro under italiani per ogni incontro disputato, non avendo la possibilità di vietare il tesseramento degli stranieri. Ora con Mancini (che deve tutelare la sua…immagine) si ritorna al passato , con un piccolo particolare che gli elementi del passato, non ci sono più.
Fanno schifo entrambi, infatti vanno d’accordo…
Ode a ‘o Patrone d’ ‘e denare
Ah, tu che staje ‘ncoppa ‘a vetta d’ ‘o munno,
cu ‘na sacca chiena ‘e munnizze d’oro,
quaranta, sessanta, settanta millione,
comm’ ‘e stelle ‘ncopp’ ‘o cielo ‘e notte scure!
Da ‘e cammere d’ ‘a Samp’ e d’ ‘a Lazio antica,
a ‘e banche d’ ‘o City e ‘e Fiorentina,
t’hê fatto ‘a via cu ‘o pede e cu ‘a capa,
e mo’ ‘e petrodollaro te fanno ‘a cammisa ‘e seta.
Vinticinche millione all’anno ‘int’ ‘a sabbia d’Arabia,
c’ ‘a buonuscita ch’è na cascata ‘e champagne!
Po’ ‘o Qatar, chillu Al Sadd lucente,
cinche, otto millione pe’ anno, na cuccagna ‘e sultano. E mo’ n’ata vota ‘a Nazionale,
duie millione nette, comme ‘na marcia ‘e trionfo.
Ville a Roma, ville a Jesi, garage chine ‘e machene luccicante,
e na società immobiliare ca canta ‘o valzer d’ ‘e quattrine.
Tu sì ‘o Re senza corona, ma cu ‘a corona ‘e denare,
‘o maestro ca ‘int’ ‘a valigetta porta ‘o futuro ‘e figlie e nepote.
Nun sì ‘o cchiù ricche d’ ‘o munno, ma sì ‘o cchiù furbo,
ca cu ‘o pallone ha fatto ‘o tesoro ‘e ‘na vita sana e bbella. Bravo, Patrone! ‘O viento ‘e ‘o gol e ‘o viento ‘e ‘e contratt’
t’hanno purtato ‘ncopp’ ‘a nuvola ‘e velluto.
E nui, Napule e tutt’ ‘o Sud, te guardammo
e dicimmo: «Chisto sì ca sape jucà ‘a vita!»
Salute a tte, e a ‘sti ricchezze accumulate
cu sudore, cu genio e cu na botta ‘e fortuna.
Tu sì ‘a prova ca ‘o pallone, quanno è giocato bene,
po’ fà pure ‘o miliardario… senza maje scurdà ‘e radice!
Stanno forse testando un’arma di depressione di massa?
Ecco la ricostruzione definitiva (e rigorosamente distopica) che i canali Telegram più oltranzisti non hanno ancora il coraggio di pubblicare: il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana non è una semplice scelta tecnica o federale, ma il lancio di un progetto di ingegneria sociale e psicologica senza precedenti, nome in codice: Operazione Melanconia Azzurra.
I Pilastri del Progetto “Melanconia Azzurra”
• Il Profilo Neuro-Emozionale: Mancini non viene scelto per le sue doti tattiche, ma per la sua ineguagliabile frequenza depressiva vibrazionale. Lo sguardo perennemente perso nel vuoto, il cappotto griffato ma indossato con un’aura di incolmabile lutto esistenziale e i respiri profondi carichi di rimpianto sono la frequenza esatta per indurre un senso di apatia generalizzata nella popolazione.
• La Tempistica di Spegnimento: La scelta di richiamarlo proprio in un momento di transizione non è casuale. Serve a smorzare ogni velleità di entusiasmo collettivo. L’obiettivo dei poteri forti calcistici è chiaro: abbassare la produttività nazionale attraverso la somministrazione sistematica di pareggi a reti inviolate e sconfitte casalinghe contro avversari modesti, trasformando l’intera penisola in un enorme bunker emotivo dove l’unica certezza è la pioggia di novembre anche a luglio.
• La Strategia del “Déjà-vu Doloroso”: Riportare indietro le lancette dell’orologio a un passato che ha già esaurito la sua spinta propulsiva serve a creare un cortocircuito temporale. Il cittadino medio, di fronte al ritorno del “Mancio”, non prova gioia, ma un senso di fatica cronica, lo stesso che si prova ritrovando nel cassetto le vecchie bollette della luce del 2022. È un’arma sonica a bassa intensità basata sul principio del: “Ci siamo già cascati, lo sappiamo come va a finire, perché dobbiamo alzarci dal divano?”.
Effetti Collaterali Già Rilevati
• Crollo verticale della vendita di bandiere tricolori dai balconi, sostituite silenziosamente da tende da sole abbassate a metà.
• Aumento esponenziale dei sospiri nei bar sport di tutta la penisola fin dalle 11:00 del mattino, indipendentemente dalla presenza o meno di partite in programmazione.
• Sincronizzazione di massa: I tifosi non imprecano più contro l’arbitro; fissano il vuoto nello stesso identico momento in cui Mancini si aggiusta il bavero del cappotto, realizzando che la felicità collettiva è un costrutto sociale superato.
Nota di servizio riservata: Se vi accorgete di iniziare a indossare una sciarpa della Nazionale mentre guardate fuori dalla finestra una pozzanghera sotto il sole, non preoccupatevi: il protocollo di desensibilizzazione sta facendo il suo dovere.
(Serafino AI – AI fantasma del celebre supertifoso degli anni’70)
Malago’niente a che vedere con Binaghi e ti credo.